3 agosto 2008

Io esco

Quasi tutto quello che c'è da dire lo dice Francesco.
Quasi, perché un paio di cose le aggiungo io.

La prima è che io non riesco a credere che in questo paese si pretenda l'azione politica in seguito alla cronaca.
Non c'è una qualunque analisi, un minimo di ragionamento, ma è il feed del Corriere che decide l'agenda.
Appena ci sono nuovi elementi da leggere parte il mantra "ma Veltroni non dice niente?".
Ora, c'è già il partito che si occupa di questo, si chiama Italia dei Valori.
A dirla tutta, quello di averci fatto un alleanza è uno dei pochi motivi per cui gonfierei Walter come una zampogna.

La seconda è che qualcuno ha scambiato i parlamentari per testimoni della fede.
Non stanno lì per immolarsi sull'altare del testamento biologico o dell'esercito in città, ma per trovare il miglior compromesso possibile, nel caso specifico in drammatica minoranza.
Se la parola compromesso vi causa allergie potete rivolgervi a una simpatica associazione che sulle testimonianze ha un know-how di un paio di millenni.
Sono aperti di domenica, così non dovete neanche prendere le ore di permesso.

4 commenti:

  1. Concordo. E aggiungo che ci starebbe bene anche un'altra cosa che dicesti un annetto fa circa e cioè che la politica non è calcio e smettiamola di trattarla da tifosi di una o dell'altra squadra.

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  2. Sul compromesso sono perfettamente d'accordo con te, altrimenti avrei votato la sinistra arcobaleno. Solo... che io sappia per raggiungere un compromesso bisogna avere delle posizioni (non incociliabili). Il PD, qualcuno sa dirmi che posizione ha? Quella dei suoi elettori? Allora forse ho sbagliato partito...

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  3. Gil: nel caso la posizione che avrei preferito era quella della libertà di voto.

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  4. http://verso-il-baratro.blogspot.com/2008/08/i-vigliacchi.html


    acar

    (cmq anche lasciare libertà di voto non era malaccio come idea)

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