30 dicembre 2007

Non ci sono più le riviste di Forza Italia?

Negli annunci Google ci sono solo donne sulla trentina o più da incontrare?
O mi hanno profilato?

27 dicembre 2007

Secondo loro Calabria e Sardegna sono in Africa del nord

Non so se è sfuggito, ma negli ultimi giorni prima della soluzione del sequestro e omicidio della povera Iole Tassitani, circolava l'ipotesi che l'azione fosse opera di una banda di maghrebini.

Potete trovare la notizia, se la si vuole chiamare così, sul Quotidiano del 23 dicembre, ma pare che l'abbia scritta anche il Mattino di Padova, che per chi non lo sapesse è parte del gruppo l'Espresso.

Non ho un archivio da consultare, ma a memoria non mi risulta che ci siano mai stati in Italia sequestri di persona da parte di stranieri.
Al contrario, ricordo diversi stranieri sequestrati in Italia.
Magari le tranquille famiglie trevigiane sentivano, sotto Natale, quel bisogno di tranquillità che solo la sbandierata colpevolezza di una cricca di negri può dare.

Qualche giorno fa Bucknasty si chiedeva se il Veneto fosse in realtà un esperimento di psicologia sociale.
Ho paura che non sia così.

26 dicembre 2007

Buon protomartire

Piove, fa freddo, il mio cellulare fa foto orripilanti e tutto quello che c'è in TV è Deejay chiama Italia con Ramazzotti.

22 dicembre 2007

Mi avvicinerò alla fede, perché un inferno ci deve essere

Un giorno, in una caverna intorno al fuoco, i miei nipoti mi chiederanno per l'ennesima volta di raccontare loro quando il mondo ha iniziato a finire, e io risponderò, come sempre, che l'ho capito quando ho letto questa cosa qui:

"...io l’anno scorso avevo fatto un finanziamento con Findomestic per pagare l’abbonamento annuale della palestra..."

(rimediato grazie a piste)

19 dicembre 2007

Siete riusciti a trasformare una bigotta con i baffi in una star

Il registro delle unioni civili non serve a un cazzo.

Comico passare dal chiedere Zapatero a piangere per un pezzo di carta che conta meno dell'abbonamento in Curva sud, ma si vede che questi sono i tempi che corrono.

È questa la nuova strategia? Cercare di aggirare le odiate leggi vigenti mettendo su un foglio protocollo un elenco di nomi, per giunta doppione, che non dà nessun diritto? Quale fine tattico c'è dietro a questa genialata? Boselli? Giordano?

Mi dispiace per le coppie già in fila con il bouquet a Caracalla, o per chi voleva la città con il bollino "noi siamo laici lo vedi c'abbiamo il registro", ma credo che tra i primi compiti di un consiglio comunale, ci sia quello di non prendere per il culo i suoi cittadini.

18 dicembre 2007

Corre, saltella, rimbalza, come una palla con le molle

Filippo Inzaghi non è una pippa.
Non che dipende, ma il modulo, la difesa a tre, il centrocampo a cinque, no, è che proprio non è una pippa.

Lo uso da anni come cartina di tornasole per capire chi ama il calcio com'è o chi ama il calcio come vorrebbe che fosse.
Come quasi tutti nella vita, perché il calcio è la vita, Inzaghi sa fare una cosa e la fa bene. Anzi, in realtà ne sa fare tre.

La prima è la più nota, vivere nel grigio del fuorigioco e attendere.
Non vi aspettate che torni a dare una mano dietro, non lo farà mai, e neanche che lanci qualcuno verso la porta sguarnita, no, in porta ci va lui e basta, perché è egoista come qualunque attaccante decente della storia del pallone.

La seconda è che nasconde il pallone.
So che non è facile da capire, ma in pratica vuol dire che se ha la palla non c'è modo di levargliela dai piedi in modo pulito, cioè senza fare fallo, o almeno io non ho mai visto nessuno riuscirci.

La terza è che tira benissimo i rigori.

Certo, può capitare che la difesa avversaria non faccia neanche un errore, e che applichi il fuorigioco alla perfezione.
Oppure può succedere che non sia serata, perché come tutti i giocatori veloci Inzaghi non alza la testa, non piazza, ma cerca solo di tirare prima, e non è detto che vada sempre bene.

Ma l'obiezione più semplice è che, se fosse una pippa, perché continuerebbe a buttarne dentro da anni, con qualunque maglia, in qualunque competizione, comunque giochi la sua squadra?
Se fosse così semplice, i difensori di tutto il mondo non avrebbero già trovato le contromisure?

Alla fine, i suoi detrattori appartengono a due famiglie.
La prima sono gli interisti, dove penso che il cuore prevalga sulla ragione.
Non è che non li capisca, Inzaghi ha dato il meglio di sé nella Juve e nel Milan, le due squadre che ovviamente un tifoso nerazzurro vede come il fumo agli occhi.
Sarebbe come se a me chiedessero di farmi stare simpatico Nedved, giocatore immenso per molto tempo ma purtroppo colpevole di aver messo quelle magliette là.

La seconda famiglia è più pericolosa, ed è quella degli snob, quelli che vorrebbero veder giocare soltanto i Cruyff o i Pelè o i Beckenbauer, quelli che dimenticano che nella difesa campione del mondo nel 1982 c'era sì Scirea, ma c'era pure Gentile, quelli che preferiscono i piacioni da calendario che la Gialappa genialmente battezzò "va' cume l'è bell", piuttosto che uno a cui non ho mai visto giocare una partita svogliato.

E per fortuna, perché se fosse per loro il calcio sarebbe come il nuoto sincronizzato, con quattro selezionatissimi intenditori invece di quattro miliardi di sognatori.

15 dicembre 2007

Gentaglia reloaded

Notare il fenomeno in alto a sinistra.

(Grazie a Samuele, che pensavo [speravo?] l'avesse eliminata)

13 dicembre 2007

Fidati, ne so qualcosa

Dato che non sto zitto cinque minuti (cit.), perché non dirti qualcuna delle mie mitiche scemenze? Non ne avrai assolutamente bisogno, tranne che dell'ultima. Forse.

In Bretagna piove sempre.

Nell'improbabile caso che non stia piovendo, vuol dire che sta per piovere.

L'attuale capoluogo è Rennes, ma per i bretoni la capitale è Nantes, che non si trova più in Bretagna, ma nel Pays de la Loire.
Fu il regime di Vichy a dividerla, e lo fece apposta.

In Francia esistono due dialetti: il marsigliese e tutto il resto.
Ne consegue che il francese dei bretoni è generalmente impeccabile.

La canzone della Bretagna è Tri Martolod: si tratta di un pezzo popolare di Nantes, ma la versione più famosa è quella cantata da Alan Stivell.
Non c'è un solo bretone che non la sappia.

La scritta più frequente sui muri è "BZH - Emgann": BZH è la sigla di Breizh, nome bretone della regione, emgann vuol dire battaglia.
Sono scritte degli autonomisti, i pochi rimasti.

Da quelle parti tutto, ma proprio tutto, si chiama "Bretagna" o "Atlantico".
Se ti sei perso alle due di notte in un paese che non conosci e vuoi tornare al centro, chiedi di Place Bretagne o Rue Atlantique.
Al 95% ci azzecchi.

10 dicembre 2007

Ma il cantante o il fotografo?

Capita che vai come ogni anno a Più Libri Più Liberi e trovi una valanga di gente da non riuscire a camminare, e che soprattutto non ti ricordavi questa valanga di bambini, e pensi che in fondo è meglio.

Capita che sei sicuro che il BarCamp è sabato, che passi all'area blog gestita da Splinder (Splinder?) e non vedi un cane, e sei convinto che è già finito tutto ed è quasi l'ora dell'aperitivo e della cena, che alla fine è quello che ti interessa di più.

Capita che vai allo stand della Fandango e prendi il quinto o il sesto libro di Johnny Palomba, che rimani molto colpito dalla standista, e che l'altro tizio che è allo stand ti chiede per chi è il libro.

Capita che l'altro tizio prende il libro e ti scrive una dedica, e che quella dedica è inconfondibile, che è realmente Johnny anche se sai che Johnny non esiste, che ti rendi conto che la tua collezione di autografi è composta da uno di Lorenzo Scarafoni dell'Ascoli (stagione 1986/87) e da uno di Paola Turci incontrata a un negozio di dischi a Via del Tritone, e che sei felice come la valanga di bambini detta sopra.

Capita che incontri un tuo collega, che ti chiede che ci fai da queste parti, e che tu che sei ancora felice rispondi che vai a una cena di blogger, e che lui ti chiede se hai un blog, e tu: "Io? No veramente... Ma ti pare? Quella gentaglia là, figurati, ma mi ci vedi a parlare di Facebook e Jaiku di notte in giro per l'EUR? No è che mi ha invitato un amico, e mi ha detto che è pieno di donne e si rimorchia!".

(Per la magistratura: la ragazza ritratta con me non è stata ancora assassinata, nell'eventualità potete chiedere altre foto al buon Stefigno che ne dovrebbe avere qualcuna da parte)

(La foto con Mae* è stata scelta tra le poche in cui non ha gli occhi rossi)

(Ho promesso al mio collega l'URL del blog ma per fortuna pare si sia scordato)

(L'autografo di Scarafoni ce l'ho veramente)

6 dicembre 2007

Siamo tutti un po' policentrici

Dal blog del Governo:

Ai fini della corretta applicazione della natura policentrica riconosciuta dalla medesima legge alla Provincia di Barletta-Andria-Trani, la Presidenza del Consiglio ritiene necessario realizzare una equilibrata distribuzione sul territorio sia degli ulteriori uffici statali, sia delle sedi istituzionali della nuova Provincia. Pertanto, gli uffici della Prefettura saranno istituiti nel Comune di Barletta, quelli della Questura nella città di Andria, quelli dell’Arma dei Carabinieri nella città di Trani.

Inoltre, in attesa delle decisioni definitive e permanenti che il Consiglio provinciale dovrà adottare con lo Statuto, la città di Andria potrà essere sede provvisoria degli organi della Provincia.


Invece io mi chiedo, provvisoriamente, quanto ci costerà questa inutile provincia del cazzo?

5 dicembre 2007

Lungo. Sottile.

In un commento sotto, l'ex-blogger lobotomica mi scrive che tra le invenzioni torinesi importanti andrebbero citati anche i gianduiotti, oltre ai grissini.
Non sono d'accordo, e il motivo per cui non riconosce la superiorità del grissino è probabilmente dovuto al fatto che, quando detta superiorità si esprimeva, lei non era presente.

