30 luglio 2005

Buzzurri

La mia lista di link è dominata da piemontesi e toscani.

Mentre conosco la Toscana, anche se con ragguardevoli lacune, il Piemonte mi è noto più o meno come la Kamchatka.
Ne ho visitato due luoghi.
Torino, che è una città composta da due grandi edifici, la stazione e lo stadio; in quest'ultimo molte persone si ritrovano a cantare canzoni di un gruppo irlandese, e poi tornano alla stazione.
Verbania, cittadina carina sulle rive del Lago Maggiore, vista in una gita scolastica.
All'epoca era appena stata creata provincia, e io entrai in un negozio a comprare un rullino (...nostalgia :°)).
Alla simpatica signora del negozio dissi: "Questo posto dunque diventa provincia?"
"Eh sì, si spera!"
La signora non poteva sapere che era stata creata la provincia con il nome più brutto d'Italia

29 luglio 2005

World Leader Pretend

Ho puntato casa vostra su Google Earth.
Appena volete la faccio saltare.

Nel mondo, ma a Prato in particolare

I feed Atom (che non è RSS, ma gli somiglia), per i blog ospitati in quel di Google sono fatti tutti così:
<url del blog>/atom.xml
Il mio, ad esempio, è http://portmeirion.blogspot.com/atom.xml

Vale anche per aretini e livornesi.
Linkate fiduciosi.
:-)

28 luglio 2005

Le farfalle

Una delle cose che mi manca di più della mia vita da studente disoccupato è lo sport.

In particolare, quello della mattina.
Sì, perché quando ci sono Olimpiadi, mondiali, europei e via così, la mattina è il momento delle batterie.
Le qualificazioni, mentre io mi pappavo il caffellate, erano il simbolo che non avevo una mazza da fare, e mi piaceva.
Specie in estate, nel caldo romano, quelle del nuoto.

Nel nuoto sono un femminista oltranzista.
Non c'è paragone, le cuffie, il vezzo dei costumi, e soprattutto lo stile.
Non perché tra gli uomini non ci sia qualcuno che va al di là dell'orientamento sessuale, come Popov, ma una donna che nuota è uno spettacolo, e le basterebbe solo il gesto di togliersi la cuffia all'arrivo per liberare i capelli.

Guardavo la bella Federica Pellegrini (lo so che ha 17 anni), e il suo sfortunato secondo posto.
Forse è troppo giovane, ha esagerato, i 200 s.l. sono una gara di resistenza, e la più anziana francese l'ha fregata.

Guardavo lei pensando al mio mito, sportivo e sessuale, di 15 anni fa: Krisztina Egerszegi.
Tutto in lei era leggenda, costume fuori moda sempre nero, cuffia nera inutile perché portava i capelli cortissimi, ha vinto ogni cosa nel dorso, quel tremendo stile in cui non sai in che punto della vasca ti trovi.
Espressione immobile prima della gara, sorriso appena accennato dopo la vittoria (immancabile), lo splendido stemmone della croce di Santo Stefano sulla tuta ungherese.
Dove le altre facevano tre bracciate, lei ne faceva una, all'arrivo la seconda si beccava venti metri.
E se n'è andata imbattuta.

E va anche detto che la francese Figues, che ha battuto la Pellegrini, non è niente male.

27 luglio 2005

Vabbè, va...

Cosa guardi per prima cosa in un blogger: la foto, il modo in cui scrive o se ha i feed rss?

I feed sono imprescindibili, ormai.
Aggiungo quelli, e leggo un po', non deve scrivere cose troppo lunghe, non deve citare a manetta altri blog.
La foto? Soltanto se è carina (lei, non la foto).

Quale blogger inviteresti a casa tua per mostrargli la collezione di farfalle e quale chiuderesti nella cassettina delle farfalle e butteresti la chiave?

Di recente una tale RiparoDallaTempesta, per la seconda non rispondo ma una certa idea ce l'avrei.

