5 luglio 2005

Коалиция за България

Si è votato in uno degli stati più misteriosi e per me affascinanti d'Europa, la Bulgaria.

A parte qualche calciatore e l'aggettivo "bulgaro", sinonimo di maggioranze superiori al 90%, questo posto è veramente poco conosciuto.
Un mio amico che ha lavorato in Romania ci è andato spesso, dicendomi ogni volta che il confine tra quei due paesi è il vero confine tra Oriente e Occidente.
Come tutti i paesi dell'ex blocco sovietico, di cui era il più ortodosso a Mosca, cerca di entrare nell'Unione Europea prima possibile.
È un posto da tenere d'occhio, quasi un laboratorio della futura Europa, con una minoranza turca del 10% e una zingara (Rom) del 5%, che malgrado tutto convivono in maniera decente.
Scrivono in cirillico, sono ortodossi, ma hanno la capitale che ha un nome greco stupendo, Sofia, a simboleggiare un intruglio di culture che solo nei Balcani si può trovare.

Dopo quattro anni di governo del teorico pretendente al trono, regolarmente eletto in un caso forse unico al mondo, i bulgari lo hanno spedito a casa.
Ha vinto una coalizione guidata dai socialisti, di cui oggi guardavo il sito.

Mi colpisce sempre vedere che i partiti ispirati alla tradizione socialista, che siano il New Labour inglese, la SPD tedesca, il PS francese, non risparmiano abbondanti dosi di rosso nei loro simboli, e siti web.
In Italia pare che se ne vergognino, chissà perché.

1 commento:

  1. imho dipende almeno in parte dalla qualità (scarsa) della classe politica, altrimenti invece di stare dietro per anni a ogni singola boutade del "vostro" ;-P presdelcons si sarebbero occupati di promuovere le loro idee... spero gliene siano rimaste un po'

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