9 aprile 2006

Diario del presidente della sezione 17: giorno 2

Ieri mi sono dimenticato la cosa più importante, e cioè che tra le carte dell'ultimo minuto mi sono trovato la presenza di due osservatori OSCE, con accompagnatore italiano, di cui però finora nessuna traccia.

Giornata al massacro, con valanghe di votanti già dalle 8 di mattina, senza possibilità di fare tutto il lavoro idiota, tipo firmarsi le pagine del verbale.

Ho tenuto duro, ho conquistato la presidente della sezione a fianco, che d'ora in poi chiamerò per semplicità "sezione della gnocca" per motivi che non vi posso rivelare.
La presidente della sezione della gnocca mi ha offerto pasticcini e ciambellone, in cambio del temperino (non ce l'ha, e sono tutte donne) e delle consulenze (lei è un po' inesperta).
Insomma, quasi mai abbiamo avuto il tempo di controllare che le schede tornassero con i multipli di 50, perché il 50 è il numero magico delle sezioni.
Ma alla fine, anche quella scheda del Senato che non tornava da tutto il pomeriggio è risorta. Poco male, tanto con il Senato è più facile barare.

Purtroppo ho dovuto spedire via con estrema gentilezza una ragazza che non era in elenco, ma era certa che la sua sezione fosse quella.

Ancora purtroppo ho degli scrutatori un po' de coccio, e la mia pausa pranzo è durata 40 minuti, il tempo di votare nella mia sezione e prendere due panini a casa.

Ancora di più purtroppo mi sono ritrovato una rappresentante di AN che è talmente carina e dolce che non riesco a credere che stia appresso a quel partito.
(Cioè, almeno dalle mie parti quelli di AN si distinguono per tasso di burinaggine identificabile a occhio nudo, non so da voi).

Per il resto, leggiadre fanciulle che votano solo la Camera, coatti che non c'è bisogno di capire dove metteranno la croce, mamme quarantenni stupende e solari con figli stupendi e solari, lo sguardo luminoso delle coppie ben riuscite, lo sguardo ineluttabilmente triste delle coppie che hanno figli disabili, gli anziani che ridono sempre e salutano tutti, quelli che mi chiamano "signor presidente", le nonne da cento chili che si devono sbrigare perché devono preparare il pranzo, le mani callose a sorpresa quando riprendi la matita, quelli che sanno solo il loro dialetto, quelli che piegano la scheda in maniera impossibile, quelle che quando chiami un uomo entrano insieme a lui e ti dicono "sono la moglie" (e sticazzi?), quelli con i vestiti impataccati, quelli vestiti come a capodanno, Fiorella Mannoia.

Tutti hanno un pezzo di carta e una matita, e basta.
Ed è la bellezza e la grandezza della democrazia.
Ed è il motivo per cui sono disposto a buttare un bel weekend.

8 commenti:

  1. Stupendo tutto questo. Mi sembra di rivivere quello che vedevo quando ero piccolo col babbo presidente di seggio:-°)

    lele/ma la mannoia veramente?

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  2. Lei ha abitato per molti anni nella frazione dove faccio il presidente.
    Ora vive a Milano, ma immagino che abbia le residenza ancora qui.

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  3. "Tutti hanno un pezzo di carta e una matita, e basta".
    Che bella st'immagine.

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  4. Buon lavoro Signor Presidente ;-)

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  5. Sottoscrivo il sottotitolo.

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  6. che bell'immagine! :)

    kzissou

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