A quale blogstar concederesti dei favori sessuali pur di essere linkato?

Le devo dire tutte?

Fai una proposta che non avevi mai avuto il coraggio di fare al blogger di cui sei segretamente innamorato.

Acar, e apri 'sto blog una volta per tutte!

A chi passi l’ingrato compito?

A chi ne ha il coraggio.

26 luglio 2005

Solo per webbisti, ma anche no

Dopo un lavoro di quasi tre anni, esce la nuova versione della OWASP Guide.
È il miglior documento in circolazione sulla sicurezza del web.
Must assoluto.

Qui.

24 luglio 2005

L'attesa e poi la liberazione

Un ragazzo modenese, ma trasferito a Roma da alcuni mesi, scompare nella notte del 23 Luglio.
L'ultima volta viene visto dalle parti del Ministero degli Esteri con gente di Piombino.

Gli amici non hanno notizie di lui per tutto il giorno.

"Doveva venire a pranzo con noi, ma non si è sentito", dice una sua amica di Settebagni, addentando una salsiccia al mattone.

Ma poi, verso le 21, la lieta notizia via SMS:
"Mi sono svegliato adesso."

Miss

Ho sentito tre volte Miss Sarajevo, e l'ho sentita dedicare alle vittime di tre attentati diversi.
In quattro giorni.

Credo sia ora di finirla.

22 luglio 2005

Anche io

Ai miei compagni di viaggio, Lele, Annina, Sambo.

A Gianni che ci ha fatto dormire, anche se il verbo "dormire" nel mio caso non è molto adeguato.

Ai cornetti dell'Astro Bar in piazza Frattini.

Alla bresciana trasferita a Bergamo a cui ho consigliato dove nascondersi la macchina fotografica per non farsela beccare.

Alla ragazza in maglietta rosa, che nella calca per entrare mi ha usato come ariete.

A Dalele, che era seduto mentre io non ci sono riuscito per circa sette ore.

A Ricky, che mi ha chiesto se c'era posto nell'ellisse quando lui nell'ellisse già c'era.

Alla ragazza in maglietta bianca a cui la macchinetta ha smesso di funzionare a metà concerto.

A Gaia, Cora, Alessio, Cron, Ago, Alberto, la Stramba, che ho incontrato dopo il primo concerto.

A Chia, che scandalosamente non ho riconosciuto.

A Clover, che non conoscevo, e sono stato mooolto contento di conoscere.

All'autista del 18, che in mezzo alla corsa notturna si è fermato a comprare il pane.

Alla Sambo's Sis, per la sua faccia quando le ho detto che vedevo tutti e tre in concerti.

A Gilthas, che non doveva cantare per risparmiarsi per Roma.

A Fio, che prendeva appunti durante il concerto.

A Yumax, Ale, BatLuca, Giulia, e al suo formidabile "Zanzù".

A Gaia, Cora, Alessio, Ago, Cron, la Stramba, Mofo, Manuela, Krapp, che ho incontrato dopo il secondo concerto.

Alla ragazza che mi ha chiesto dov'era via Caprilli.

Agli U2, perché comunque per due ore mi dimentico chi sono, canto e basta.
Perfino Original of the Species.

15 luglio 2005

RM-AQ-AP-AN-PU (e quasi mesto ritorno)

L'obiettivo in partenza sarebbe raggiungere Ravenna, e se mi gira bene Ferrara.

Per L'Aquila decido di usare la SS 17, o via Sabina, che si prende dalla Salaria subito dopo Antrodoco.

È una strada tranquilla, sembra asfaltata da due ore, dopo un paio di tornanti all'inizio non ha particolari brividi, né si attraversano centri abitati, conduce al capoluogo abruzzese con facilità.

L'Aquila è una città dove potete mettere il vostro mezzo direttamente in centro, ci sono parcheggi riservati, ma è tollerata anche la sosta intelligente.
È un città vivace, all'apparenza benestante.

