31 ottobre 2006

30 ottobre 2006

Eppure non è che sto sempre a casa

Oggi (sì, oggi), ho scoperto che al centro di Roma, circa a Piazza Navona, c'è un palazzo occupato da varie associazioni femministe nel 1976, e lo è ancora.
C'era un'interessante mostra fotografica.

Poi, mentre entrava a messa a S. Giovanni dei Fiorentini, ho visto per la prima volta in vita mia Andreotti, live.

(Immagino non ci siano nessi tra le due cose)

27 ottobre 2006

X marks the spot

In una discussione di qualche giorno fa, un noto IFMU2er ha portato alla mia attenzione il Doriforo di Policleto, che non conoscevo di nome, ma avevo visto diverse volte.

Uno dei motivi per cui questa statua è molto famosa, e anche molto importante, è che la postura della statua porta un'innovazione detta chiasmo.

Chiasmo significa semplicemente incrocio, perché la lettera Chi greca si scrive come una x (Χ maiuscolo, χ minuscolo).

Non sapevo del chiasmo di Policleto, ma lo conoscevo sotto un altro uso.
Il chiasmo, come la metafora o la sineddoche, è una figura retorica, cioè una disposizione di parole o anche di sillabe o accenti, che si inseriscono in un discorso per creare un effetto.

Le figure retoriche sono tantissime, e ciascuno di noi, parlando o scrivendo, le ha usate milioni di volte in vita sua.

Se chiedete a mia madre, probabilmente vi dirà che ho cominciato a leggere a quattro anni.
Io preferisco pensare che ho cominciato a leggere quando la mia professoressa di lettere delle superiori mi ha spiegato le figure retoriche.

A parte il fatto di avere nomi terrificanti, come asindeto, metonimia o sinalefe, conoscerle apre veramente un nuovo universo.
Questo non solo perché fanno capire meglio quel che si sta leggendo o ascoltando, ma il loro uso varia a seconda dell'autore e anche del periodo storico a artistico.
Ad esempio, i simbolisti francesi usavano molto la metafora.

La mia preferita era appunto il chiasmo, che è semplicissimo da fare.
Basta scrivere una cosa cosi:

L'archeologo romano
e la sua bella fidanzata


In questo caso l'ho fatto con sostantivo-aggettivo e poi aggettivo-sostantivo, cioè li ho scritti prima in un modo e poi li ho invertiti, ma si può fare con qualunque altro elemento grammaticale, come verbi, avverbi o quel che si vuole.
Si può usare per mettere in risalto una delle due coppie, o per far spiccare un contrasto, che poi è l'uso più comune.

Di tutti i chiasmi che ho letto, il mio preferito resta questo:

Madre è di parto e di voler matrigna

Sta nella Ginestra di Leopardi, e sta parlando della Natura.
Ecco, io per essere capace di scrivere una cosa così, sarei disposto anche a saltare un concerto.

P. S.
Mentre scrivevo, come sarà facile immaginare, mi è tornata in mente la mia prof di lettere.
Faccio uno strappo alla regola di non fare nomi sul blog, si chiama Professoressa Daffinà, e penosamente non ne ricordo il nome, d'altra parte si sa che i professori hanno solo il cognome.
Se il suo insegnamento mi fa scrivere post a vent'anni di distanza, vuol dire che quel che mi ha lasciato è andato ben al di là delle questioni della materia, e sono sicuro che senza sarei peggiore di quello che sono ora.
E più di questo, sinceramente, a un insegnante non si può chiedere.

26 ottobre 2006

La casa delle vacanze

Claudio dice che sono una filiazione dell'idealismo romantico.
Gilthas fa il funzionalista.
Sacher scopre che i sui compagni di viaggio erano un po' così.
Il Re non c'ha capito una fava.
La ragazza blu c'ha fame.

Ed è tutto qui.

Be' sì, ci sono anch'io.

24 ottobre 2006

Onnipotenza

Google da oggi permette di farsi il proprio motore di ricerca.
Voi gli dite dove cercare, e lui vi fa un mini-motore che cerca proprio lì.
Sul mio, per ora ho messo www.rsssf.com, il sito degli statistici del calcio.
Si può anche collaborare, cioè chi ha qualcosa da aggiungere al motore lo può fare, liberamente o dietro invito.

22 ottobre 2006

19 ottobre 2006

Invece di lavorare

#6: 2/3 dei nascituri arrivano in ritardo

XX: io con mese in anticipo :P

#6: anche io
è per quello che quando uno nasce prima se ne parla
perché è anormale
pare anche che causi cialtronaggine
ma gli esperti sono divisi

XX: nuove ricerche hanno dimostrato che oltre ad essere nato in anticipo
un vero cialtrone
deve essere anche del 1971....

