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19 ottobre 2009

B-side (3)

Corviale
Ancora Corviale, come nel primo post della serie.
L'unica differenza è che stavolta conosco quella che ha fatto le foto.
Lei le fa spesso così, che sembra che c'è un sacco di sole e non c'è nessuno in giro, tipo che sembra che stai in Marocco.
Invece è la Portuense.

24 giugno 2008

Forse all'ultimo non ce l'ha fatta


Viale Fernando Santi, oggi pomeriggio.
Qualche titolo ve lo posso dire.

10 maggio 2008

B-side (2) - i misteri di Colli Aniene (ma io non ci sarò)

Anfiteatrino
Che cos'è?
L'ultimo scatto è per quest'opera misteriosa. Un anfiteatro?
Sicuramente Colli Aniene ha diverse costruzioni dedicate in qualche modo alla socializzazione, ma questa è la più curiosa, e neanche facilissima da trovare.
Per regolarvi sulle dimensioni, l'arena è larga circa quattro metri.
Non dà l'idea di essere mai stata usata, e così piccola è difficile capire per cosa avrebbe potuto essere utile.
Forse è servita solo a qualcuno in cerca di un po' di solitudine, a un bacio, a un addio, magari solo a quattro amici con l'ultimo pezzetto di fumo e poca voglia di andare a dormire.

(Se tutto va bene questo post si autopubblicherà domani all'una, io vado a studiare la questione settentrionale, e sono sicuro di divertirmi)

09 maggio 2008

B-side (2) - i misteri di Colli Aniene (commercio)

Lavanderia
Una piccola storia romana.
Colli Aniene ha il graffitaro di quartiere, che purtroppo è uomo e quindi addio ai miei sogni di conoscere una Sprayliz in carne e ossa.
Questo ragazzo, oltre all'attività tipica di quelli come lui, fa anche lavori su commissione, cioè dipinge le serrande a richiesta dei commercianti, che a dire il vero lo lasciano creare come preferisce.
Diversi negozi si sono già fatti decorare, ottendendo, oltre al miglioramento estetico, il vantaggio che altri eventuali pitturatori lasciano l'opera intatta, vedendo la firma del "collega".
In questo caso il nostro eroe fa una spettacolare pubblicità bidirezionale: l'esercizio è una lavanderia, e lui si ritrae dicendo "qui si smacchia", servizio di cui presumo abbia spesso bisogno.

08 maggio 2008

B-side (2) - i misteri di Colli Aniene (uno due tre)

Via Venafro
Le case di via Venafro sono tra le poche cose rimaste della vecchia borgata di Tiburtino III, di cui avevo già parlato.
Le borgate, radice poi del dispregiativo borgataro, erano insediamenti costruiti per dare una casa a chi l'aveva persa per i famosi sventramenti, le modifiche urbanistiche più sognate che realizzate durante il fascismo.
Malgrado si tenda ad ammollare la colpa di molte distruzioni al Duce, in realtà non è che ne fece molte, sicuramente meno di qualche papa ("Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini"), e mai come i primi governi del Regno, con l'edificazione a tappeto delle zone paesaggisticamente migliori che oggi vengono delicatamente chiamate "Roma umbertina".
Via Venafro
Il più imponente degli sventramenti fu via della Conciliazione, nel senso che quello stradone che vedete oggi non esisteva proprio, ed è abbastanza facile trovare foto di com'era prima.
I residenti della zona, quasi tutti piccoli artigiani delle regioni confinanti, furono ricollocati in questi casermoni in mezzo alla (allora) campagna romana.
Queste case hanno almeno due caratteristiche sempre uguali: il color "casa di Roma", che meglio non saprei definire, e i balconi interni, quasi sempre chiusi per rimediare un'altra (gelida) stanza.
"Ner giro de 'na ggenerazzione erano tutti delinquenti", è il commento sociologico romano di mia madre, che in un'altra di quelle borgate, Val Melaina, ha vissuto la maggior parte dei suoi anni.

07 aprile 2008

B-side (2) - i misteri di Colli Aniene (vacche)

Vaccheria Nardi
In un quartiere moderno una stalla di inizio '900 ovviamente "stacca", ma questo non è un caso, ed è anche un pezzo della storia vera di questa città.
Nel suo procedere come moderna metropoli, Roma ha seguito due direzioni, il mare e la Tiburtina, diversissime su tutto, da una parte treni e autostrade, dall'altra solo una povera statale ormai soggetto da barzellette per il suo traffico.

La prima è la necessità, il porto, l'aeroporto, l'apertura verso il mondo e i commerci, ma che malgrado gli imperatori, il Duce e qualche sindaco non è Roma, è altro, è quel che si sopporta ma non si ama.
Non siamo una città di mare, e forse non lo saremo mai.
La seconda è le Acque Albule, i nuovi Mercati Generali e la fu Tiburtina Valley ora Tecnopolo, il buen retiro di papi e imperatori, l'acqua del piccolo Aniene per gli acquedotti, il travertino, il Romae Tibur amem, ventosus Tibure Romam di Orazio, l'amore non proprio impossibile, ma molto difficile.