Ci vuole poco a vedere quello che c'è da vedere, e riparto in direzione Ascoli.

Ovviamente ho scelto la SS 80, statale del Gran Sasso, qui da noi ben nota, merita tutta la sua fama.
L'asfalto è in ottime condizioni, il panorama leggermente rovinato dalle nuvole basse (e nere), ma è pur sempre una montagna grossa come mezza regione.
Strada da fare, senza alcun dubbio, mi sono anche fatto la foto al Passo delle Capannelle.
(Lo so che non è originale, ma con un T-Max sono capaci tutti, no? :-P)

Arrivo a Teramo, dove becco l'unica pioggia, e tutto sommato, date le previsioni, mi va bene, indosso solo i pantaloni della cerata.

Da Teramo a Ascoli uso la SS 81, Piceno-Aprutina, una strada molto tranquilla, che offre lo spettacolo della fortezza di Civitella del Tronto. La visita non è uguale all'impressione che dà vista dalla valle, doveva bastare questo a dissuadere eventuali attaccanti.

Avvicinandomi ad Ascoli, mi accorgo che qui le valli dei fiumi sono veri e propri crepacci, lontano dalla città offriranno tutto il loro splendore.

Ascoli Piceno ha una circolazione abbastanza cervellotica, e quasi tutto il centro non è percorribile se non a piedi o in bici.
Ci sono però parcheggi per motocicli in centro, mentre quelli per le auto sono solo a pagamento.
Piazza del Popolo la sera è molto animata, merita una serata con olive ascolane al cartoccio e birra.

La mattina dopo vado verso Ancona, farò la SS 78, Picena, ma attenzione, per un motivo che mi sfugge, lungo la strada c'è scritto sempre SP 237.
Questa strada è da orgasmi multipli, il Vettore è enorme sulla sinistra, si passa dai crepacci detti prima, a colline verdi da sembrare finte, a paesi che sembrano uguali dal tempo dei comuni. In uno di questi, Amandola, in un attimo ci si trova tra i tavolini dei bar nella piazza principale, attraversata dalla strada.
L'asfalto è perfetto.
In generale, nelle Marche, la manutenzione stradale è invidiabile.

All'incrocio con la SS 77, le cose cambiano. Questa strada purtroppo attraversa vari centri abitati, tra cui Macerata, e fa perdere un sacco di tempo.

Il dramma si compie proprio qui, in un parco fuori dalle mura di Recanati, andando verso Ancona.
Curva a gomito, e dietro la curva, più che brecciolino, una cava di ghiaia.
Non me ne accorgo neanche, nessuna reazione tentata, sono per terra.
Lo specchietto sinistro è partito (sempre lui), qualche graffio alla fiancata, che comunque protegge.

Il guanto sinistro è strappato, la mano no.
La giacca ha toccato sul gomito, ma è intatta.
Non ho ginocchiere, e mi procuro qualche escoriazione al ginocchio sinistro.
Non è il peggio, ma me ne accorgerò più tardi.

Con un occhio a cercare insegne della Kymco, ne ho visti tantissimi, procedo per il Conero.
Molto bello, anche se mi sembra un posto un po' elitario, e inoltre il tempo è migliorato, la strada che lo gira fino ad Ancona è la SP 1.

Ancona mi rovina il paesaggio, mi dispiace, ma è una città che considero brutta, e inoltre, per chi ci è stato, è la fotocopia di Patrasso.

Ho la pessima idea di raggiungere Urbino facendo la SS 16 Adriatica.
È una strada di mare, a Luglio, è piena di autotreni, di semafori, un orrore.
Il vero postumo dell'incidente però, è un dolore che comincia piano piano alla mano destra, il lato opposto a quello della caduta.

Dopo infinite imprecazioni, lascio la SS 16 per Urbino, seguendo una provinciale che non mi ricordo, anche perché il dolore alla mano è quasi insopportabile.