I grissini servono ad aspettare gli sposi.

Voglio dire, a qualcuno è mai stato offerto un grissino entrando in casa altrui? Credo di no.
La loro utilità prettamente gastronomica è assai limitata, e di fatto li vediamo usare solamente nella pubblicità.

Ora immaginate, siete usciti da una cerimonia, magari in comune che si fa prima, e siete infilati nel vestito della cresima.
Avete al collo quel coso, quel cappio con i colori da deficente, come si chiama, ecco, la cravatta.
Non parliamo delle invitate, costrette dall'evento in mise imbarazzanti, tacchi che riducono le gambe come dopo la cima Coppi.

Avete trovato il vostro posto su quella mappa dei tavoli che avrebbe un nome francese che non so, l'unica invitata single e carina è a sette tavoli di distanza, non avete ancora identificato tra gli uomini chi potrebbe ragguagliarvi sul campionato senza farsi notare troppo, siete già rassegnati a qualche ora di interessantissima conversazione sull'abito della sposa nonché sulla vita privata di tutti gli invitati e loro congiunti fino al 4° grado di parentela.

Chi vi viene in aiuto? Lui, l'unico guardiano della tavola sguarnita, sta lì e vi attende, conosce i vostri problemi, sa che ai matrimoni si va per un solo motivo.
"La sposa è bellissima"
"Molto (crunch)"
"Lo sai che Teofrasto è cugino di terzo grado di uno che preso il 36 barrato con la nuora di uno che ha visto Veltroni da vicino?"
"Ma guarda le coincidenze! (crunch)"

Confessate, avete mai visto grissini avanzati dopo un matrimonio?

2 dicembre 2007

Datemi l'emmepitre della cover di Up Patriots to Arms

Io i Subsonica li ho visti per la prima volta in un video, quello di Istantanee.
Il video è girato al gasometro, quello che ormai fa parte suo malgrado della skyline di Roma sud, e ho pensato ovviamente che fossero romani.
Invece ho scoperto molto tempo dopo che sono uno dei due prodotti di punta di Torino (l'altro sono i grissini).

In realtà li avevo già sentiti anni fa, ma era a Fiesta, una manifestazione estiva romana dove fanno anche un sacco di concerti.
Concerti si fa per dire, dato che è una specie di fossa dove non si sente una mazza e c'è un'umidita degna delle valli di Comacchio.
Per la cronaca lì ci ho visto pure Lou Reed e De Gregori, ma data la penosa qualità non li considero.

I biglietti sono andati a ruba, il Palalottomatica è pieno.
Non c'è supporter, e Samuel sale da solo sul palco con una chitarra.
Inspiegabilmente attacca una versione solista elettrica di Tutti i Miei Sbagli, e io mi chiedo per tutto il concerto perché abbia deciso di rovinare così la loro miglior canzone.

Ma il resto è Subsonica, loro sono fatti per ballare, non per fare Springsteen, e si balla su tutti i loro classiconi.
Non c'è molto dell'album nuovo perché, come dice Samuel, hanno sforato con i tempi e non hanno potuto provare.
Immaginatevi come sono stati tristi i fan a sapere che la scaletta era in buona parte basata sul repertorio d'annata.

Malgrado le possibilità di essere chiamato nonno, data la media del pubblico, fossero alte, ho ballato come uno scemo, perché solo uno scemo può ballare al terzo anello.
Esco dopo quasi tre ore e avendo pagato poco più di 20 euro.
Niente morale sul prezzo dei biglietti, ce ne fossero di gruppi così.

Last but not least, come ultimo pezzo hanno fatto Tutti i Miei Sbagli come andava fatta, si può tornare a casa felici.
Le mie scuse alla splendida creatura sulla cui testa mi sono pulito le mani, ma quando mi ci rimane il sale delle patatine non lo sopporto proprio.

1 dicembre 2007

La coscienza è tra parentesi

Dopo la pausa estiva riprende Sporco Impossibile, la serata al Circolo con quattro gruppi (tre) due romani e due... come sarebbe tre? (sì, sono tre) come mai? (ti lamentavi che poi si faceva troppo tardi) va bene, tre gruppi in una serata da lupi che fa rimanere qualcuno a casa, e io sono reduce da una partita di calciotto che vincevamo 5-1 e abbiamo pareggiato 5-5 (pippe) malgrado io non abbia fatto passare nessuno sulla sinistra (si vince e si pareggia tutti assieme) ma ribadisco il mio ruolo di baluardo.
Penso di essere l'ultimo dopo ma arrivo lì che sono il primo (c'era già Tamara) e grazie lei ce sta sempre (però non ha i feed RSS) gliel'ho detto ma è tutta impegnata con la digitale nuova.
I primi hanno un poderoso accento nordico (Brescia) ecco sono di Brescia e si chiamano Annie Hall e che però mi sono passati come se niente fosse, un po' troppo radiofonici (esagerato) fanno questo pop in salsa oltreoceanica (come i Death Cab for Cutie, dai) troppo poco simili ai Death cab for Cutie, semmai.
Poi ci sono i tizi che si chiamano Le Luci della centrale Elettrica ma è uno solo e sembra Rino Gaetano (ma molto più incazzato) senza dubbio e usa pure echi vocali strani ma non è mica male (c'aveva pure il fan) era uno roscio e comunque 'sto Luci della centrale che poi si chiama Vasco è uno di quelli che mitragliano parole e ogni tanto infilano la frase che ti rimbalza in testa e non se ne va più, tenetelo d'occhio anzi d'orecchio.
Per ultimi i Nohaybandatrio che sono gli unici romani e fanno un genere (jazz sperimentale) no rega', il jazz no, va bene tutto ma questo proprio (non fare il talebano) ma quale talebano, il jazz è il MALE (almeno sentili) e li sento sono tre batteria sassofono tenore e tastiere (no) come no? (sono basso e chitarra) ecco io e quelli vicino a me non abbiamo capito che erano una basso e una chitarra fino a quando non l'ha detto il sassofonaro (sassofonista) quello lì insomma ma non fanno jazz, questo è casomai sperimentalismo, avant-garde (tanto per sparare il parolone da blogger piacione) troppo buono e anzi, hanno il raro pregio di non sfasciare gli zebedei come capita spesso ai virtuosi e fanno anche i bis perché il pubblico lo vuole.

(Ora di coricamento) le due e mezza, tanto c'era un gruppo di meno e si faceva prima, no? (senza dire niente sulle Ragazze del Circolo™) non sia mai, abbraccio virtualmente quelle poverine che servono al bancone esterno del Circolo, tutte infreddolite in serate simili (e per una volta senza dire zozzerie) ma se vogliono le abbraccio pure fisicamente (me pareva).

28 novembre 2007

Ecco, passace

Leggevo, temendo eventuali applicazioni capitoline, del famoso pedaggio per entrare nella cerchia dei bastioni, l'Ecopass, ossia la Congestion Charge in versione meneghina.

A quanto pare le automobili Euro 3 non pagano.
Euro 3, come la mia Panda del 2001.
Immaginandomi quello che deve essere il parco macchine milanese, questo pedaggio chi lo paga?
Il pulmino dei libici?

Stephen Fry

È considerato dai suoi illustri e più famosi amici un genio.
È autore di ogni cosa immaginabile, tra cui, per esempio, gli audiolibri di Harry Potter.
È frocio e pure un po' ebreo, negro no di sicuro, comunista chissà.

Fa morire dalle risate, perfino se non sapete l'inglese, anche sul suo blog.

24 novembre 2007

"Devono morire tutti"

Stanotte, lontano da noi, è successo un piccolo fatto politico, di cui magari si parlerà e magari no. Ve ne parlo io.
L'ultimo governo della destra ultraliberale, quello australiano di John Howard, è stato sconfitto, o più esattamente travolto, dai laburisti.
Ancora non si sa bene l'entità della disfatta, dato che l'Australia ha il sistema elettorale più complicato del pianeta.

Howard era l'ultimo di quella scuola che ha avuto il suo apice negli anni '80 con Margaret Thatcher e Ronald Reagan (e Augusto Pinochet), ma si è spinto dove Maggie e Ronnie non avrebbero neanche immaginato.
Con Workchoices, un totale revisione della legislazione sul lavoro, Howard ha cancellato o quasi il diritto di sciopero, l'indennizzo per il licenziamento senza giusta causa, la contrattazione collettiva.

Ma più che pensare a cosa cambierà in Australia da domani, pensavo a quanto la nuova destra ha cambiato molti di noi.
Noi di sinistra, intendo.
Ci siamo trovati da un giorno all'altro in un mondo che ci ha preso alla sprovvista, quando abbiamo visto che i ceti deboli non votavano più dove pensavamo che fosse giusto votare.
Ci siamo trovati a pensare che liberalizzare certi settori non fosse poi sbagliato, che lo stato costasse effettivamente troppo e certe cose magari un pochino avremmo dovuto pagarcele.
Poi abbiamo messo il poster di Bersani in cameretta, al posto di quello di Kim Wilde.

Alcuni non l'avevano accettato, c'eravamo spiegati male, non si poteva cedere così, e infatti oggi gironzolano su percentuali da riunione di condominio, e non governano da nessuna parte nel mondo tranne che qui, ma noi, si sa, siamo degli originaloni.
In maggioranza siamo rimasti disorientati, al punto che il nostro nemico ha avuto il tempo di invecchiare e morire ieri sera, di morte naturale, e non l'abbiamo ucciso noi, e neanche ferito.

Cosa potremmo dire a questo nemico?
Ci ha migliorato? Eravamo degli illusi? Eravamo in malafede?
In genere, quando qualcuno ci fa scoprire un libro, un disco, un luogo, qualcosa che ci piace, tendiamo a ricordarlo, e abbiamo anche una certa gratitudine.
Perché ci ha messo davanti ai nostri dubbi privati, quelli che però in pubblico erano certezze.
Perché ha scavato, fino a quando abbiamo confessato che be' sì, che palle 'sti scioperi ma che vorranno mai, stanno sempre a scioperare, e poi i rumeni, mica possiamo permettere che un paese scarichi da noi tutta 'sta gentaglia.

Sono stato a pensare un po', a cosa potremmo dirgli.
Poi sono uscito a comprare le sigarette.
E ho scritto un post con due link al Sole 24 Ore.

23 novembre 2007

Milano 1908

Di recente la Sergio Bonelli Editore ha iniziato una nuova collana, tra le tante (troppe) che ha.
Si chiama Romanzi a fumetti, che poi è semplicemente il termine americano graphic novel, tradotto una volta tanto in modo decente.

