Ma il cartello esposto dai benzinari con scritto "Aperto Coupons", cosa cacchio vuol dire?
23 maggio 2008
02 gennaio 2008
Real seventies (9) - SMS
Ispirato dal post di Mantellini sulla fine di Navigator, butto lì un quesito per i vecchi internettari: quanti messaggini avete mandato con mtn.co.za?
(La home è presa della Wayback Machine, quella attuale è questa, e no, gli SMS non si mandano più.)
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04 ottobre 2007
Real seventies (8)
A casa mia, da circa una settimana, vedo spesso in giro un palloncino di Susanna Tutta Panna.
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19 settembre 2007
Real seventies (7)
Perché il televideo di Rai 3 è più lento?
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16 febbraio 2007
Real seventies (6)
Vi ricordate quando il servosterzo si chiamava idroguida?
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05 ottobre 2006
Real seventies (5)
Quando ero piccolo la musica era VideoMusic, una televisione privata con sede nella misteriosa Castelvecchio Pascoli (LU), ed era Deejay Television, trasferimento in blocco della banda di Radio Deejay in TV.
All'epoca non c'erano gli mp3.
Deejay Television era strategicamente piazzata dopo pranzo, cioè quando noi con lo zainetto tornavamo a casa.
(Nota: solo su queste due frasi potrei scrivere due tonnellate di post, e faccio una gran fatica a non lasciarmi andare)
In quegli anni andò per la maggiore un album dei Fleetwood Mac, Tango in the Night, una cosa che se qualcuno me la dicesse oggi non ci crederei.
In particolare veniva passato a raffica il video di Little Lies, uno dei singoli estratti.
In qualche buffo modo, che non ricordo, arrivò a casa mia l'album.
Leggendo la formazione cercavo di capire chi fosse la biondina cantante, che era piuttosto carina, anche se la sua voce era ridicola rispetto a quella dell'altra cantante Stevie Nicks.
Non poteva essere Steve Nicks perché la conoscevo, dato che aveva anche una carriera solista e mi ricordavo un suo video, I can't wait.
Decisi che la biondina era Lindsey Buckingham, un nome che mi sembrava perfetto per una ragazza carina inglese o americana.
Era perfetto per una protagonista di Candy Candy forse, ma la mia formazione era quella.
All'epoca non c'era Allmusic.
Tempo dopo, chissà quanto tempo dopo, beccai in TV un'intervista a Lindsey Buckingham.
Che era un uomo.
Lì per lì non ricordai la faccenda anagrafica dei Fleetwood Mac, mi limitai a notare il nome che a me appariva femminile.
Tempo dopo, chissà quanto tempo dopo, ho potuto accertare che che la biondina si chiamava Christine McVie, che è senza dubbio un nome da donna, e che Lindsey Buckingham era il chitarrista del gruppo, ovviamente è un uomo, perché lo so e perché le donne nel gruppo erano due, quindi le avevo finite.
Inoltre, Stevie Nicks è ingrassata un po', ma non tantissimo.
All'epoca non c'era Google.
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06 aprile 2006
Real seventies (4)
Ma uno che la mattina si prende un Hag macchiato freddo, che campa a fare?
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02 marzo 2006
Real seventies (3)
Ma i licheni, cos'erano?
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24 novembre 2005
Real seventies (2)
Un po' simile all'11 settembre, mi ricordo cosa stavo facendo.
Dev'essere così, per le tragedie.
Festeggiavamo il compleanno di mio fratello, e a casa c'era un'orda casinara di bambini, che non ci fece sentire nulla.
Nel resto di Roma, molti scesero in strada.
Tutto arrivò la mattina dopo a scuola.
Non c'era Internet, satellite, Al Jazeera, c'era qualche notizia frammentaria da quei quattro gatti che erano arrivati per primi.
Il titolo del Messaggero era impossibile da pensare.
"5000 morti".
Erano stati poco più della metà, realmente, ma un numero di morti in una sola notte mai registrato.
A scuola si cercava di capire cosa volesse dire la scala Mercalli, la Richter ancora non era nota nella penisola.
Ricordo la cartina, per spiegare dov'era l'Irpinia, in tanti non ne avevano idea, che è anche un diritto, a nove anni.
Io già mangiavo libri, e ce n'era uno, rubato a casa di mio nonno, che parlava della fisica dell'Italia.
E l'Irpinia non era una zona sismica, ma una zona talvolta non sismica, da tempo immemorabile, ma queste cose, va a capire, non si imparano mai.
Niente fortunato a restare vivo sotto le macerie per giorni.
Niente telecamere di notte a illuminare l'eroico pompiere che salva.
Niente giornalisti a far domande stronze a chi non aveva più un cazzo.
Niente apparizioni di Padre Pio o madonne di turno.
Tutti morti. In silenzio.
Pensando a ieri, mi sembra che il mondo fosse più silenzioso.
Ciò che non si è mai visto, non si sa affrontare, sì che c'era stato il Friuli, ma era diverso.
A Roma non si sapeva cosa inventare, viene l'idea di requisire i caravan.
E le raccolte di abiti, che a mia madre ricordavano il Polesine.
Perché i container erano di là da venire, e la Protezione Civile non esisteva, venne creata apposta per l'occasione.
Noi avevamo un caravan, ma chissà perché non se lo presero.
Ed è la seconda cosa che ricordo.
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23 novembre 2005
Real seventies (1)
Un must assoluto, le previsioni del tempo.
Niente a che fare con l'ipertecnologia satellitare di oggi, sembravano più che altro la lettura del segnale orario o del bollettino dei naviganti.
L'esotismo era tutto nella penisola, Bologna Borgo Panigale, Palermo Punta Raisi, Cagliari Elmas, i miei preferiti. Un po' meno Torino Caselle, Bari Palese, sembravano troppo semplici.
Già capivo allora di vivere in una città speciale, perché noi avevamo due temperature, Roma Urbe e Roma Fiumicino, e credo di aver chiesto a mio padre qualche migliaio di volte qual era quella buona: "Devi senti' Urbe, Fiumicino 'n c'entra gnente.".
Mia nonna le imparava a memoria, tutti i giorni, a qualunque ora sapeva dire "stanotte ha fatto 2" (esprimendosi nel suo intrascrivibile romano-veronese).
Ma niente di tutto questo può paragonarsi a lei, l'immortale, l'immutabile, indicata sulla tabellina dal segno "=".
"Beirut: non pervenuta"
Troppo difficile allora capire che lì, quello di sapere la temperatura, era l'ultimo dei problemi.
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