8 febbraio 2008

Da tutti quelli che inquinano il mio campo, io mi libererò perché ora sono stanco

Il mio primo problema con le elezioni è che se mi richiamano a fare il presidente mi becco pure le provinciali, che è vero che sono facili, ma è sempre una scheda in più.

Il mio secondo problema con le elezioni è che non ho altri problemi.
Voterò per il Partito Democratico, e senza sentire il bisogno di psicanalizzarmi.

Anzi, posso anche dire che mi dispiace che il governo Prodi sia finito.
Non che non abbia fatto le sue minchiate, non credo che esistano esperienze politiche esenti da errori, ma le cose di cui si parlava meno mi piacevano.
In particolare il lavoro dei ministri Bersani e Damiano, non a caso del partito che fino a ieri ho sempre votato.

Devo dire una minchiata fatta da Prodi?
Ne scelgo una: il limite di cinquanta dipendenti che permette alle aziende di tenersi il TFR, che è soltanto servito a tenere artificialmente in vita svariate piccole imprese, a scrocco dei lavoratori.
Piccole imprese che sono la vera palla al piede dell'economia italiana, altro che spina dorsale.

Si può obiettare che allora potrei essere anche un elettore del centro-destra, ma no, non ci riesco.
Rimangono in quello schieramento troppe sacche di qualcosa che ad alcuni sembrerà pure folclore, e che per me invece è xenofobia bella e buona.
E la xenofobia non ha diritto di cittadinanza.
Ci sarebbe anche altro da dire sul centro-destra, ma lo tengo per dopo.

Si può dire che se mi sentissi di sinistra dovrei votare per i Turigliattidi, che dovrebbero andare in giro con il nome la Sinistra l'Arcobaleno, anche se io avrei preferito la Femmina il Danaro la Mortazza già che eravamo in tema di nomi stronzi.

Dice giustamente Silvia che mica sono i Turigliattidi che hanno fatto cascare il governo.
No, infatti, quest'anno no, ma nel 1998 sì.
E infatti si erano scissi, e qualcuno era confluito nei DS.
Poi si sono riscissi, e hanno inventato il PDCI.
Poi si sono scissi ancora, ed è nato il PCL.
Un trattato di biologia cellulare dove si dovrebbe fare politica.

No, scusate, mi hanno stufato.
Mi ha stufato un partito (uno?) che manifesta contro il governo che sostiene, che ospita cialtroni come Musolino, che stringe mani a dittatori siriani e cubani, che organizza conferenze sul clima solo con chi è d'accordo con lui.

Il giorno che i Turigliattidi proveranno a capire perché tutta la socialdemocrazia europea dal PSOE alla SPD li vede come il fumo agli occhi, forse torneranno meritevoli di un voto.
Ma sono pessimista, loro sono i duvi e puvi, loro non sbagliano, chiaramente sono io che sono servo del capitale.

Così per divagare, non so se sapete che er sor Turigliatto ultimamente presenzia a tutte le iniziative romane più significative per la popolazione, dal "Fronte di resistenza popolare delle minoranze zoroastriane di Tormarancia" al "Comitato per il prolungamento dell'orario di apertura di Pippo a Tivoli" (su cui sarei d'accordo a prescindere).

Tornando a bomba, resterebbe la Rosa nel Culo (lo so che non si chiama così, lo faccio per le chiavi di ricerca).
Ecco, pure questi io non li ho capiti, davvero, avrebbero tutte le carte per essere nel PD, ma siccome non è abbastanza... Laico? Socialista? Non si sa bene, ma loro restano fuori.
Non supereranno la soglia di sbarramento, e arrivederci
Io li ricorderò comunque per averci portato Ca(pe)zzone in Parlamento, che lui sì che era laico.

Il PD non è perfetto, nessun partito lo è, per esempio mi pare un tantino curiosa la scelta di accattarsi il beppegrillaro del sud, il capo di un partito che imbarcava nelle sue file gente che andava da De Gregorio a Franca Rame.
Si vede che da vecchio paraculo molisano qual è, Di Pietro ha capito benissimo che la soglia avrebbe fottuto pure lui, e si è accodato invece di seguire la linea Boselli.

Altra strana scelta è quella di Rutelli che se la dà a gambe, e riprova a fare il sindaco.
Non so perché mi ricorda qualcun altro, però a ruoli invertiti, ma non starò a malignare, probabilmente si è solo reso conto che nel PD non conta una fava.
Eppure fino a qualche giorno fa avrei scommesso che il PD avrebbe candidato a Roma Giovanna Melandri, la scelta sicuramente preferita da Quartieri.