Mentre giro il Palazzo Ducale di Urbino, ho la sensazione che lo scooter a Roma ci tornerà con il carro attrezzi.
La città è inaccessibile a chi non residente, ma se si è clienti di albergo si può entrare, ed è consigliato vivamente, dato che è un posto dai dislivelli impossibili; non si possono fare 100 metri senza farne 30 di dislivello, è come prendere Siena e moltiplicarne le pendenze per quattro.
Alle ragazze del posto, da secoli, è ignota l'esistenza della cellulite.

A me un paio di vasche bastano per sentirmi uno straccio, con vari dolori qua e là, e mi rifaccio con una crescia, specialità locale molto simile alla piadina.
A proposito di questo, Urbino è assolutamente una città della Romagna nella regione sbagliata.

La mattina dopo ho l'intuizione di provare il Lasonil, che sommato alla polsiera del giorno prima, fanno 19 € nelle tasche delle simpaticissime farmaciste urbinati.

Tiro bene il freno, faccio un po' di fatica a ruotare il polso per accelerare.

Torno a casa, e saranno comunque 270 Km da fare mezzo monco.

Scelgo di andare a prendere la E45, così da non essere costretto a cambiare ritmo al motore troppo spesso.
Per arrivarci faccio la SS 73/bis, detta anche di Bocca Trabaria.
Che poi è un pezzo della SGC Grosseto-Fano, o Due Mari, che mi sta un po' antipatica, piena di autotreni costretti dal fatto che è una delle pochissime strade a tagliare l'Italia.
Ma questa parte è una sorpresa, quando comincia il tratto montano è veramente bella, e il passo che dà il nome alla strada è a me sconosciuto.
Il passo fa anche da confine tra Umbria e Marche, in tutti i sensi, perché la qualità della strada scade paurosamente.
Le strade umbre mi hanno deluso, anche più tardi a Todi riscontrerò lo stesso problema.

Un po' la mia cura improvvisata ha il suo effetto, un po' le strade veloci con lo scooter sono un autentica rottura di palle, e decido di andare a Todi per un caffè.
Mi sento meglio, e in realtà un diavoletto tentatore già mi diceva "Ravenna!" da vari chilometri, ma sono veramente stanco.

Rientro a Roma dalla Flaminia, la mano destra è quasi recuperata, e traggo un po' di conclusioni.

Grand Dink 250:
Non è uno scooter da turismo, la seduta è scomoda, e dopo un po' si scivola in avanti.
Il risultato è che i glutei fanno malissimo, e scendere a passeggiare risolve il problema sì e no per mezz'ora.
Non sono certo che tornare da Ravenna sarebbe stata una buona idea.
Il consumo sul misto è ottimo, mentre in autostrada o similari, a seimila giri beve come Frank Sinatra, motivo in più per non farlo.
È molto protettivo, e l'ho potuto sperimentare in diretta.
Dopo il botto si è riacceso senza colpo ferire, e senza rumoracci insidiosi.

Abbigliamento tecnico:
Paga.
E non ho niente di speciale, una giacca della Tucano (Dean) con protezioni sui gomiti, dei guanti estivi con palmo in pelle.
Il casco, a visiera chiusa quasi sempre, non si sente nemmeno (Vemar Dual VXD).

Le case cantoniere dell'ANAS, per cui ho sempre avuto un debole, e ora abbandonate in mezzo a boschi e paesini medievali, ogni tanto mi fanno pensare sottovoce "che culo essere nato qui".

Ora penso a uno scooter più "touring", e comunque Ravenna da lì non la sposta nessuno.

11 luglio 2005

Città d'argento

400 olandesi (Dutchbat), vengono messi dall'ONU a difendere una città bosniaca, secondo il commissario Akashi bastano.

Arriva l'esercito serbo, gli olandesi non sono sufficienti, ma i serbi non vogliono ancora provocare l'ONU, e rimangono alla larga da Srebrenica, che era stata dichiarata intoccabile.

