24 febbraio 2009

Devo restare o devo andarmene?

Pensavate che fossi a manifestare tutto il giorno contro qualche legge da Torquemada di questo governicchio, vero?
E invece no, in questo incredibilmente piovosissimo inverno romano ho anche avuto tempo per qualche concertino, giusto quello che passa il convento, 'che qui non è ancora stagione.

Venerdì mi reco al per me nuovo Sinister Noise, locale in quel di via dei Magazzini Generali, nome molto testaccioso.
Il locale cerca di ricordare i favolosi anni '70, con tanto di arredamento fatto di televisori B/N e terrificanti specchi obliqui, e tavolinetti bassi dove ci si siede tutti intorno.
Di fronte, per localizzarlo meglio, c'è Dolce Notte, un posto che fa dei cornetti da panico.

La serata prevede gli Handsome Furs, un gruppo canadese della Sub Pop che un paio di anni fa se n'è uscito con un pezzo da "next big thing", What we had, molto segnalato in giro.
Sono in tour per promuovere il nuovo album, e sono una delle band che non vedevo l'ora di sentire.
In compagnia casuale di assai distinta bloggheria, mi sistemo nella sala inferiore, in pratica una cantina, abbastanza simile a quella del Traffic.
Tornerò sul Traffic dopo.

Il primo atto è un gruppo italiano di nome En plein air, che fanno pezzi strumentali un po' psichedelici, immaginate qualcosa alla Explosions in the Sky, però con in più il violino, che dà ad alcuni pezzi un suono quasi da colonna sonora.
In più, la violinista è molto graziosa.

Gli Handsome Furs sono una coppia, Dan Boeckner e Alexei Perry, anche nella vita.
Boeckner è già noto per essere nei Wolf Parade, altra band niente male che vi consiglio.
Lui canta e suona la chitarra, ricordando in modo preoccupante Joe Strummer, lei gira manopole varie e pigia tasti di una piccola tastierina poggiata su un tavolo da campeggio.

Suonano bene, chitarre molto disturbate e ritmi elettronici, ma è probabile che mi ricorderò il concerto per un'altra ragione, e cioè che dura sì e no quaranta minuti.
Non potevo certo aspettarmi durate da Pink Floyd, e per il genere che richederebbe una valanga di pezzi, e anche perché hanno solo due album da suonare, ma pensavo che un altro concerto visto di recente, i Clinic all'Init che avevano suonato solo per un'ora, fosse un primato difficile da battere.
Per giunta, non hanno manco fatto What we had.

Così, turgido di rosicume per la invero breve durata, ci rifaccio la sera dopo all'Init, che poi è praticamente il lato B del Circolo, anche se non condivide con quest'ultimo nient'altro che la posizione.
Mi va meglio, e dopo dei leggermente pallosi TV Lumière mi gusto un ottimo e inaspettato Hugo Race & True Spirit, tizio dell'entourage del sempre sia lodato Nick Cave.
Poco più di un'ora di rock blues suonato come dio comanda, da tutto il trio, davanti a qualche decina di persone.
Un po' di foto, questa volta più sature del solito, le trovate da Rosy.

Torno sul Traffic, per dire che era il posto dove avrebbe dovuto essere il concerto degli Handsome Furs.
Il Traffic, dove vidi tempo fa i Numero6, ha avuto dei problemi piuttosto tipici di vicinato, problemi che hanno tutti i locali che fanno tardi la notte per qualunque ragione.
Oggi a Roma non c'è più la penuria che c'era quando ero giovane; solo l'Auditorium ha aggiunto cinque spazi di varie dimensioni, e dopo un restauro durato due o tre secoli ha riaperto pure il Palacisalfa, ora con il nome Atlantico Live.

Questo però non vuol dire che ci sia minore necessità di locali birra + concerto.
Se un artista ha cinque o sei canzoni da proporre non può sognarsi altro che un posto così; anche R.E.M. e Pixies hanno cominciato con un EP di poche canzoni, quindi non si tratta di situazioni strane.
Per giunta il Traffic è in periferia, cosa che permette almeno per qualche volta di evitare il solito centro sempre più impraticabile.

A proposito di quando ero giovane, l'altro ieri era pure il mio compleanno, e ho felicemente smarcato il numero 38.
La distribuzione auguri è stata la seguente:
6 telefonate
8 sms
2 chat
26 facebook

Peccato fosse domenica, altrimenti da Facebook ne avrei rimediati sicuramente di più.

18 febbraio 2009

Stimulus package

Oggi mi sono ricordato di un vecchio post che avevo scritto, contenente questa frase:

"E mica solo lo stato, ma anche le nostre simpatiche aziende, quelle che poi campano (tutte) con un prestito forzato dei dipendenti che si chiama TFR."

Talvolta, quando mi capita di rileggermi, penso se certe mie passate affermazioni siano esagerate o eccessivamente tranchant.

Ecco, no.

8 febbraio 2009

Senza diplomazia

Spero sinceramente che la signora Eluana Englaro muoia il più presto possibile, per lei, e per vanificare l'assalto a qualunque cosa in cui credo che in queste ore viene messo in atto dal Governo.
L'aver incontrato il ministro Sacconi quest'estate a Orbetello, e non avergli ammollato una scarica di calci in culo tale da farlo arrivare all'isola del Giglio senza traghetto, resterà uno dei miei più grossi rimpianti, secondo solo al non aver visto i Nirvana a Roma nel 1994.

1 febbraio 2009

Un nuovo patto per l'ambiente


Suonava troppo burino?
Perché io pensavo che un manifesto andasse in tutta la città, e che qualcuno leggendo new deal potesse non capire.
Magari mi sbaglio io, ma mica tutti sanno cosa significa new deal, e ancora meno sapranno cosa è stato il New Deal.
Ora, finche uno dice shadow cabinet o young democrats magari se la tira, ma scriverle pure certe cose comincia a diventare troppo, e scriverle quando sullo stesso muro ci sono cose come questa, insopportabile.
E poi Realacci, proprio te che pari vestito da MAS in periodo di saldi, ma per favore.
E basta per dio, basta.