La prima uscita, Dragonero di Enoch e Vietti, non mi aveva convinto.
A parte che il genere fantasy è, con rarissime eccezioni, talmente limitato che non capisco come si faccia a tirarci fuori più di un romanzo, e cioè il Signore degli Anelli, ma i riferimenti di Dragonero all'opera di Tolkien erano veramente eccessivi.
Non ultimo, da Enoch mi aspetto di più.

Tutt'altra musica per la seconda uscita, gli Occhi e il buio, di Gigi Simeoni (Sime).
Sime è noto più che altro come autore di SF nelle serie di Nathan Never e Gregory Hunter, e questo romanzo è opera completamente sua, soggetto, sceneggiatura, disegni e copertina, tutto decisamente ben riuscito.

La storia però non è di fantascienza, ma una classicissima poliziottesca, con serial killer e detective testardo.
È ambientata a Milano all'inizio del secolo scorso, dove i primi passi del metodo scientifico nelle indagini, dell'editoria di massa e delle automobili hanno come sfondo una città ancora sconvolta dalle cannonate di Bava Beccaris.

I disegni sono decisamente deluxe, non c'è un solo dettaglio trascurato, e la città, i suoi abitanti, la moda, sono resi in modo impeccabile.
Anche la buonissima sceneggiatura non risente minimamente di qualche piccola forzatura.
Anzi, va detto che Sime è andato a documentarsi perfino sui modelli di pneumatici per automobile dell'epoca.
Lo considero uno dei migliori fumetti italiani degli ultimi anni, ed essendo uscito circa un mese fa, dovreste ancora trovarlo in edicola.

16 novembre 2007

Lo so che è lungo

Si raccomanda vivamente la lettura di questo post e di tutti i suoi commenti.
Nel senso che, se voi non foste semplici flussi di bit, vi prenderei per i capelli e poi vi interrogherei.

13 novembre 2007

Voi donne non avete autocontrollo

New York, New York, era successo dopo il punk, è risuccesso dopo il grunge, quando passa la grande ubriacatura tocca rivolgersi a New York, la città dove puoi comprare un'amplificatore alle tre di notte, per citare Lou Reed, uno dei suoi più insigni residenti.

Nel 1998 una serie di conoscenze mette insieme gli Interpol, che come tutte le band che si rispettano cominciano a suonicchiare qua e là per Brooklyn, e aspettano ben 4 anni prima che la (sempre sia lodata) Matador gli faccia stampare il primo album.

Un gruppo che canta decisamente europeo, e la voce profonda di Paul Banks ricorda quella di Ian Curtis, ma anche un gruppo che della Grande Mela qualcosa prende, come la chitarra di Daniel Kessler, che poi è il vero stratega del suono Interpol.
Aggiungere a questo la presenza quasi costante della città nei loro testi, e perfino nell'indirizzo del loro sito.

La scena è al teatro Saschall di Firenze, tipo di struttura di media grandezza che in Italia spesso manca, e che in quest'occasione è veramente strapieno.
Ci sono già stato per vedere Nick Cave, non mi fa impazzire come audio, ma è ben organizzato e si vede bene anche se non vuoi stare proprio sotto.

Prima i Blonde Redhead, che vedo ormai per la quarta volta, e che qualunque cosa facciano, anche solo cinque canzoni da supporter, non deludono mai.
Per me sono l'unico esempio sensato di fuga di cervelli, se fossero rimasti a Milano magari oggi suonerebbero come gli Afterhours.

Gli Interpol attaccano con Pioneer to the Falls, e in un'ora e tre quarti percorrono in pratica quasi tutta la loro discografia.
Sono tutti in completo nero, come da quando hanno cominciato, solo il biondo cantante non ha la giacca, ma è tutto nero anche lui.
Particolare interessante, ci sono degli emuli in giacca e cravatta anche in mezzo al pubblico, roba che non si vedeva dai tempi degli Smiths.

Le uniche gravi mancanze per me, Leif Erikson e Pace is the Trick, in parte consolate da Not Even Jail e Stella Was a Diver and She Was Always Down che non mi aspettavo.
Perfetti i pezzi dei primi due album, qualche piccola incertezza su quelli nuovi.
Menzione speciale per The Lighthouse, che sul disco sembra una canzone di un altro gruppo, mentre dal vivo è molto più coinvolgente.

Concludo con una divagazione. Nella pomeridiana passeggiata fiorentina mi sono fermato a mangiare del tutto casualmente in un posto che si chiama I' Ritrovino de' Servi (spero di aver azzeccato la grafia). Tra lampredotto, ribollita e Fiorentina (la squadra, non la bistecca) ho passato un'oretta estremamente piacevole, e ho mangiato veramente bene. Se ci capitate tenetelo a mente, sta a due passi dal Duomo.
Poi per tornare al Saschall potete prendere il 32.

11 novembre 2007

San Martino!

(questa canzone si trova nell'album The Unforgettable Fire, è la terza del lato B, e ha una canzone gemella che è la terza del lato A, Wire)
(inizia con una dissolvenza invertita, scelta non inusuale per gli U2)


In the ocean cuts ring deep, the sky.
Like there, I don't know why.
(attacca con una nota folle, già si capisce che il karaoke durerà poco)

In the forest there's a clearing
I run there towards the light.
Sky, it's a blue sky.

In the earth the hole deep, deep, decide.
If I could I would.
(nella canzone che precede questa, Bad, dice "if I could, yes I would", si vede che il concetto gli è caro)

Up for air to swim against the tide.
Hey, hey, hey.
(io qui non ce la faccio più a cantare)

Up towards the sky.
It's a blue sky.
(Sky è la parola bonica per definizione; se prendete centomila persone e fate dire loro "SKY", io vi dico se c'è Bono in mezzo)

To lose along the way the spark that set the flame
("perdere lungo la strada la scintilla che ha acceso la fiamma", la metafora di tutte le metafore, l'amore che finisce, il Partito Democratico)

To flicker and to fade on this the longest day.
(Filcker è scritto in modalita 1.0)

So wind go through to my heart.
So wind blow through my soul.
So wind go through to my heart.
So wind blow through my soul.
So wind go through to my heart.

You give yourself to this the longest day.
You give yourself, you give it all away.
("and you give yourself away" lo canterà tre anni dopo, ma il concetto resta in tutte le liriche di Bono: se stai con me ti valorizzi, se stai con lui sei una zoccola)

Two rivers run too deep, the seasons change and so do I.
(con quest'album la smetterà di sfavare con il ragazzo che si fa uomo, cosa che ha fatto in tutti i dischi precedenti; aveva 24 anni)

The light that strikes the tallest trees the light away for I.
The light away, up towards the sky.
It's a blue sky.

To lose along the way the spark that set the flame
To flicker and to fade on this the longest day.

So wind go through to my heart.
So wind blow through my soul.
So wind go through to my heart.
So wind blow through my soul.
So wind go through my heart.
So wind blow through my soul.
So wind go through to my heart.

You give yourself to this the longest day.
You give yourself, you give it all away.

(dopo questa seguono la semi-sperimentale Elvis Presley and America e la canzone della buonanotte MLK)
(se qualcuno vi dicesse che questo pezzo sembra incompiuto, fossero gli U2 stessi, non credeteci)
(per i giovinastri, terza del lato B vuol dire la numero 8 del CD)

9 novembre 2007

Diciamo che a lei è andata peggio

Willy Rey Playboy
Via Tarpaulin, vengo a sapere che la playmate di quando sono nato era l'olandese Willy Rey (vero nome Wilhelmina Rietveld).
Considerando che all'epoca la chirurgia plastica era al di là da venire, questa ragazza appariva, come dire, gravitazionalmente sorprendente.
Appariva, perché Willy è morta due anni dopo, come si può riscontrare da questo elenco.
Ho scoperto infatti che esiste una specie di culto delle playmate decedute, tale che il povero Strange Ink si chiede come mai un suo post che parla di lei faccia da solo il 75% delle visite al suo blog.
(L'immagine non ha una licenza Creative Commons, ma non me ne può fregare di meno)

2 novembre 2007

"Io so di valere più degli altri"

Al TG1 delle 13:30 di ieri, una povera mentecatta di nome Grazia Graziadei ha inscenato una ridicola pantomima tra le baracche di Tor di Quinto, fingendo che le avessero rubato l'ombrello durante l'intervista con uno di quegli sbandati.

Scenetta che, oltre che un'idea su come si sia ridotta l'informazione in Italia, di cui il TG1 made in Riotta è uno degli esempi più avvilenti, dà anche la sgradevole sensazione di avere troppo senso critico rispetto alla media nazionale.
Detto più semplicemente, il sospetto che il servizio pubblico vi (ci) consideri dei cretini.

(Ringrazio chiunque rimedi il link del servizio, sul sito RAI c'è ma è monco)

31 ottobre 2007

Le amicizie giuste

Oggi è stata presentata la mascotte dei mondiali di nuoto del 2009.
È una rana, non so quale delle tre che già conosco, ma è sempre bello avere un'amica che fa la mascotte.

Inoltre si chiama Diva, quindi conosco anche il gruppo che ha scritto l'inno ufficiale.

30 ottobre 2007

Una settimana in analisi (17)

È arrivato uno cercando "stimolazione clitoride mal di testa".

Ragazze, cosa gli dico?
Funziona?

Allora basta, non lo voto

La cover di What a Wonderful World è di Joey Ramone da solista, non dei Ramones, è chiaro brutti ignorantoni?

(E comunque io avrei scelto Don't Stop dei Fleetwood Mac, a Clinton aveva portato bene)

28 ottobre 2007

Dive

La "legge dell'ex" è un notissimo luogo comune sportivo che vuole che l'evento decisivo di un incontro sia realizzato da un giocatore che prima vestiva la casacca perdente.
Come tutti i luoghi comuni è in sostanza una balla, una balla che nasconde però l'umano terrore di allevare la serpe in seno.

Non è un invenzione italiana e nemmeno calcistica, ma esiste in tutto il mondo e in tutti gli sport di squadra, anzi, a dirla tutta ha spesso una valenza politica o bellica.
Pare sia anche un tipico argomento di conversazione femminile, ma in questo caso non c'entra.

Ieri sera la Vecchia Signora ha sperimentato una nuova variante della legge, non il classico gol partita al novantesimo, ma il tuffo in area dell'ex.
Mi avessero detto da ragazzino che la Juventus potesse subire due rigori inesistenti, avrei pensato a una cosa tipo il presidente di Confindustria che si lamenta del governo debole.
Una barzelletta.

