28 maggio 2008

Omonimi again

Avrete già letto da Brassy del nuovo EP dei Numero6 liberamente scaricabile.
(A lei l'avevo detto io, mica mi cita la perfida).

Ora sono anche su Pitchfork, il sito croce e delizia degli indieblogger che traduce i titoli a minchia, cantati addirittura da Bonnie "Prince" Billy o Will Oldham se preferite, cercando di fare come i veri grandi italiani che all'estero sono famosi e in Italia no.

Peccato, perché secondo me "io non faccio poesia, verticalizzo" andrebbe studiata a scuola insieme all'ermo colle e alla selva oscura.

(Poi leggete questo, che con la musica c'entra niente)

23 maggio 2008

Real seventies (10)

Ma il cartello esposto dai benzinari con scritto "Aperto Coupons", cosa cacchio vuol dire?

21 maggio 2008

"Domenica andiam a Padro Pio"

NCL: "Perché Padro Pio è com un BOT, ogni cingu'ann lo cacc fuor, e ti prend l'inderess"

(NCL è il Nuovo Collega Lucano, che promette piuttosto bene)
(Mi scuso per la trascrizione ma il lucano non lo parlo)

16 maggio 2008

Dati insufficienti per risposta significativa

Cari amici di sinistra ma anche di destra e addirittura dalemiani, è il solito momento di riflessione, quello in cui si passa da "cosa abbiamo sbagliato", a "cosa abbiamo fatto per meritare questo", a "una come la Carfagna noi non l'abbiamo", fino a "pure le due del bigliettino però una bottarella".

Io però ho sempre avuto più interesse nella formazione delle nuove generazioni, e vorrei raccontarvi perché è andata così.
Quindi se siete thirtysomething, come dicono a Rocca Priora, qui si parla di cose che già conoscete.

Il mondo era caduto, le monetine cadevano sulle crape pelate, un potente accento molisano tuonava nei televisori e un potente accento milanese voleva votare per Fini a Roma.

È il 1994 e Berlusconi vince contro Occhetto che è sicuro di vincere.
In realtà usa un trucco elettorale, allendosi con la Lega a nord e con la neonata AN al sud, ma funziona, un improbabile imprenditore è Presidente del Consiglio.
Per poco però, perché non conosce lo stato, ignora cosa sia la Costituzione, i suoi alleati leghisti all'epoca si esprimono ancora a rutti e sputi e dopo sette mesi finisce tutto (insomma, finisce non proprio).

È ancora il 1994 e arriva Dini, sì, quello che più o meno è stato sempre al governo.
Dini era stato il ministro delle finanze di Berlusconi ma viene sostenuto perché ora è tecnico e come tutti i governi tecnici in Italia fa un casino di riforme e poi se ne va.

È il 1996 e vince Prodi, gli ex comunisti sono al governo per la prima volta nella storia, amici mi salutano con il pugno chiuso, il numero di canne consumato in quei giorni è rilevante.
Prodi sfrutta benissimo la divisione tra Lega e CDL, prendendo una valanga di seggi nel nord.
Ma dura poco pure lui, una congiura di palazzo, dicono, ordita da D'Alema e Marini (l'Italia non ha il senso del ridicolo) pone termine all'esperienza del reggiano.
Ai libri di storia verrà consegnata la versione che furono i sarcazzi (detti anche turigliattidi) a far cadere il governo per la gratuità dei libri delle medie, che vi assicuro è molto più credibile del complotto.

È il 1998 e a Palazzo Chigi arriva D'Alema, che ha scaricato i sarcazzi facendosi appoggiare da Cossiga.
Sì, care roventi penne bloggarole che ci avete rotto le palle per due anni per Mastella, c'era Cossiga, anzi Kossiga, lo scrivo pure alla brigatista, tie'.
Però Dio è misericordioso, e all'epoca i blog non c'erano.

È il 1999 e siccome D'Alema ha un problema a uno dei baffi si deve dimettere per essere sostituito da se stesso, e parte il D'Alema II, dalla longeva durata di quattro mesi.
In questo governo, o in quello prima tanto è uguale, l'Italia partecipa a mezzo servizio ai bombardamenti americani sull'Hitlerino dei Balcani.
I sarcazzi veementemente dissentono, e scendono in piazza a difesa dei "fratelli serbi".
Io maturo il mio definitivo addio alla sinistra turigliattide con il noto pamphlet "Serba casomai ce sarà tu' sorella".

È il 2000 e D'Alema ha un problema al secondo baffo, e avendoli finiti si deve dimettere.
Arriva Amato, era Ministro del Tesoro, che diciamolo era molto più fico dell'attuale "Ministro dell'Economia", il Tesoro, vuoi mettere, pensa Gollum.
Ma al momento di andare a votare con l'ammucchiata delle liste civetta il simpatico antenato del PD decide di mettere Rutelli.

È il 2001 e ovviamente Berlusconi se magna Rutelli come un filetto de baccalà a Campo de' Fiori.
Siccome Silvione non ha i baffi si spara filato quattro anni al governo, e sarebbero stati pure cinque se non fosse stato per una congiura di palazzo ordita da Follini (l'Italia non ha il senso del ridicolo).
Però il tappo di Arcore è timoroso, non sfrutta la sua pazzesca maggioranza, riforma poco, e il papà del PD ripresenta la sua nemesi fresca di ritorno da Bruxelles: Romano Prodi.