Ma non sono preoccupato, come dice Mae*, che a queste elezioni ci facciano il mazzo a tarallo?
Certo, ma non troppo, e vi dico perché.
Intanto ho una certa curiosità di vedere come rimettono insieme la coalizione, e non sono certo che tutto fili come vogliono far credere.
Molto dignitosa la scelta di AN, che da partito della destra sociale è passato alla destra borghese, poi alla fotocopia sbiadita di Forza Italia, quindi è diventato una corrente di Forza Italia.
Meno interessante Casini, che farà la ficadimarmo fuori dal PDL per i prossimi tre o quattro giorni al massimo, tanto da solo non saprebbe trovare neanche la strada per il municipio di Siena.

Non mi preoccupo di Berlusconi proprio per il suo bilancio al governo, quello con la più grande maggioranza che un governo abbia mai avuto.
Ripercorriamo insieme, una riforma delle pensioni posticipata di cinque anni, una riforma del TFR posticipata di tre anni, una riforma costituzionale rimandata al mittente, un po' di leggi non firmate da Ciampi, condoni assortiti, leggine su misura.

Ha finito la legislatura con addirittura due leggi degne di nota, la patente a punti e la legge sul fumo, che almeno quella ce la copiano anche all'estero.
C'è anche la porcata della legge 40, per carità, ma non mi risulta che l'abbiano votata solo i suoi, né che qualcuno l'abbia riscritta.

Vincerà? E pure se vincesse, cosa può fare?
Vivacchiare per una legislatura, buttare giù un amnistia di cinque anni riservata ai presidenti di regioni autonome, qualche regalino aeroportuale per far dimenticare che la regione locomotiva d'Italia è governata da un piagnone.

Magari qualcuno di grande senso civico dirà che l'Italia ha bisogno di riforme e che non si può permettere cinque anni di inazione.
Be', l'unica cosa che posso dirgli è di votare, possibilmente per un partito grosso, e con le dita incrociate.
Il bello della democrazia è che ognuno sceglie per il motivo che gli va: io per esempio ritengo importantissimo che l'eventuale futuro premier sia stato sindaco di almeno una capitale e sappia il risultato del Superbowl.

Ricordate che a Walter I è sufficiente che al Senato non ci sia una maggioranza chiara.
In quel caso avrebbe praticamente stravinto.
A quel punto processeremo i disfattisti.

12 commenti:

  1. Quindi tu e Suzukimaruti state cercando di convincermi che votare PD non è Male.
    Non vi vergognate? ;-)

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  2. peste li colga, tutttiiiiiiiii (buaaaaaaaaaaaaaaaaa).
    c'ho crisi ;)

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  3. Certo che il PD non è il male, vede pure i miei elevati al rango di fondatori.
    Eppure sul mio diritto ad una piena cittadinanza ha dato prova che non intende né riconoscerlo né fare qualcosa.
    Poi a smentirmi programmeranno una leggina sui pacs-dico-cus (quando invece la riforma sarebbe l'estensione del matrimonio) e sulla tutela alle discriminazioni... cose comunque lodevoli... ma la binetti la candidano?

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  4. chapeau! (spero si scriva così)
    john

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  5. Quoto alcune cose, altre meno.
    In generale, ci penso.

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  6. l'unica cosa che approvo di uolter l'inauguratore, è la scelta di andare da solo.
    ed è tonino a fare un favore a lui non il contrario ;-)

    oggi ho sentito il discorso di uolter e a parte la vecchia (politicamente intendo) promessa che fanno un pò tutti, di calare le tasse, non ho capito molto...


    cmq verranno tempi durissimi...sento che berluska stavolta ce lo troviamo realmente nello schermo del bancomat...

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  7. dimenticavo...2 parole su misterprezzi e sulla fine che farà le diciamo?

    w beppe grillo (avevo dimenticato anche questo)

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  8. ecco, mi hai risparmiato la fatica di scrivere un post visto che ultimamente sono incasinata.
    grazie ed a buon rendere.:)
    AmicaN

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  9. Ammazzate che post se annato a ripija, ma sei sicuro che l'ho scritto io. Oh, co sta storia delle strade de roma m'hai rubato er mestiere.

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  10. Dire "non voto per la Sinistra Arcobaleno perché dieci anni fa fu Bertinotti a fare cadere il governo", è un po' come dire "non voto PD perché quarant'anni fa espulse Pasolini perché gay", con una differenza: il PD resta un partito comprendente una fortissima area integralista cattolica. Per il resto, il meglio che posso dire è che non voto PD perché non condivido una virgola degli inenti e delle mosse politiche di quel partito e perché se volessi votare per la Democrazia Cristiana, voterei per la Rosa Bianca: se DC deve essere, almeno quella vera e non una pallida e destrorsa imitazione!

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