"Penso a delusioni a grandi imprese, a una Tailandeeeeese"

Così il buon J. J. Abrahams ha pescato anche dal Lucione nazionale, e quella canzone in effetti sembra scritta precisa per il buon Jack.

E mentre ero contento di rivedere la mitica Fionnula Flanagan (se avete meno di trent'anni è inutile cliccare), ho pensato che se fossi una donna il mio preferito sarebbe senza dubbio Henry Ian Cusick (Desmond).

Siccome sono un uomo, la mia preferita è la sua convivente|fidanzata|nonsobene, benché nelle altre foto di lei che che ho visto sembri una mignotta.
Ma non si può avere tutto, no? Metti che succede una cosa impossibile, tipo che mi segano le ultime quattro puntate, lo so che è assurdo, ma poi ci rimango male.

21 ottobre 2007

Tutto sembra tranne che

Jessica Hagy, l'autrice del formidabile Indexed, finalmente ha un volto (e anche un Mac e un marito).

17 ottobre 2007

Posso partecipare?

C'è una poesia di Montale, Meriggiare pallido e assorto, che oltre a essere molto bella contiene uno splendido effetto fonosimbolico. Nell'ultima strofa usa una serie di parole che contengono il suono palatale gl, come travaglio, muraglia, bottiglia, allo scopo di rendere, con la difficoltà del suono, la difficoltà della vita, il "male di vivere".

Ecco, quando si parla di ciclo, la prima cosa che mi viene in mente è che razza di suono tremendo abbiano le parole che lo riguardano. Parole come mestruazione, endometrio, estradiolo, amenorrea, sembrano inventate da un biologo cattivo con lo scopo di terrorizzare con la sola pronuncia.

("Non ti pare di aver esagerato?"
"No, perché?"
"Dai, pure la citazione di Montale, sembra una recensione di Vitaminic.
"Ma che c'entra? Quelle le scrivono con il Polygen...
"E piantala!")


OK, ricomincio.
Noi uomini non sappiamo cosa sono le mestruazioni, e non lo potremo mai sapere, neanche immaginarcelo.
È una delle Differenze, di quelle vere con la maiuscola, quelle che ci rendono quel che siamo per sempre.

Un uomo non modifica se stesso, nasce, cresce, invecchia, e si porta appresso tutto quello che ha.
Nessuna parte di lui muore per rinascere, non prova dolore come condizione, non si divide.
Non si sveglia una mattina con la barba, non si ritrova un pene cinque volte più grande all'improvviso, cambia solo voce e ci mette mesi, mesi in cui sembra doppiato da un altro.

Visto dall'Altra Parte è una ferita che non si rimargina mai, un noioso impiccio che scalfisce la perfezione.
La compassione, la rassegnazione, il sarcasmo, sono solo strade attraverso cui cerchiamo di rimuovere la paura irrazionale che potesse capitare a noi.
Che non è la paura del dolore e del sangue, ma quella del mistero.

Meet the brother

Il nuovo felino di famiglia è stato temporaneamente piazzato in cucina, deserta per lavori in corso.
Rotolandosi tra i calcinacci ha leggermente modificato il suo vello.

#6 cognata: "M'avevate detto che era nero, invece è grigio"
#6 fratello: "Nun è griggio, è zozzo"

Altra scena, coppia di amici con pargolo.

#6 fratello: "Come si chiama?"
Coppia: "Terenzio"
#6 fratello: "Perché?"

14 ottobre 2007

Sono partito democratico e sono arrivato alla stazione

Il vostro rappresentante della lista "I democratici per Enrico Letta" è stato spedito al seggio dell'Arcigay.
Adoro sguazzare in questi dualismi assurdi.

Come ogni rappresentante che si rispetti, mi presenterò cinque minuti prima della chiusura delle votazioni e scroccherò parte della cena agli scrutatori.

11 ottobre 2007

Bertinotti: "Non vanno letti solo i numeri, ma anche le vocali e le consonanti. Qualcuno sa come si fa?"

Trascurando i deliri rifo-dilibertiani, notavo un particolare curioso.
Il referendum è andato piuttosto male in posti come Alenia o Fincantieri o Fiat.
Ora, le prime due sono di fatto aziende pubbliche, la terza è l'azienda più protetta della storia repubblicana (e forse anche prima).

Spiegazioni plausibili?

6 ottobre 2007

Losers

I neozelandesi si sono uniti all'Inter e ai Boston Red Sox nell'esclusivo Club dei Grandi Peracottari.

New Zealanders joined FC Internazionale Milan and Boston Red Sox in the exclusive Great Peracottaris Club.

(Se non si fosse capito io tifo Argentina)

Autoreferenziale ar cubbo

Il mio vecchio amico Alex, uno scooterista per i cavi che gli escono da casco sembra Jim Carrey in Batman Forever, si è inventato la toolbar.

In pratica, la installate e siete sempre aggiornati sull'andamento del suo blog.

Sì, fa anche altre cose.

4 ottobre 2007

Real seventies (8)

A casa mia, da circa una settimana, vedo spesso in giro un palloncino di Susanna Tutta Panna.

Una carezza in un pugno

Stamattina sentivo alla radio il grande bomber*, che riferendosi alla sceneggiata di Dida dopo il buffetto del Ken il Guerriero** scozzese, ha immaginato se una cosa del genere fosse capitata a un altro giocatore.
A me è venuto in mente Mexes, e di sicuro la Scozia avrebbe un residente in meno.

Agevolo il filmato qui sotto per dare una mezza idea.



* per i non romanisti, Roberto Pruzzo.
** L'idea di Ken mi è venuta da questo articolo su it.sport.calcio.milan, invece Akille propende per Kill Bill.

29 settembre 2007

Ctrl+C Ctrl+V

Io non vedo altro uso per il Giornale che poggiarlo per terra quando si dà la tinta alle pareti di casa.
Per quelli che addirittura lo leggessero, osservate la copia para para da Wikipedia, in questo articolo (e qui quello di Wikipedia).
Quando c'era Belpietro queste cose non succedevano, signora mia.

27 settembre 2007

26 settembre 2007

A place that has to be believed to be seen

1972 è un blog con cui non condivido praticamente nulla, se non la lingua italiana.
Pochi giorni prima che se cominciasse a parlare per la sollevazione dei monaci, 1972 ha scritto una serie di post sulla Birmania, che una banda di delinquenti oggi chiama Myanmar.

Chiunque abbia un quantitativo d'informazione superiore a quello del TG1 di Gianni Riotta sa qual è la triste situazione di questo paese.
Nel caso invece siate dei fan del TG1, ecco i permalink:

Birmania. Pensieri sparsi/1
Birmania. Pensieri sparsi/2
Birmania. Pensieri sparsi/3
Birmania. Pensieri sparsi/4
Birmania. Pensieri sparsi/5
Birmania. Pensieri sparsi/6
Birmania. Pensieri sparsi/7
Birmania. Pensieri sparsi/8
Birmania. Pensieri sparsi/9

Mi scuso, per la fretta non sono riuscito a trovare prove del coinvolgimento americano e israeliano nella dittatura birmana, ma sono sicuro che ci sono, non vi preoccupate, magari le metto in un altro post.

21 settembre 2007

MOS Technology SID

Qualunque cosa possiate pensare di Lost, o del suo misteriosissimo film, una cosa è del tutto indiscutibile

J. J. Abrahams è il più grande inventore di rumori mai esistito.

17 settembre 2007

Dichiaro riaperta la guerra

Questo non è un post da geek, almeno non troppo, ma più che altro un mala tempora currunt unito alla ricerca di qualche trucco o consiglio.
Vorrei esporre qualche dubbio che ho sull'attuale situazione del mercato (?) dei browser, e se possibile migliorare.
D'altronde se leggete il blog sapete cos'è un browser, quindi niente paura.

Nel secolo scorso usavo Netscape Navigator, tenuto fin quando il divario in favore di Internet Explorer divenne insostenibile.
Sono tornato a Mozilla Suite (oggi SeaMonkey) quando è ricomparso, lasciandolo poi per Firefox.
Tengo però sempre tutti i browser principali, un po' per ragioni di lavoro, un po' per curiosità, aggiornandoli quando escono le nuove versioni, e sporadicamente li uso comunque tutti.

Tutto quello che leggerete viene dall'esperienza diretta, ho smanacciato in gioventù ma ormai mi sono rotto le palle di andare a cercare il byte misterioso che causa il problema irrisolvibile.
Le macchine usate sono il PC dell'ufficio (XP SP2) e quella di casa (XP piratato a palla).
Procediamo.

Firefox 2

È il browser che uso sempre o quasi, ormai da anni.
Ha imposto il paradigma della navigazione a schede (tabbed browsing), in realtà un'invenzione di Opera, a cui perfino Microsoft ha dovuto piegarsi.
Piuttosto semplice nell'interfaccia, veloce quanto basta, infinitamente modificabile grazie ai plugin.
Fin quando il suo concorrente è stato IE 6 non c'era neanche da perdere tempo a fare il paragone.

Il problema è che Firefox si è incicciottato, già da un po', ma dalla versione 2 è vistoso anche per non addetti, e peggiora con l'uso.
Mi spiego, se tenete Firefox aperto e create schede a raffica pian piano si impantana, fino alla semi-inutilizzabilità.
Non pensate che questo sia un modo strano di usarlo, è esattamente ciò che fate se avete un aggregatore di blog e vi guardate i singoli post sul sito originario, scelta obbligata se poi i feed sono monchi.

Andando un po' sul tecnico, se usate un programmino che mostra l'uso delle risorse, come l'eccellente Process Explorer di Mark Russinovich, potete vedere che Firefox si mangia un bel po' di CPU, ma soprattutto memoria, che curiosamente non molla più fino alla chiusura.

I forum e i blog di affezionati sono pieni discussioni proprio sulla gestione della memoria, senza che gli sviluppatori siano stati in grado finora di metterci una pezza.
Di recente la Mozilla Foundation, che coordina lo sviluppo di Firefox, ha deciso di separarlo dal suo compare Thunderbird per farne il prodotto bandiera. Speriamo bene.

Internet Explorer 7

Esistono domande banali di cui nessuno conosce la risposta, come ad esempio "perché il corrimano va più veloce della scala mobile?".
Ecco, la nuova domanda potrebbe essere "come è venuto in mente a Microsoft di rilasciare questo catorcio?"
Posso capire che la concorrenza di Firefox rispetto a IE 6, rimasto all'alto medioevo dell'informatica, andasse affrontata, ma l'attesissimo IE 7 si è rivelato un'autentica bufala.