#6: cazzo, ho già due indizi

XX: se poi conosci gente di arezzo il cerchio si chiude

16 ottobre 2006

Senza Nutella

In questi giorni avrei voluto scrivere di politica, ma non sono mai riuscito a trovare la concentrazione, la politica è una cosa seria, mica le canzonette.

E poi stasera il TG1 mi ha soffiato la domanda che mi facevo da giorni, e cioè cosa succede se la maggior parte dei lavoratori sceglie i fondi pensione, come ad esempio io sono intenzionato a fare.
Qualcuno ha delle idee?

L'altro ieri però qualcosa ha rotto la mia apatia, qualcosa che non mi aspettavo ma che mi ha ridato il buonumore, secondo me necessario per guardare alla cosa pubblica con il giusto distacco.
È successo che c'è stata una manifestazione contro TAV, ponte sullo stretto, MOSE, autostrade, turbogas, SUV e motorini modificati.

Ora, sono fermamente convinto che ognuno possa manifestare per quel che vuole, e poi a Roma ci siamo abituati, non è un problema, si devia qualche linea dell'ATAC, un po' di vigili qua e là e si tira avanti, e poi ho sempre pensato anch'io che il MOSE sia utile come una bicicletta per un pesce.

Ma quando ho letto che il ministro (ah ah ah) Ferrero era "solo di passaggio", "venuto a salutare degli amici con cui in passato ho condiviso delle battaglie", be', amici miei, se passate da queste parti fate un fischio, offro io.
Perché non è giusto che questi cazzari ce li godiamo solo noi nella capitale, o no?

Chiude il CBGB :-(

Era il micro-locale dove iniziarono a suonare Patti Smith, Ramones, Blondie, Talking Heads, Television, Sonic Youth, e praticamente quasi tutto l'alternative della costa est.
Imperdibili le foto dei bagni.

15 ottobre 2006

Due mani e Disco

Il Palalottomatica è quello una volta detto Palaeur e prima ancora Palazzo dello Sport, progettato da Nervi per le Olimpiadi del 1960.

Nato come posto per pallacanestro e pallavolo, ha sempre ospitato concerti,e da quasi cinquant'anni ha sempre la stessa acustica di merda, al punto che mi chiedo ogni volta perché ci vado, e la risposta è sempre che per concerti invernali è l'unico posto che c'è, e tocca accontentarsi.

Stavolta non ho regalato i soliti dieci Euro a Ticketone per la consegna dei biglietti, optando per il ritiro al botteghino.
L'avessi mai fatto.

Una fila impressionante, che unita a un certo nostro ritardo mi ha fatto temere di entrare a concerto iniziato, tra gli sguardi inferociti delle mie due amiche.
(Va detto che entrambe mi avevano chiesto un passaggio, e io in scooter ne ho potuta accontentare solo una, e già so che l'altra me la farà pagare)
Una delle amiche, in compenso, mi ha portato la cena.

Entriamo pochi minuti prima che Ben Harper cominci a suonare Two Hands, che è l'unica canzone di cui conosco il titolo.
Pubblico della mia età, qualche coppia con bambini al seguito, alcuni rimasugli bongo-terzomondisti.
L'avevo già visto a Imola, e non ero rimasto tanto convinto.
Il punto è che Ben Harper ha una band, diciamo così, di virtuosi, cioè di tizi che durante le canzoni attaccano assoli di dieci minuti in cui fanno vedere quanto sono bravi.
Ora, una volta va bene, ma alla terza mi viene voglia di interromperli e dirgli che il pezzo era finito mezz'ora fa.

Ma stasera non ha esagerato, e soprattutto non ha esagerato neanche con il reggae, genere che sopporto solo in dosi limitate.
Mi ha colpito un bel rock-blues verso metà concerto un po' à la Dylan, e un altro che mi sembrava Neil Young; ho scoperto che era veramente una cover di Neil Young, ma non so di che canzone.
Niente male anche un soul che poteva essere stato scritto quarant'anni fa, cantato da Ben senza microfono.
E molto trascinante il brano con cui ha chiuso, dopo quasi due ore e mezza.

Ho girato un po' per forum cercando notizie sulla scaletta, e leggendo di fan un po' delusi dalla presenza di pezzi nuovi, a scapito dei vecchi.
Stai a vedere che nel momento che non piace più ai suoi fa storici comincia a piacere a me.

Poi sono andato a ballare.

14 ottobre 2006

blog++

Ho aggiunto un nuovo blog sulla destra, tanto ora che AN va nel PPE a destra non c'è più niente.
Questo blog contiente quei permalink che ho voglia di farvi leggere, presi dai vari blog e simili che seguo.

