26 febbraio 2006

Torino e i metalli (1)

È andata bene.

Eppure, malgrado la macchina sia ben oliata da un bel po', quest'olimpiade non era uguale a quelle che l'hanno preceduta.
Ci sono segnali interessanti e tendenze che si confermano, e credo resteranno per molto tempo a venire.

È finita l'epoca delle olimpiadi invernali in ameni paeselli valligiani.
Salt Lake City era già grandina, Torino è la città più grande in cui siano mai state ospitate, e anche Vancouver è grande.
Questo porta le invernali sul piano delle estive: non basta più la neve, ma servono eventi, grandi star dello spettacolo, lavori di adattamento.
Cortina o Albertville non potrebbero più offrire questo.
È il premio che riscuote il CIO per la scelta di quattordici anni fa di sfalsare gli anni olimpici.

L'olimpiade delle donne.
Anche qui, l'impegno del CIO di portare il livello dello sport femminile al pari o quasi di quello maschile dà risultati.
Quest'anno è stato il primo dell'hockey femminile, e ormai l'unico santuario virile rimasto è il salto.
Ma c'è di più: fino a pochi anni fa, era difficile che una donna di più di venticinque anni fosse realmente competitiva, specie se aveva avuto figli.
A Torino si sono viste vittorie di allegre vegliarde, come Katerina Neumannova che a trentatré anni si va a prendere l'oro nella 30 di fondo, con un bel finale con la figlia che l'aspetta al traguardo, Michaela Dorfmeister, che sciava quando c'erano Deborah Compagnoni e Katia Seizinger, e l'incredibile Gerda Weissensteiner, 37 anni e un assurdo bronzo nel bob, con lei che sbatte le mani come una pazza sulla carrozzeria.

L'olimpiade dell'antidoping.
Un caso eclatante, la russa Pyleva, beccato e risolto in poco tempo, diversi atleti sospesi per ematocrito alto prima delle olimpiadi.
Ma forse più di tutto la furia con cui il CIO è intervenuto nella sinistra faccenda dello stregone austriaco Mayer.
Sembra esserci anche qui un aria nuova, e molti vincitori a sorpresa sembrebbero indicare che è l'aria giusta.

Impressionante il bottino degli imperi centrali, Germania e Austria si portano via qualcosa come cinquanta medaglie.
Gli austriaci si permettono anche il tris nello speciale, mandando una riserva a prendere l'argento.

Un po' delusi gli americani, che risollevano un po' il medagliere con qualche oro a sorpresa, Ligety e Mancuso, ma nel complesso cercavano di più, specie da hockey, pattinaggio e discipline giovani, come lo snowboard.

Disastro per i norvegesi, spodestati nel loro reame del fondo, in particolare da un'incredibile Estonia che si porta via tre ori.

I russi fanno i russi, e si prendono quello che più o meno si aspettavano
Pare che il loro villaggio fosse il più hype della Torino olimpica. Con quelle pattinatrici, e con lo spettacolare e simpatico Plushenko, non è difficile da credere.

Singolare la Corea che vince undici medaglie in una sola specialità, lo short track.

E infine l'Italia.
Solito andazzo con grandi luci e grandi ombre, tipico di un paese che di cultura sportiva non ne ha molta.
Parlando di fondo, c'è chi ha scritto "la Norvegia siamo noi", e ha assolutamente ragione.
Le medaglie d'oro più importanti, staffetta e 50 km, ce le siamo prese noi, più altri bronzi a contorno, e io non ho mai conosciuto uno che fa fondo in vita mia.
Altro materiale pregiato dai tubi di ghiaccio, con il mostro Zöggeler alla quarta olimpiade di fila sul podio.
Peccato per la polemica sull'inno, da campagna elettorale di quart'ordine, di un imbecille della Margherita.
Di Fabris si è già detto tutto, strano che un atleta che è comunque tra i migliori al mondo non fosse neanche considerato in prospettiva medaglia.
Lo sci alpino è stato un disastro, non ci sono altre parole, anche se va detto che non avevamo chissà quali assi nella manica.

E ora, tutti a Pechino.

5 commenti:

  1. Stronzopuntista ON
    Sapporo aveva un miliardi di milioni di abitanti, è almeno il doppio di Torino.
    Stronzopuntista OFF

    Te credo che non hai mai conosciuto un fondista, stai a 800Km dalla più vicina pista di fondo! ;-)

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  2. Te si bevuto lu spumande ucraino?
    :-P

    Sapporo fa un milione e otto, oggi.
    Oggi è più grande di Torino.
    Nel '72 no.
    :-)

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  3. Pare pure nel 72.
    Adesso ti puoi sbizzarrire a cercare su Google gli abitanti di sapporo nel 72 ;-)

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  4. Mi toccherà filtrarli 'sti IFERblogger...

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  5. Ha ragione #6!

    P.S. un commento... ermannico

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