È di una lentezza disarmante, in particolar modo quando apre un nuovo sito.
In quel caso si blocca elaborando non so che cosa, forse qualche filtro anti contraffazione, o forse cerca di contrastare attacchi omografi.
Qualunque cosa sia, non solo pianta se stesso, ma tutta la macchina, quindi manco a dire che mentre aspetti fai qualcos'altro.

Ha perso anche una delle caratteristiche utili del suo predecessore, cioè quella di leggere qualunque cosa sul web anche se scritta con una sintassi da ergastolo.
Ora fa lo schizzignoso, e anche pagine molto gettonate si riempiono di errori javascript (provatelo con Flickr).
All'inizio ero più ottimista, soprattutto per la navigazione a schede e l'interfaccia molto semplificata, ma sono le uniche cose decenti che ha, il resto è impresentabile.

Opera 9

Con Opera è sempre stato un amore tormentato, di quelli che ti lasci e ti riprendi a cadenza trimestrale.
Per un breve periodo, all'epoca della versione 7, è stato il mio browser primario.
Adoro la sua leggerezza e semplicità, che lo renderebbero, se non avesse i problemi di cui parleremo, senza dubbio il campione.

In alcuni casi preferisco usarlo, come ad esempio quando ho una pagina piena di link e li voglio aprire tutti in un'altra scheda, tipo i thumbnail dei siti porno per farla breve.
Se lo facessi con Firefox, alla decima scheda si sarebbe già piantato, mentre il browserino norvegese tiene botta tranquillamente.

Ma lo storico problema di Opera, che ha sempre avuto, è javascript.
Ora, molti di voi vivono felici ignorando cosa sia javascript, e possono continuare a farlo.
Ma se questa carenza di Opera qualche anno fa sarebbe stata un problema marginale, è bene sapere che oggi il web è fatto praticamente solo di javascript, in particolar modo i siti "social", tipo Flickr o YouTube, e tutte le applicazioni Google (GMail, Reader, Maps, ecc.)
Cioè quello che il navigatore medio guarda.

Tanto per dire, per molto tempo GMail con Opera non andava proprio, e dopo l'ultima modifica anche Google Reader ha misteriosamente smesso di funzionare.
E purtroppo Opera non ha la possibilità di usare una cosa semplice e efficace come Sage, anzi, il suo feedreader fa ridere i polli.
E oggi senza un feedreader decente sei un poveraccio.

Eppure ai norvegesi le idee e la voglia non mancano.
I rilasci sono molto frequenti, e Opera ha delle trovate incredibili come il già detto tabbed browsing, Speed Dial, il client Bit Torrent, o il browser del Nintendo Wii.
E non solo, ma nell'universo dei cellulari Opera Mini è il miglior browser mobile in circolazione, gli altri stanno anni luce indietro.

13 settembre 2007

Cosa c'è di strano nel binomio Calderoli - maiale?

L'uomo che sta vivendo il suo warholiano quarto d'ora di celebrità è Gianni Rinaldini, segretario della FIOM, che per quei pochi che non lo sapessero è il sindacato CGIL dei metalmeccanici, sindacato che non ha approvato un accordo tra governo e sindacati confederali sul superamento dello scalone.
(Tranquilli, non è il sito del PCUS, anche se lo sembra).

Un sindacato non è un partito, d'accordo, ma i sindacati bene o male un po' di politica la fanno sempre, come d'altra parte qualunque aggregazione di cittadini che pensa di avere in tasca le soluzioni di tutti i problemi, che in Italia vuol dire andare dal comitato residenti della Serpentara a un famoso gruppo che ha il suo quartier generale dalle parti del lungotevere.

La FIOM poi è il sindacato per definizione, duro, operaio, a sinistra, sempre in prima fila. Iconografico.
Te li immagini con le loro tute di fronte ai dirigenti incravattati, cosa che magari non è neanche vera, a discutere dell'orario o del salario o della qualità del caffé della macchinetta.
Poteva dunque la FIOM non dire la sua?

Sapete tutti che c'è il leggendario scalone, che tradotto vuol dire che se hai un'età pensionabile nel 2008 ma non hai sessant'anni in pensione non ci vai ma aspetti di avere almeno sessant'anni.
E sticazzi, diranno i miei giovani lettori, ma il problema è talmente problema che il CSx ha dovuto mettere la sua revisione|abolizione nel programma di governo, e si sa che in Italia poche cose sono più delicate delle pensioni, forse solo le nomine dei consiglieri RAI.

Lo scalone fa risparmiare soldi, e ti credo dato che non paghi un po' di pensioni per qualche anno, però è ovvio che chi pensava di stare lì lì per andarsene rosica lievemente.
Allora il precedente governo, specializzato nel prendere decisioni posticipate di qualche anno in modo da non doverne rispondere agli elettori, pensa di mettere in busta paga i contributi previdenziali, che normalmente non vengono percepiti dai lavoratori.
Non risulta che all'epoca i sindacati (FIOM inclusa) abbiano fatto baccano, ma evito questo tema se no sembra che si voglia malignare.

Euro in cambio di qualche anno in più al lavoro, ma a quanto pare la cosa non ha particolare successo perché vogliono andare tutti in pensione e se ne fregano dei soldi in più.
Quindi il nuovo governo si becca questo scalone tra capo e collo e qualcosa tocca fare, e non ci sono i soldi, e i diritti acquisiti, e sono solo pochi lavoratori, e la riforma Dini non fa risparmiare abbastanza, e i lavori usuranti come fare il barista, e abbandoniamo il tavolo delle trattative, e aspettiamo la proposta del governo, e le nuove generazioni, e che palle.

Alla fine l'accordo si trova, lo scalone è sostituito da due scalini, e già che ci siamo si dà pure una riformata agli ammortizzatori sociali, alla legge 30, a qualche altro migliaio di leggi e provvedimenti, tutti d'accordo tranne Rifondazione e Dilibertazione ma chi se li incula entrambi.
Soprattutto tocca sbrigarsi, perché il 2008 è vicino, e se non si mette la pezza lo scalone resta lì dov'è e gli scalonati si attaccano al piffero.

E siamo a oggi, le varie federazioni sindacali votano l'accordo, e la nostra amica FIOM non ci sta.
Il suo segretario Rinaldini è dunque stamattina a Omnibus, dove elencando una serie di numeretti vari espone il suo punto di vista contrario, come già detto accusando più le scelte politiche del merito.
Il dibattito è piuttosto interessante, ci sono Treu e Sacconi, autori di buona parte della legislazione sul lavoro degli ultimi anni, si parla di età pensionabile, precarietà, direttive comunitarie, spesa previdenziale, tassazione degli straordinari, senza sbraitare, senza fare del vittimismo, senza Marco Rizzo.

Se non fosse che, nella prima parte che non trovate online, la sempre splendida Luisella Costamagna chiede a Rinaldini cosa si dovrebbe fare, data l'incombenza del 2008, in mancanza di approvazione dell'accordo, e quindi di permanenza dello scalone.
E Rinaldini, tranquillo: "non resterà lo scalone, il governo si è impegnato a superarlo".
Faceva prima a dire "Armiamoci e partite".

12 settembre 2007

She's the promise in the year of election

Abbiamo sudato l'impossibile.
Abbiamo mangiato l'obbligatorio filetto discettando di politica.
Abbiamo visto i film de l'Unita ancora incellofanati.
Abbiamo dato risposte, più che da militanti, da invasati.

Ma soprattutto abbiamo salvato l'audio della sezione DS Centro Storico*.

In cambio, Claudio sarà ministro dei Beni Culturali.
Quartieri per punizione avrà un incarico che non conta un cazzo, tipo la presidenza della Camera (o la segreteria FIOM).
Io sarò ministro dell'agricoltura.

Sorpresi?
È tutta la vita che sogno di andare in televisione a riferire i dati sulla produzione di succo d'arancia.

*per mia madre: PCI Regola Campitelli

9 settembre 2007

Una settimana in analisi (16) - Speciale LLOOGG

LLOOGG è un'applicazione web che consente di vedere gli accessi al proprio sito mentre avvengono e che ha uno dei migliori slogan di tutti i tempi ("your web 2.0 tail -f access.log").
Vi dico subito che è una cosa che ha senso con siti di buon traffico, molto meno per blog con poche visite.

Ad esempio, mettiamo che io sia un produttore di un aggeggio costosissimo e che io decida di abbassarne il prezzo di 200 dollari.
In questo caso è senza dubbio interessante vedere la reazione a caldo sul mio sito, anche per farmi due risate la sera al bar.

Nel caso dei blog è possibile beccare i passaggi dei propri amici, a patto di conoscerne la rete di provenienza.
Le informazioni WHOIS però non sono visualizzate al volo, ma vanno cliccate, penso perché una query WHOIS per ogni accesso sarebbe piuttosto onerosa, ma può essere un idea per il futuro (magari non usando sempre RIPE anche per indirizzi non europei).

Si vede però chiaramente che l'uso degli aggregatori non è poi così diffuso come sembra, e la lettura avviene ancora all'antica, tipo scrivere la URL e "famme 'n po' vede' si pormerion ha scritto quarcosa".

Un abbraccio al mio hardcore fan che mi legge con IE 4.01 da un palmare un paio di volte al giorno.
Se hai un'amica carina da presentarmi fatti vivo, ma va bene anche se non è un'amica.

Per ora si accede solo a invito, grazie ad Alex per avermene regalato uno.

Update: ho 10 inviti anch'io.

E perciò noi cantiam viva Topolin

Vanessa Hudgens è un'attrice americana, protagonista di High School Musical, telefilm Disney per adolescenti.
È anche la ragazza immagine di Neutrogena, che non è un'arma di Star Blazers ma una crema.
Ma questo non ci interessa.

La Hudgens si è fatta fare qualche foto nuda, foto che "sfortunatamente" sono finite sul web.
Va da sé che Vanessa è una notevole patatina, cosa che a 18 anni dovrebbe anche essere obbligatoria.
Ma questo non ci interessa.

Ci interessano invece alcuni commentatori del sempre imprescindibile Boss: "è un fotomontaggio", "è stata drogata", "non fate soffrire vanessa".

Adoro la rete.

Ma perché si gioca pure a Cardiff e a Edimburgo?

È una periodo spettacolare per lo sport.
Europei di pallacanestro e di pallavolo, mondiali di rugby e di ginnastica.
E a fine settembre gli europei femminili di pallacanestro organizzati tutti in Abruzzo, e pure i mondiali di ciclismo su strada.

Ecco, in questo periodo si sarebbero anche dovute giocare le partite di qualificazione europea tra Armenia e Azerbaijan.
Non si faranno, la UEFA e le due federazioni hanno deciso che non è sicuro giocare.
Volevo che si sapesse.