Tecnicamente non è niente male, io leggo i miei blog con Google Reader e quando vedo qualcosa che merita clicco su Share, e il permalink va a finire lì.
Pare funzioni perfino con Splinder.

Essendo un blog ha ovviamente il suo feed, questo, ma non ha commenti.

Ricapitolando, io leggo dei blog attraverso i feed, che poi segno e diventano un altro blog con il suo feed.
Chiaro, no?

Se qualcuno pensa che dovrei essere fucilato per il titolo del post, ha ragione.

Qualcuno si è accorto della differenza?

Splinder è in manutenzione.

12 ottobre 2006

Ci deve essere qualcosa che non ho capito

Nell'edificio in cui lavoro c'era un quarto del secondo piano completamente riservato all'AD (amministratore delegato, ignoranti), chiamato da noi dipendenti il "piano nobile".
L'AD non ci ha mai messo piede, ma vi pareva che veniva a stare a Tiburtino III, lui?

Oggi stanno sbaraccando tutto il mobilio, e dopo aver accertato che non si tratta dell'ufficiale giudiziario (meno male), ho potuto verificare la presenza di quattro divani e un materasso a due piazze, ancora incellofanato.

La Corea del Nord è uno stato criminale

Giusto perché mi sono stufato dei giri di parole.

L'invasione di questo ributtante stato sarebbe stata l'opzione più giusta, qualche anno fa, quando il pakistano con gli elettroni intorno girava da qualle parti.
Si è cincischiato, e adesso con le armi atomiche diventa leggermente più difficile.

Una guerra, per quanto mi riguarda, non per esportare la democrazia, che tanto al sud già c'è, ma di liberazione.
Sì, per liberare 23 milioni di sfortunati che esistono, e non vivono, in un posto che renderebbe un paradiso la Cambogia di Pol Pot.

10 ottobre 2006

Una settimana in analisi (11)

Comincio con una raccomandazione.
La maggior parte dei visitatori di questo blog usa ancora Flash versione 8, che è bacato e insicuro, cioè vi ci attaccano virus.
Il nuovo si scarica qui, provvedete.

Continuo ad avere chiavi di ricerca esaltanti, tra cui elenco:

la televisione scatola dei sogni (opinioni)
blog montefiascone (l'unico in città, credo)
white circle crime club (sì, li ho visti)
banca nazionale lavoro vendita biglietti calcio (boh)
MENTADENT GIOCO PUBBLICITà (scusa, non ho idea)
laringe piu bella del mondo (feticisti)
mike patton celentano (neanche se li vedo)
eddie vedder ubriaco (cercavi foto?)

Ma due in particolare:

electro gothic gruppo, che mi fa impazzire che uno possa googlare cose come questa, come se cercasse automobile coupé o città italiana.

Lora giusta wien, qui sono diventato scemo, ma ha ragione Google, il mio blog è il terzo risultato.

Misteriosamente, il mio referer principale è ancora Lele.

E ora, qualche rete:

Corneliu Rimboiu (Romania?)
Sogei S.p.A. infrastructure networks (lo sapevo che prima o poi...)
CSP BIC LIVORNO (mmmmm...)

Per finire, mi vanto di linkare ed essere reciprocamente linkato dalla musicista più bella dell'emisfero boreale.

9 ottobre 2006

INSERT INTO

(Help desk Internet, inserimento anagrafica clienti)

A: "Sesso?"
T: "M."
A: "M come Maschio?"
T: "M come Magari..."

7 ottobre 2006

Io entro nel mondo dei fotogrammi

È la prima volta che vado al Linux Club, che avevo solo sentito nominare, più o meno mi ha invitato questa qui.
Sta a Via Libetta, la strada della capitale con i locali più trendy, modaioli, fighetti (o scegliete voi l'aggettivo più stronzo).

La zona è quella di via Ostiense, il polo ludico romano, e qui fino a poco tempo fa c'erano pure i Mercati Generali.
Ne veniva fuori che questa zona vivesse con un orario invertito rispetto al resto della città, e quando tutti o quasi dormivano, qui si lavorava o ci si divertiva.
Ora i Mercati Generali non ci sono più, spostati a Guidonia a dare il colpo di grazia al traffico della Tiburtina, ma i locali ci sono ancora.

Siccome via Ostiense ha la corsia preferenziale in mezzo, bisogna azzeccare il punto per fare l'inversione.
Vedo una ragazza su un Liberty 125, e per abbigliamento e avvenenza penso che sta andando sicuramente a <locale trendy a caso>, quindi giro dove gira lei.
Invece va dove vado io, anzi ci lavora.