È il 2006 e Prodi vince le elezioni con un distacco troppo comico per essere vero.
Al Senato la maggioranza è risicatissima e mentre tutti temono che la Levi Montalcini schiatti, lasciando la mega coalizione in mutande, la patacca arriva da tal De Gregorio, eletto nelle liste di Di Pietro, che passa all'altra sponda.
Come dite? Di Pietro è il nuovo idolo della bloggopalla e non se ne può parlare male?
Vabbè, allora facciamo che la colpa è di uno a caso, diciamo Mastella.

È il 2008 e Berlusconi vince le elezioni con un distacco troppo tragico per essere vero.
Molti restano sorpresi, come è possibile, dato che il governo Prodi ha passato quasi tutto il tempo ad accapigliarsi pure sulle virgole (cit. Suz), perdere in questo modo?

Voglio fare un proposta alle nuove generazioni: diventate berlusconiani.
Non fate come me, che sto a pensare al conflitto d'interessi solo quando perdo le elezioni.
Non fate come me, che di fronte alla ricetta di destra fatta di deportazioni e leggi speciali non so opporre una mazza, anche se talvolta ho proposto leggi speciali e deportazioni.
Non fate come me, che ancora penso alle masse dell'antipolitica anche quando è ampiamente dimostrato che sono quattro gatti.

Convertitevi alla nouvelle vague del blitz notturno, invitate anche i vigili urbani di Sezze.
Ripetete "furgone sospetto" insieme a me, furgone sospetto, furgone sospetto, furgone sospetto.
Non vi sentite meglio? Io un po' sì, mi sono tranquillizzato, pensate che prima avevo gli incubi.
Avevo sognato che vincesse McCain.

15 maggio 2008

Helen Marnie's band (was: Ladytron)


FdL ha ragione, sembra un video dei Depeche Mode, e sinceramente pure una canzone dei Depeche Mode.
Però Helen sarebbe comunque un ottimo ministro delle Pari Opportunità.
Anche con quell'acconciatura ridicola.

10 maggio 2008

B-side (2) - i misteri di Colli Aniene (ma io non ci sarò)

Anfiteatrino
Che cos'è?
L'ultimo scatto è per quest'opera misteriosa. Un anfiteatro?
Sicuramente Colli Aniene ha diverse costruzioni dedicate in qualche modo alla socializzazione, ma questa è la più curiosa, e neanche facilissima da trovare.
Per regolarvi sulle dimensioni, l'arena è larga circa quattro metri.
Non dà l'idea di essere mai stata usata, e così piccola è difficile capire per cosa avrebbe potuto essere utile.
Forse è servita solo a qualcuno in cerca di un po' di solitudine, a un bacio, a un addio, magari solo a quattro amici con l'ultimo pezzetto di fumo e poca voglia di andare a dormire.

(Se tutto va bene questo post si autopubblicherà domani all'una, io vado a studiare la questione settentrionale, e sono sicuro di divertirmi)

9 maggio 2008

B-side (2) - i misteri di Colli Aniene (commercio)

Lavanderia
Una piccola storia romana.
Colli Aniene ha il graffitaro di quartiere, che purtroppo è uomo e quindi addio ai miei sogni di conoscere una Sprayliz in carne e ossa.
Questo ragazzo, oltre all'attività tipica di quelli come lui, fa anche lavori su commissione, cioè dipinge le serrande a richiesta dei commercianti, che a dire il vero lo lasciano creare come preferisce.
Diversi negozi si sono già fatti decorare, ottendendo, oltre al miglioramento estetico, il vantaggio che altri eventuali pitturatori lasciano l'opera intatta, vedendo la firma del "collega".
In questo caso il nostro eroe fa una spettacolare pubblicità bidirezionale: l'esercizio è una lavanderia, e lui si ritrae dicendo "qui si smacchia", servizio di cui presumo abbia spesso bisogno.

8 maggio 2008

B-side (2) - i misteri di Colli Aniene (uno due tre)

Via Venafro
Le case di via Venafro sono tra le poche cose rimaste della vecchia borgata di Tiburtino III, di cui avevo già parlato.
Le borgate, radice poi del dispregiativo borgataro, erano insediamenti costruiti per dare una casa a chi l'aveva persa per i famosi sventramenti, le modifiche urbanistiche più sognate che realizzate durante il fascismo.
Malgrado si tenda ad ammollare la colpa di molte distruzioni al Duce, in realtà non è che ne fece molte, sicuramente meno di qualche papa ("Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini"), e mai come i primi governi del Regno, con l'edificazione a tappeto delle zone paesaggisticamente migliori che oggi vengono delicatamente chiamate "Roma umbertina".
Via Venafro
Il più imponente degli sventramenti fu via della Conciliazione, nel senso che quello stradone che vedete oggi non esisteva proprio, ed è abbastanza facile trovare foto di com'era prima.
I residenti della zona, quasi tutti piccoli artigiani delle regioni confinanti, furono ricollocati in questi casermoni in mezzo alla (allora) campagna romana.
Queste case hanno almeno due caratteristiche sempre uguali: il color "casa di Roma", che meglio non saprei definire, e i balconi interni, quasi sempre chiusi per rimediare un'altra (gelida) stanza.
"Ner giro de 'na ggenerazzione erano tutti delinquenti", è il commento sociologico romano di mia madre, che in un'altra di quelle borgate, Val Melaina, ha vissuto la maggior parte dei suoi anni.