5 settembre 2007

3 settembre 2007

Speak l33t?

#6 madre: "sbrigateve, che fra 'n po' comincia namber tre"

Ci ho messo dieci minuti a capire di cosa parlasse.

Tranquilli, la zoccola in copertina c'è, è lettone e le piace molto disegnare

Compro In Sella, giornale motorettaro che ha il pregio di non avere quasi pubblicità, dire quello che serve, e costare una risata (1,90 €).

In allegato c'è una versione ridotta (A5?) di Fox Uomo.

"Affina le tue tecniche di conquista sulla spiaggia" e sarebbe il caso di fiondarlo ma purtroppo non ci sono secchioni differenziati per la carta, e io sono un cittadino modello.

Me lo leggo sul 63.

Prima pagina.

"Crocco style. Anteprima da Pitti Uomo.
...Capo raffinato non solo per la scelta del pellame, quanto per la sua particolare qualità determinata dalla dimensione delle squame..."


"Bocce sull'onda.
È possibile giocare, mentre si viaggia in barca, una rilassante partita a bocce? Certo, il problema però è dove tenerle ben custodite al termine del gioco. Ci ha pensato Louis Vuitton realizzando il Pétanque Set, composto da due raffinate custodie in pelle di vacchetta*"


Ma la chicca è nel finale.

"iPhone. Il futuro è nello schermo"

Credo che chi compra certi giornali sia un minorato.


*si pronuncia vacchètta, mi raccomando, con la è spalancata da junior marketing consultant milanese.

2 settembre 2007

27 agosto 2007

Gaio

È nato, e si chiama Edoardo.
Dicono che sia il bambino più bello del mondo, ma è impossibile, ero io.
Diciamo che è il bambino ligure più bello del mondo.

26 agosto 2007

Forse non sono Homo Sapiens

Come fanno i leghisti a capire quello che dice Bossi?

(Comunque Gasparri di sicuro è più vicino ai molluschi che ai mammiferi)

18 agosto 2007

Titoli non indie: Pink Floyd prima del lato oscuro

I Pink Floyd sono una band inglese formata a metà anni '60 da due gruppi di amici che si erano conosciuti al Politecnico di Regent Street, oggi University of Westminster.
Dopo aver provato diversi nomi presero quello definitivo da due bluesman, Pink Anderson e Floyd "Dipper Boy" Council, dal momento che specialmente Syd Barrett era un appassionato del genere.
Malgrado i cambiamenti di formazione e di stile, i Pink Floyd sono quasi sempre considerati come band monolitica, e ancora oggi molti non conoscono i nomi dei componenti.
Grandi sperimentatori, non soltanto sul piano musicale, ma anche tecnologico, lasciando l'amato Abbey Road ai tempi di Meddle perché aveva soltanto un registratore a 8 piste (nel 1971), e visuale in generale, come il prisma in copertina di Dark Side, le diapositive che si facevano proiettare addosso nei primi concerti, i film Live At Pompeii e The Wall.
Insomma, se non vi piacciono i Pink Floyd non capite una mazza, ma andiamo con ordine.

The Piper at the Gates of Dawn: l'unico album in cui Barrett è realmente presente nella band, e lascia agli altri le briciole. È un capolavoro in cui il genio sregolato del diamante pazzo trasforma dei pezzi vagamente blues in capisaldi della psichedelia, con il suo modo assurdo di cantare e di suonare la chitarra. L'influenza di questo disco è enorme, la copertina anni '60 che di più non si può, la canzone più nota Astronomy Domine. Quella che io amo di più è però The Gnome.
Molti anni fa un mio amico telefonò a Radio Rock in un momento di canzoni a richiesta, e disse al DJ "senti, mettime 'o gnomo".
All'epoca la sentivamo tipo trenta volte al giorno. Il DJ non ebbe bisogno di ulteriori chiarimenti.

A Saucerful of Secrets: Barrett è di fatto già fuori dalla band, scriverà solo l'ultimo pezzo, Jugband Blues. La forma dei Floyd comincia qui, e molti considerano questo album il loro migliore. La title-track è uno dei più grandi pezzi psichedelici della storia, Waters comincia a far capire chi è con la cupa Set the Controls for the Heart of the Sun, Wright scrive le sue favole in musica.
Dopo quest'album Barrett venne di fatto buttato fuori, scrisse altri due LP prima di chiudersi nel silenzio durato fino alla sua morte.
Nel primo pezzo, Let The Be More Light che è anche il mio preferito, i Floyd rendono omaggio ai Beatles con la strofa "For there revealed in flowing robes was Lucy in the sky".
Può sembrare curioso, ma i Floyd adoravano i Beatles.

More: colonna sonora del primo film, piuttosto crudo, di Barbet Schroeder. Studente tedesco si innamora di bionda gnocca americana (sul serio, Mimsy Farmer è di una bellezza senza aggettivi). La bionda è però affetta, letteralmente, da ogni vizio possibile.
Sentito con il film ha più senso, i pochi pezzi che non sono strumentali sono tutte ballad tranne la bella tirata rock di The Nile Song.
Il DVD del film non si trova facilissimo ma io ce l'ho. La mia preferita è Cymbaline.

Ummagumma: il loro disco più estremo. È un doppio dove sul primo disco ci sono quattro pezzi live, mentre il secondo è una pazzia che pochi gruppi si possono permettere.
Ognuno dei componenti scrive un pezzo, il batterista Mason sette minuti di sola batteria, il tastierista Wright dieci minuti di sole tastiere, il chitarrista Gilmour dieci minuti di chitarra. Waters, in Grantchester Meadows, mette in piedi un pezzo quasi folk che è la cosa che più si avvicina a una canzone.
Sempre di Waters è una cosa composta da finti versi di animali (ma si tratta della sua voce modificata). Nel finale di questa arriva un Pitto (abitante pre-romano della Scozia, in realtà Ron Geesin) che spara un po' di scemenze in dialetto scozzese stretto. Il titolo descrive tutto quello che si sente: Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and Grooving With a Pict.

Atom Heart Mother: forse il loro album più manierista, l'unico di rock sinfonico. Inizia con una suite lunga quanto tutto il lato che dà il titolo all'album, titolo su cui i Floyd cambiarono idea varie volte (era una cosa che gli capitava spesso).
Sul lato B, come nel disco precedente, ognuno di quelli che sapevano cantare scrive un pezzo, quindi non Nick Mason. Tra queste, la mia preferità è Summer '68 di Wright.
L'ultimo pezzo è Alan's Psychedelic Breakfast, quasi priva di musica, dove il roadie Alan Stiles si prepara delle uova e nel frattempo chiacchiera tra sé.
Storica la mucca in copertina.

Meddle: disco fondamentale e uno dei loro migliori in assoluto. Cinque canzoni sul lato A, con Fearless che si conclude con You'll Never Walk Alone, l'inno del Liverpool FC, e Seamus dove un cane canta su un blues di Gilmour. Sì, è un cane.
Ma è Echoes sul lato B che fa la differenza. Questa condivide con Supper's Ready dei Genesis lo scettro di pezzo sopra i venti minuti più famoso della storia, pur essendo da questa diversissima.
È la formalizzazione del brano alla Pink Floyd, due strofe cantate, delirio strumentale con effetti vari, strofa finale, schema che riprenderanno spesso in seguito.
Su quest'album aleggia una nota leggenda urbana, e cioè che in San Tropez venga citata Rita Pavone: è una balla.
Non serve essere laureati a Oxford per capire che Waters dice "making a date for later by phone" e non "making a date with Rita Pavone", come invece misteriosamente scrisse il traduttore dell'Arcana, all'epoca unica fonte dei testi dei gruppi anglofoni.
Ciò nonostante, la cantante torinese continua ancor'oggi a vantarsene in pubblico appena le capita.

Obscured By Clouds: da molti considerato il loro album più fiacco, è la colonna sonora del secondo film di Schroeder, La Vallée.
In questo caso i pezzi non sono particolarmente originali, e la chitarra di Gilmour si fa sentire molto.
Proprio elaborando un pezzo di quest'album, Childhood's End, Gilmour inventerà Time, che finirà sull'album successivo.
A proposito di questo, i Pink Floyd non di rado hanno riutilizzato materiale scartato in precedenza, talvolta anche a distanza di anni.
Questo perché spesso suonavano i pezzi prima dal vivo che sull'album, e poi decidevano cosa farne. Tra i pochi che fanno ancora così ci sono i Radiohead, e non è l'unica cosa che hanno preso dai Floyd.

Live At Pompeii: non è un vero album, ma un film che i Pink Floyd decisero di girare su proposta di un regista francese, Adrian Maben.
Malgrado questo, è una delle cose che più hanno contribuito a creare il loro mito.
Girato tra le rovine di Pompei, assolutamante senza pubblico, con strambe inquadrature di mosaici e caldare, dà l'idea di uno spettacolo fuori dal tempo.
Spesso le immagini del film sono usate come sfondo per servizi giornalistici sui Floyd, anche perché non è che ci sia molto altro materiale visivo su di loro.
È anche un concerto d'addio a quelle canzoni, che non avrebbero più eseguito live.

Avrei voluto scrivere questo post dopo aver letto il monumentale Inside Out, biografia del batterista Nick Mason, l'unico Pink Floyd da sempre, ma non sono ancora riuscito a trovare il tempo.
Come andrebbe anche detto che prima di Piper i Floyd avevano pubblicato un po' di singoli che ne avevano creato la fama in UK, tra cui l'imprescindibile See Emily Play, e come bisognerebbe anche scrivere dei personaggi come Storm Thorgerson, Norman Smith, Steve O'Rourke, e altri che hanno dato molto alla storia della band.
Ma l'aneddotica sui Pink Floyd è sterminata, e servirebbe il blog apposta (cosa che qualcuno ha già fatto per i R.E.M.).
Un buon punto di partenza sono le Echoes FAQ, e in generale Wikipedia.

7 agosto 2007

"For the conduct of their supporters"

Nel primo turno di Coppa UEFA i serbi del Partizan sono andati a giocare in trasferta con il Zrinjski, squadra croato-bosniaca di Mostar.
I tifosi del Partizan si sono resi protagonisti di questo, e se andate a leggere tra i commenti potete vedere scritto spesso CCCC, che sta per Само слога Србина спашава, slogan nazionale serbo che significa più o meno "uniti si vince".
Tra l'altro, qualche vecchio romanista come me ricorderà lo zippo tirato in testa a Giannini quando ci capitò di incontrare questa simpatica squadra.