Eppure la Tiburtina "resiste", come dice Fulvio Abbate nel suo libro su Roma, e può capitarti di vedere un gregge brucare, o un vecchio casale con osteria a fianco. Non tutto è perduto, anche se la periferia oggi è Carsoli, che è in un altra regione.

La vaccheria Nardi, da poco restaurata, ospiterà la biblioteca di quartiere, ora nella vicinissima via Mozart.

04 aprile 2008

B-side (2) - i misteri di Colli Aniene (ecosostenibilità)


Questo parco, o meglio giardino di quartiere, è il più frequentato.
Ci sono cartelli chilometrici per ciclisti, gente che corre, bambini che urlano, zingari che giocano a calcio gonfiandosi come zampogne, cani nell'apposito recinto, perfino un piccolo fosso e qualche orto di guerra.
Alle spalle del fotografo si va in una specie di prateria incolta che arriva fino alla Collatina, fresca fresca di promozione a parco per la presenza di un'importante necropoli.
Parco chiamato, con grande sforzo d'inventiva, Parco Tiburtino-Collatino, e attraversato dalla spettacolare TAV romana, e se vi steste chiedendo come fanno TAV e necropoli a convivere, vuol dire che siete della Val di Susa.

Sulla destra si vede una delle innumerevoli scuole di questo quartiere, che è un altro dei suoi misteri.
Il lampione, come si nota, è alimentato dal Sole, e inoltre qui si è sperimentata per la prima volta la raccolta differenziata porta a porta, mentre la ciclabile sulla Togliatti è per ora una discreta sòla.
Il V municipio, di cui Colli Aniene è una parte infinitesima, altro non è che l'insieme delle zone che negli anni '70 veniva chiamato "cintura rossa".
Qui il centro-sinistra, inteso come Democratici più Turigliattidi, sfiora(va) il 70%.

B-side (2) - i misteri di Colli Aniene (dove)

campo da bocce abbandonato
Colli Aniene è una quartiere recente del V municipio, perfettamente delimitato da via Tiburtina, via Grotte di Gregna, l'autostrada A24 e il parco della valle dell'Aniene.
Per usare un termine un po' desueto, è un quartiere signorile, anche se completamente circondato da zone popolari come Pietralata, Tiburtino III, Collatino, Tor Sapienza e La Rustica.
È prettamente residenziale, ma girando per le sue strade, che portano nomi di politici poco noti (e quasi tutti di sinistra), potete trovare sedi di grandi aziende, depuratori dell'ACEA, circoli sportivi spettacolari, campi nomadi, casali seicenteschi, più tutta una serie di cose curiose in parte ritratte in queste foto.
La prima cosa strana di Colli Aniene è la sua tipologia edilizia; quasi tutte le case hanno il portico, cioè il piano terra non esiste.
La scelta potrebbe essere dovuta ai frequenti allagamenti che affliggevano questa zona, oppure al caso, chi lo sa.
Fatto sta che questi portici hanno la servitù di passaggio, e quindi si può attraversare il quartiere passando tra palazzi e giardini condominiali, senza percorrere strade.
La seconda cosa strana è che gli edifici sono numerati, cioè ci sono dei cartelli con scritto Edificio 2, Edificio 3 e via così, ma di questo ignoro completamente la ragione.

Nella foto un campo da bocce, probabilmente mai usato, in uno di questi giardini.
Sullo sfondo il viadotto dell'A24.

27 aprile 2007

B-side (1)

Corviale
Difficile parlare di periferie romane senza cominciare da lui, che ne è il simbolo incontrastato da anni, e che a dirla tutta non è neanche l'unico Serpentone (ce n'è un altro meno noto a Tor Sapienza).

Immagino che chiunque abbia un cervello sappia che Roma non è soltanto fatta di Colossei e Fori e Cupoloni, ma come tutte le città anche di periferie più o meno brutte.

È incredibile come la qualità della abitazioni trasmetta immediatamente la condizione di disagio, quella del nascere in un posto che sembra non volerti far uscire, del vivere senza mai vedere "lo stato" in azione, del subire il razzismo dei più fortunati già dalle scuole medie.

In una frase, chi sta bene ha una bella casa, e chi sta male no.

Le foto di noantri sono quelle che vorrei saper fare io, l'architettura brutta è più potente di quella bella, non mi chiedete perché ma è così.
Troverete borgate della parte nord-ovest, quindi assolutamente parziali rispetto a tutte quelle che potete trovare a Roma, e che per fortuna non vengono costruite più, per lo meno non in quel modo.

Una curiosità: tra queste foto ne troverete alcune del misteriosissimo "Anello ferroviario", fantasma urbanistico che aleggia su Roma da novant'anni, e che a quanto pare esiste.