26 febbraio 2006

Bianchi vs. Rossi

Il ritorno alla palla calciata non potrebbe avvenire in condizioni peggiori.
Ho dormito cinque ore, mi scoppia la testa, non so dov'è il campo.

Va detto che, come Gerda Weissensteiner, ho cambiato disciplina, e sono passato al calciotto.
Come il nome tradisce, si gioca in otto contro otto, su un campo di dimensioni cospicue, più vicine a quelle del calcio.
La cosa permette lanci lunghi, tiri dalla distanza, e dà qualche illusione rispetto al calcetto, che in fondo è un basket giocato con i piedi.

Una telefonata mi illumina, e parto in Panda verso una zona ferroviaria squinternata dove si trova il centro sportivo Roma 6 (coincidenze).

Si comincia con il denudarmi in campo data l'assenza delle chiavi degli spogliatoi.
Di fronte al campo ci sono delle case con panni stesi.
Mi viene riferito che sono abitate da gente che passa tutto il tempo a friggere.
Secondo un mio amico si tratta di una setta afro-tusco-tracamana-cubana, che ha tra i suoi precetti il fritto.

D'ufficio faccio parte dei bianchi, e vengo ovviamente schierato a sinistra.
La zona è tranquilla, i Rossi parlano molto e corrono poco, rimedio un paio di "Bravo Numero 6!" grazie a delle orrende spazzate alla viva il parroco (a pallone ci si incita sempre).

Non mi conosce quasi nessuno qui, e finora non ho avuto modo di mostrare le mie qualità.
Per fortuna.

Ma il momento di gloria è in agguato, e uno dei Rossi in maglietta della Roma mi punta.
È bravino, ed è gia sceso altre volte, indietreggio mentra avanza (tecnica Baresi), lui prepara il cambio di passo, scarta, io stendo la sinistra (intuito? botta di culo?), e fermo il pallone.
Finisco con il ginocchio destro a terra, non posso muovermi, ma lui non ritrova più l'oggetto rotondo.
Scrosciano gli applausi, pacche sulle spalle, richieste di favori sessuali.
Un successivo anticipo di testa a centrocampo mi assegna di diritto il ruolo di baluardo della fascia sinistra.

Uno solo dei cinque gol avversari viene dalla mia parte, noi gliene abbiamo rifilati nove.

Gli alluci di tutti e due i piedi mi fanno malissimo, le unghie sono diventate nere, e cammino male.
Da stamattina anche il polpaccio sinistro e il ginocchio destro dolgono.
La sera al pub, mentre alcuni miei amici annunciano matrimoni a raffica, riesco a innamorarmi tre volte in un quarto d'ora.
Ho finito i sigari.

2 commenti:

  1. Quando ho letto: "ginocchio destro a terra, non posso muovermi" ho pensato subito "ahiò, s'è troncato!" ;-PPP

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