Li hanno buttati fuori, come il Feyenoord l'anno scorso per la stessa ragione.
La UEFA, grazie a Dio, non scherza.

31 luglio 2007

Ciò che siamo, ciò che vogliamo

Ci si mettono molti anni a decidere cosa ti rende diverso dagli altri abitanti del pianeta e della penisola.
Sarà il dialetto, ma il dialetto ce l'hanno tutti, saranno broccoli e salsicce, ma in tutto il mondo hanno un piatto segreto oltre a quelli più sputtanati.
No, il segreto è un altro, che con grande magnanimità rivelo ai lettori.

I biscotti Gentilini.

I Gentilini sono i biscotti più buoni del mondo. Punto.
Anzi no, mi immagino le ovvie e inutili rimostranze dei 78 lettori del mio feed, ma lasciate perdere, sarebbe come paragonare il finale de I Soliti Sospetti a quello di Harry Potter
Non c'è storia, correte a rimediarne una scatola, è meglio.

Gentilini produce da più di cento anni un sacco di biscotti e fette biscottate, non ve li elenco tutti dato che li trovate sul sito, ma vi parlerò di due in particolare, gli Osvego e le fette biscottate tostate.

Gli Osvego sono i biscotti da inzuppo definitivi.
Qualunque liquido vogliate usare per la prima colazione, gli Osvego se lo ciucciano via in pochi secondi, costringendovi a finire la colazione o a rimpinguare il suddetto liquido.
Io preferisco la seconda ipotesi.
Credete, addirittura Gilthas™, se li avesse a portata di mano, ne mangerebbe più di tre.

Le fette biscottate tostate sono invece la killer application Gentilini.
Sono uniche, non conosco nessun altra marca che le fa.
Il colore leggermente dorato, il sapore dolcissimo ma non stucchevole, le briciole che arrivano senza problemi fino ai quartieri confinanti, non c'è paragone, e poi sono fettone, sono il doppio di quelle normali.

Ho lavorato per più di tre anni a via Affile a Settecamini, la stessa strada della fabbrica dove c'è anche l'ingresso dello spaccio aziendale e si possono comprare i biscotti.
Verso il tardo pomeriggio c'era la sfornata, e un effluvio di dolcezza si spandeva, migliorava l'umore, rendeva le colleghe più belle, impediva i crash in ambiente di produzione.
Perfino Settecamini, che è uno dei cinque posti più brutti del pianeta, sembrava un agriturismo.
È l'unica cosa che mi manca di quel posto.

סע לאט

Tra i miei vicini di last.fm, cioè quelli che avrebbero gusti simili ai miei, ce ne sono un bel po' che ascoltano questo tizio qui:

אריק איינשטיין

Ebbene, cari lettori, non si tratta dell'alfabeto di Woodstock quando parla con Snoopy, ma di un artista israeliano con la faccia un po' da cantante country (esisterà il country israeliano?).
Sarei estremamente curioso di sapere come fanno i miei amici del paese dei pompelmi e delle modelle a scriverne il nome nei tag ID3 di Winamp.
A parte questo, se copincollate il nome e poi provate a cancellarlo, sparisce la prima lettera, non l'ultima (le meraviglie del bidi).
Il titolo del post è la sua canzone più ascoltata, spero non sia qualcosa cuore - amore o together - forever, se no ne metto un'altra.

29 luglio 2007

Oppure accorgerti, con un certo imbarazzo, che stai guardando il culo di una tredicenne

Malgrado le molte battaglie e guerre causate, gli infiniti fiumi d'inchiostro, l'aumento incontrollato dei prezzi, dopo le prime puntate al mare sono certo di poter dire che il quantitativo di cellulite è ancora del tutto adeguato al fabbisogno mondiale.

IHMS: nazionale 2007 (No, dico...)

Curva e piega ad Arsoli
Sì, sono io.
Ho la visiera parasole abbassata, ma sono io.
La foto è di Robie (le altre sono qui).

28 luglio 2007

Citation day (7)

"...comunque, le mestruazioni sono una merda, stavo benissimo senza, e passati sti inutili cinque giorni di via crucis decreto che ricomincerò a mangiare poco, male e alla cazzo di cane, ad abbottarmi di sostanze chimiche divertenti, dormire sei ore alla settimana e accoppiarmi con teste di minchia. un ciclo mestruale all'anno basta e avanza,come la liquefazione del sangue di san gennaro, il che non è affatto male, mi conferisce pure quel vezzoso alone di santità..."

(Heidi 666 aka Miss Violetta Beauregarde)

24 luglio 2007

Golfo del Tonchino

Come avvenimento è abbastanza recente, quindi ricorderete più o meno tutti.
Durante la partita Catania - Palermo un ispettore di polizia rimane ucciso.
Nel giro di pochissimo, quattro giorni, si trova il presunto colpevole, un ultras minorenne del Catania.

Tutto appare chiarissimo, il giovane ha staccato un sanitario da un bagno e lo ha dato addosso al poliziotto.
Catania è la città d'Italia a più alto tasso di delinquenza minorile, il derby con il Palermo è molto sentito, i giovani d'oggi non hanno più valori, il calcio è solo uno spettacolo e non più uno sport.

Se non fosse che è tutta una fandonia.
Sì, perché la ricostruzione della procura di Catania, su cui tornerò tra un po', viene dimostrata impossibile dal RIS di Parma (che evidentemente non lavora solo a Cogne).
Notate bene, non si tratta di scarsità di indizi, ma proprio di una cosa che non poteva essere successa.

In base alla suddetta fandonia è stato creato un mostro, di cui sono ampiamente note le generalità benché minorenne, e che è stato tenuto in galera sei mesi.
Non un chierichetto, ma la differenza con un assassino continua ad apparirmi sostanziosa.

In base alla suddetta fandonia molte squadre sono state costrette ad adeguare i loro impianti a criteri si sicurezza più moderni, anche se in tutta la loro storia non si ricordasse neanche un lancio di pomodori, anche se gli scontri di Catania erano avvenuti fuori dallo stadio e a partita terminata.

In base alla suddetta fandonia è stato inventato un organismo governativo, l'Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive, con il potere di stabilire le partite a rischio da giocare nel pomeriggio e non la sera, con conseguente danno economico alle squadre.
Prendete ad esempio la finale di Coppa Italia giocata alle 18.

La solita mentalità da emergenza, che domina le scelte di questo paese, è stata guidata da una procura che ha cercato per mesi di adattare le prove al capro espiatorio che aveva trovato. Non riuscendoci nemmeno.

Per quel che ne sappiamo l'ispettore può essere rimasto ucciso in un incidente che nulla aveva a che fare con i disordini dei tifosi, e a questo punto credo che neanche lo sapremo mai.

La difesa ha dichiarato più volte che chiederà il trasferimento del processo per legittimo sospetto.
Per quanto io consideri quella legge una zozzeria berlusconiana, stavolta mi pare incontestabile, come erano incontestabili per il procuratore capo di Catania le prove raccolte, procuratore che mi auguro prossimo al trasferimento.

22 luglio 2007

A prescindere


A.S. Roma 1959/60

Malgrado alcuni abbiano scritto date a vanvera, e li processeremo per eresia, apostasia e abigeato, l'Associazione Sportiva Roma è stata fondata il 22 luglio di 80 anni fa.
Fusione di tre squadre romane, Roman, Fortitudo e Alba.
Della prima prese i colori e il nome dei tifosi.
Il suo primo campo di gioco fu il Motovelodromo Appio.

La foto non l'ho rimediata sul web, ma è una foto ufficiale della formazione della stagione 1959-60.
Appartiene a mia madre, che la tiene insieme a quelle del suo matrimonio e dei nostri primi giorni di scuola.

20 luglio 2007

Sarebbe bello, vero?

"Luca Volonté e il direttore di Famiglia Cristiana usati come pedine di scambio per la liberazione di padre Bossi"

Ma purtroppo non leggeremo questa notizia, quel comunista di d'Alema ha fatto tutto da solo.

15 luglio 2007

Nell'ultimo libro della saga si scopre che in realtà Harry Potter è Veltroni

Tanto lo sapevo che finiva così, ho cercato di rimanere indenne alla moda del post denigratorio sull'attuale sindaco di Roma, ma devo cedere.
Devo cedere perché due miei stimati colleghi bloggaroli nonché amici di vecchia data nonché romani di vecchia data si danno, tra post e commenti, ad affermazioni di cui io non capisco la base.

Finché a scrivere selve di luoghi comuni sono i bloggaroli come Leonardo, passa pure, dato che vivono in quelle pallosissime cittadine di provincia del nord, dove nessun'autobus ha mai tardato un minuto e la fila massima all'ufficio postale è di tre persone.
Da chi vive dove c'è bisogno di maggior pazienza, cioè tutte le città come Roma, mi aspetterei altro.

A Roma, udite udite, si vota.
Sì, e Walter I, 14 mesi fa, ha preso il 61,44%.
Certo, convengo con voi che un sindaco veramente amato dovrebbe attestarsi sul 95%, e che il voto è una cosa che non può certo rivaleggiare con la superiorità intellettuale della blogopalla, per carità.
Fatto sta che è l'unica cosa considerata valida come giudizio di un politico, perfino all'estero, pensate un po'.

Ora prendiamo qualche dato sul voto, reperibile sul sito del Comune di Roma.
Nelle prossime righe diventerò difficilmente comprensibile per i non romani, e anche piuttosto antipatico.

Municipio 2 (Parioli, Salario, Trieste)
Walter I: 56,73%

Municipio 17 (Borgo, Prati)
Walter I: 58,63%

Municipio 20 (Giustiniana, Della Vittoria, Tomba di Nerone)
Walter I: 50,65%

Municipio 5 (Collatino, San Basilio, Pietralata)
Walter I: 66,23%

Municipio 7 (Centocelle, Alessandrino)
Walter I: 63,70%

Municipio 15 (Magliana, Trullo, Corviale)
Walter I: 62,00%

Oops! E che succede? I borgatari votano per il sindaco? E non c'ho neanche messo Primavalle.

Ora, io vorrei capire perché gli abitanti del Trullo e dell'Alessandrino, dove il campo nomadi a fianco a casa è la regola, dovrebbero votare per il sindaco?
Perché gli abitanti del Trullo e dell'Alessandrino, dove una ragazza 18enne può sognare sì e no un futuro da sciampista o commessa in nero, dovrebbero votare per il sindaco?
Perché gli abitanti del Trullo e dell'Alessandrino, dove l'ultima volta che un strada è stata asfaltata risale agli anni '60, dovrebbero votare per il sindaco?