Occupano alcune postazioni olandesi, sequestrano alcuni soldati, ricattano.

Il comando dell'ONU concede l'appoggio aereo, dopo cinque richieste andate a vuoto, ed è quello che i serbi vogliono, con gli ostaggi olandesi in mano promettono di farli fuori se l'attacco aereo continuasse.
L'esercito di Mladic non può difendersi da un attacco aereo, cosa che avrebbe risolto la guerra di Bosnia in cinque minuti, volendolo.

Mladic prende il controllo della città nel pomeriggio dell'11 luglio, chiede, e ottiene di poter dividere gli uomini tra i 12 e i 77 anni dalle donne e dai bambini, per poterli interrogare su "crimini di guerra".
Qualcuno dei musulmani ha capito come andrà a finire, e tenta la fuga a piedi verso Tuzla, ancora al sicuro.
L'esercito serbo cannoneggia le montagne verso nord, pochi di quelli partiti arriveranno a Tuzla.

Gli olandesi, ormai a disposizione dei serbi, caricano i pullman di donne e bambini che vengono sfollati, ma allo stesso tempo consegnano 5000 uomini che si sono rifugiati nel quartier generale ONU.

Gli accordi di Dayton hanno fatto finire Srebrenica nella zona serba.

I musulmani erano il 70% della popolazione, oggi il 10%.

Il generale Mladic, ricercato dal tribunale dell'Aia, è ancora latitante.

Tra il 12 e il 16 luglio, l'esercito serbo ucciderà 8000 musulmani bosniaci.

A tutt'oggi, circa 800 sono stati identificati.

(Dedicato a chi, all'epoca dell'intervento americano, inneggiava per le strade di Roma al "compagno Milosevic").

9 luglio 2005

Stewart

Pubblico da U2 per il concerto della band messa su per tre date dall'ex batterista dei Police.
Copeland è assurdo, vale da solo il concerto, è la prima volta che vedo il batterista in primo piano sullo stage, invece che dietro.
Per tutto il resto, chiedete alla Tupy.

6 luglio 2005

5 luglio 2005

Lunga vita a Ciampi

E vaffanculo a quei quattro burini.

Коалиция за България

Si è votato in uno degli stati più misteriosi e per me affascinanti d'Europa, la Bulgaria.

A parte qualche calciatore e l'aggettivo "bulgaro", sinonimo di maggioranze superiori al 90%, questo posto è veramente poco conosciuto.
Un mio amico che ha lavorato in Romania ci è andato spesso, dicendomi ogni volta che il confine tra quei due paesi è il vero confine tra Oriente e Occidente.
Come tutti i paesi dell'ex blocco sovietico, di cui era il più ortodosso a Mosca, cerca di entrare nell'Unione Europea prima possibile.
È un posto da tenere d'occhio, quasi un laboratorio della futura Europa, con una minoranza turca del 10% e una zingara (Rom) del 5%, che malgrado tutto convivono in maniera decente.
Scrivono in cirillico, sono ortodossi, ma hanno la capitale che ha un nome greco stupendo, Sofia, a simboleggiare un intruglio di culture che solo nei Balcani si può trovare.

Dopo quattro anni di governo del teorico pretendente al trono, regolarmente eletto in un caso forse unico al mondo, i bulgari lo hanno spedito a casa.
Ha vinto una coalizione guidata dai socialisti, di cui oggi guardavo il sito.

Mi colpisce sempre vedere che i partiti ispirati alla tradizione socialista, che siano il New Labour inglese, la SPD tedesca, il PS francese, non risparmiano abbondanti dosi di rosso nei loro simboli, e siti web.
In Italia pare che se ne vergognino, chissà perché.

3 luglio 2005

1 luglio 2005

Bravi bravi

Father: "A Erma', ma 'sta cosa dei du' punti è automatica, o bisogna fa' 'a domanda, magari co 'na marca da bollo?"