Perché c'è la notte bianca?
Perché c'è la festa del cinema?

Non vi è venuto in mente che magari lì si vive meglio rispetto a dieci anni fa, o pensate che il potere mediatico è tale che migliaia di persone non si rendono conto delle buche o della monnezza?
Vi devo dire io che all'epoca di Rutelli quei quartieri erano in mano alla destra, alla più potente AN d'Italia, quella destra oggi talmente alla frutta da ridursi ad assaltare quattro punk a Villa Ada?
Vi devo dire io che quelli sono i quartieri dove c'è il maggior numero di giovani, e non i gerontocomi con le toilette per cani di Roma nord?

A me non interessa sapere se Walter I è il miglior candidato presunto di un partito presunto, perché di questo parliamo.
Come non mi interessa se il referendum elettorale è a suo vantaggio o meno, cosa di cui dubito.

Trovo però curioso che venga fuori ora questa favoletta del sindaco dei pariolini, che con qualche numeretto alla mano si rivela facilmente per quel che è: una cazzata.
Chi lo vota l'aperitivo all'Auditorium non l'ha mai preso, e giustamente non gli interessa prenderlo, ma magari voleva un giardino per i ragazzini, e magari quel giardino adesso ce l'ha.
Soprattutto, chi lo vota non sa neanche cosa sia un blog, e a questo punto mi tocca dire per fortuna.

IHMS: nazionale 2007 (Benché di un anno più vecchi...)

... il giretto a Monte Livata per me è stato piuttosto faticoso, e malgrado questo c'è che dopo è andato a Roma, e malgrado questo c'è chi dopo si è fatto il giretto breve ma montanaro, ma anche chi si è messo sotto l'ombrellone a chiacchierare (io)

... Daddo e Yankee si rubano le patatine dai rispettivi piatti

... c'è Parduz che è venuto con un *125* perché non può fare autostrade

... c'è Penso+ che è venuto dalla Provincia Autonoma di Bolzano

... c'è Geocolmar che ha anticipato il rientro dalle ferie per esserci

... abbiamo mangiato come maiali, ma mi pare che nessuno abbia rifiutato portate

... Pino non riuscirà mai a farmi credere che la strada che voleva fare per
Rieti era proprio quella

... ci hanno fatto la targhetta commemorativa al ristorante

... nessuno sì è fatto male, anche se mi hanno raccontato di un tizio che ha misurato una curva all'andata, ma è sicuramente una diceria

... come conclusione abbiamo cantato l'inno sotto il sole mentre facevamo la foto di rito, e io che pensavo che il corteo finale a Cattolica era già il punto più basso della mia carriera da scooterista

... Robie è stato un po' il grande Gatsby, che organizza ma non si nota

... è andata bene come al solito

... grazie a tutti

12 luglio 2007

Now is the winter of our discontent

Tra i giretti che ci piace fare, ce n'è uno detto PrimaveraTreffen. Il nome abbastanza scemo viene dall'ElefantenTreffen, il più famoso raduno di moto d'Europa, e dal fatto che lo facciamo, quando ci ricordiamo, in primavera.

Era il 17 aprile 2005, tenete a mente la data.
Il meteo non era dalla nostra parte, ma noi, fiduciosi che "tanto nel pomeriggio si apre" partiamo in massa verso Forca Canapine, un passo appenninico in Umbria.
Con noi, per dire, un sardo che ha preso il traghetto la notte prima.

Salutam' a soreta
Partiamo per la SS 313 per raggiungere Terni e passare a prendere Blubbo al suo primo raduno, e il tempo fino a Terni pare aiutarci, come dimostra la foto di me e Adriano che salutiamo gioiosi e felici.
Fino a Terni.

L'appuntamento con il resto dei pazzi che arrivano da Lucca e Bologna è a S. Anatolia di Narco, paese sull SS 209 Valnerina, gran bella strada se riuscissi a vederne più di cinque metri davanti a me.
Rassegnati al diluvio ci mettiamo qualunque antipioggia possibile in un bar, dove i clienti telefonano agli amici perché non capita tutti i giorni in un bar dell'Umbria di vedere trenta tizi ricoperti di plastica nera e che, soprattutto, ridono.

Lasciamo la Valnerina per dirigerci verso l'agognato ristorante.
Forca Canapine è a circa 1500 metri, e la pioggia diventa neve (ricordate la data?).
Non ho mai guidato sulla neve.

"Ma che è zona blu?"All'arrivo mi faccio fare varie foto da coatto nel caso dovessero rimandare qualcosa di me ai parenti.
Fuori c'è quello che vedete, ma il ristorante è solo per noi.
Intendo, immaginate un posto enorme dove l'unico tavolo apparecchiato è il vostro, i camerieri sono tutti per voi, e guardano con compassione alcuni quintali di plastica nera buttata qua e là, plastica che prima conteneva degli strani tizi che continuano a ridere.

Dopo magnata, brindisi e gran premio, è il momento di tornare verso casa, ma non senza dare una guardata all'attrazione della zona, e cioè la Piana di Castelluccio, nota zona di produzione di lenticchie.
Ecco, la foto che vedete sono io che guardo la Piana, ma avrebbe potuto esserci anche Los Angeles per quel che si vedeva.

Mamma mia, quanto so' intrepido su 'sta fotoÈ una delle foto che preferisco, ma non ricordo chi me l'ha fatta.
Non ho più quel casco, non ho più quella giacca, non ho più quello scooter, ennò, non li ho distrutti lì.
All'epoca il mio Grand Dink 250 aveva la rara ma stramba usanza di piantarsi in caso di pioggia.
Le possibilità che pensavo di avere di tornare a casa spiegano un po' la mia postura da condannato.

Fatto sta che tornai, malgrado i sassi caduti sulla strada, malgrado circa quattro ore di guida sotto al diluvio.

E questa fine settimana ci rifacciamo, a Carsoli.
Stavolta non è prevista neve.
Tanto, non ci farebbe paura.

Come era anche ovvio che fosse, direi

Da stamattina i feed di Blogger sono ridirezionabili a un servizio a piacimento, come per esempio (guarda caso strano) Feedburner, fresco acquisto di Mountain View.
Io ho provveduto.

In più, per i bloggaroli in bozza c'è la nuova ricerca, che cerca nel vostro blog e pure in quelli che avete linkato.
Un pochino di più di quello che fa "Cerca nel blog" in alto a sinistra, insomma.

11 luglio 2007

La classifica dei dieci peggiori guidatori

1) Camionisti, furgonisti, corrieri, fruttaroli, assimilati.
2) Tassinari.
3) Scooteristi con infradito, maglietta e casco Momo.
4) Genitori con figli non assicurati*.
5) Quelli con gli specchietti rotti.
6) Quelli con il cappello.
7) Quelli che guidano "in avanti".
8) Zingari su Mercedes Euro -4.
9) Proprietari di Yamaha R1/R6.
10) Proprietari di Mercedes non zingari.


*l'unica tipicamente femminile

10 luglio 2007

Teorema di Gordon - Moore

In un insieme di napoletani di cardinalità maggiore o uguale a 3, ce n'è almeno uno sovrappeso di venti chili.

8 luglio 2007

"Stay free, stay good"

Una delle tante cose che mi rendono consapevole del culo avuto a vivere a Roma è vedere i concerti al teatro romano di Ostia Antica.
Ogni volta penso che cosa si può provare a suonare tra i mattoni che stanno lì da duemila anni con lo stesso scopo, messi su quando non c'erano né microfoni, né fari alogeni, né Marshall.

Daydream Nation è il disco che tutti dovreste avere.
Aspettate, lo so che ve l'hanno detto tutti, che i giornali musicali fanno di queste classifiche a cadenza semestrale, che tutti i vostri amici e soprattutto me vi avranno detto "ma questo è un disco fondamentale" parlando di mille e mille dischi.

Be', dimenticatevene.
Per una volta oltre alla sentenza vi darò la motivazione.

I Sonic Youth sono il gruppo per cui sono esistiti i Pixies, i Nirvana, I Blonde Redhead e pure i Marlene Kuntz e chissà quanti, che altrimenti avrebbero fatto altro.
Allmusic definisce il loro successo "improbabile", e ne ha ragione.
I quattro newyorchesi arrivarono nella scena musicale americana mettendo insieme il casino punk e la sperimentazione con l'aiuto di Glenn Branca, avanguardista inventore del termine "wall of sound", il muro di suono, la loro caratteristica sonora.

La musica dei Sonic Youth è questo, una bordata di chitarra in cui è impossibile distinguere note e accordi ma che sono comunque musica, in cui si può rallentare ma l'accelerazione è sempre in agguato, in cui le canzoni hanno una struttura complessa ma possono anche essere un messaggio registrato in segreteria con sottofondo di pianoforte.

Ma soprattutto i Sonic Youth sono un gruppo che ha sempre fatto politica ironizzando.
Ironizzando sull'America degli anni '80, su Reagan, sull'edonismo, su Madonna.
E il doppio Daydream Nation, la nazione del sogno a occhi aperti, di quell'ironia è il trionfo.

Preceduto dagli Zu, una band batteria basso e sassofono enorme che ha sicuramente studiato un po' da loro e un po' dal jazz, Thurston Moore, il chitarrista che non invecchia mai, va al microfono e dice "Daydream Nation"

L'attacco di Teenage Riot è un po' rilassato, io sono qui per Silver Rocket, la seconda, ecco Silver Rocket, ed ecco il muro del suono, essì cazzo, c'è gente che vola per terra e bottiglie di schifossissima Bavaria ma io sto sentendo Silver Rocket, e 'Cross the Breeze che aspetto da sette anni, let's go walkin' on water, i wanna know, I WANNA KNOW, e Hey Joni che è il momento di gloria di Lee Ranaldo che mitraglia note, e Providence dove si vanno a bere qualcosa tanto c'è la segreteria, e Candle che per loro è quasi un pezzo pop ma qui il pop non esiste e non è mai esistito.

E dopo il quarto d'ora psichedelico di Trilogy qualcosa dall'ultimo Rather Ripped, doppio bis, gran serata, l'amico M mette il CD di Daydream che ci accompagna a casa e che avevamo già sentito all'andata.

("ma è stato bello?"
"te che dici?"
"mejo dei violent femmes?"
"e nun lo so, devo decide"
"ma avete pogato?"
"avoja, me so' magnato 'na cifra de porvere, pensa c'era 'na roscia che s'era persa 'na scarpa, ha visto tutto er concerto gobba pe' cercalla, e quanno è incominciato er pogo l'hanno pistata come l'uva")