Il Linux Club da fuori ha l'apparenza di un posto de sinistra, ma dentro è abbastanza originale.
Per entrare bisogna fare la tessera, la tessera! Non mi ricordo da quanto tempo non ne facevo una.
Si chiama così proprio per il sistema operativo, che domina l'arredamento un po' da film anni '70.
Tutto intorno alla sala principale scorrono delle mensole con vari PC. Non sono riuscito a capire il dialetto installato, ma c'era l'impronta, quindi il desktop dovrebbe essere Gnome.
I monitor sono l'unica fonte di luce del locale.

Quando arriviamo è in corso un complicato soundcheck, nel quale si distingue quello che ho eletto Fonico dell'Anno 2006.
Quando il cantante dichiara di non sentire la batteria, gli risponde: "e mó m' 'o dici?".
Dopo un numero non trascurabile di tentativi e di improperi, gli -Elettronoir-, che sarebbe il gruppo che sono venuto a sentire, rifiniscono l'abbigliamento e cominciano.

Rispetto al loro CD, che ho pure comprato, dal vivo sono più interessanti.
Serve un po' per abituarsi alle basi elettro che accompagnano il piano, e che non è un accoppiamento comune (non vedevo un piano GEM da secoli).
I pezzi che preferisco vengono benissimo, e ci sono anche alcune canzoni in più che a quanto pare sono di prossima uscita.
Per quanto in Italia sia sport comune cercare chi somiglia a chi, a me non pare che manchino di originalità, malgrado tra il pubblico non la pensino tutti allo stesso modo.
Durante il concerto viene annunciato l'addio della vocalist Grazia, cosa che mi permetterà di bullarmi con gli amici del bar di aver visto l'ultimo concerto degli -Elettronoir- con la vocalist originale, che fa sempre la sua porca figura.

Dettaglio divertente, durante il concerto viene proiettato Brazil di Terry Gilliam, che non di rado mi rapisce lo sguardo.

A proposito, essendo il CD autoprodotto, o lo comprate dal loro sito o ve li andate a vedere, ne hanno un po' con loro.

Alla fine, tra le vittime del tabagismo, mi ritrovo a chiacchierare con il Fonico dell'Anno, con il cantante, con il programmatore/campionatore, con il bassista.
Non mi ricordo di aver mai parlato con una band al completo a fine concerto.
In seguito scopro che le fazioni tipo Mods vs. Rockers ancora esistono, ma oggi non è la musica ascoltata a fare da barriera, ma l'appartenenza a determinati blog/forum (non ridete, giuro).
A quanto sento dire, esiste una terribile congrega detta "Ice Pinkers" che è all'origine di tutti i mali del mondo, comprese cellulite e doppie punte.

Mentre fendo con il Burgman le orde di nottambule assai poco vestite, mi accorgo che sto assai morendo dal freddo.
Un'altra estate è finita, e io sono sempre il solito cazzaro.

6 ottobre 2006

Educatamente, me ne fotto anch'io

(Riproduzione di articoli di riviste o giornali)

1. All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è inserito il seguente:
“1-bis. I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.”.

(via Fratelli d'Italia)

Possiamo morire felici

Google Code Search

(anzi, mi chiedevo come mai ancora non ci fosse)

5 ottobre 2006

E questa è la copertina dell'anno


D'altra parte, un gruppo che si chiama "e ci riconoscerai dalla scia di morti" per me ha già vinto a mani basse.
Per la spiegazione del nome andate qui, è roba Maya.
(La foto l'ho rubata al Boss, ho googlato ma non ne ho trovate altre)

Real seventies (5)

Quando ero piccolo la musica era VideoMusic, una televisione privata con sede nella misteriosa Castelvecchio Pascoli (LU), ed era Deejay Television, trasferimento in blocco della banda di Radio Deejay in TV.
All'epoca non c'erano gli mp3.

Deejay Television era strategicamente piazzata dopo pranzo, cioè quando noi con lo zainetto tornavamo a casa.

(Nota: solo su queste due frasi potrei scrivere due tonnellate di post, e faccio una gran fatica a non lasciarmi andare)

In quegli anni andò per la maggiore un album dei Fleetwood Mac, Tango in the Night, una cosa che se qualcuno me la dicesse oggi non ci crederei.
In particolare veniva passato a raffica il video di Little Lies, uno dei singoli estratti.

In qualche buffo modo, che non ricordo, arrivò a casa mia l'album.
Leggendo la formazione cercavo di capire chi fosse la biondina cantante, che era piuttosto carina, anche se la sua voce era ridicola rispetto a quella dell'altra cantante Stevie Nicks.
Non poteva essere Steve Nicks perché la conoscevo, dato che aveva anche una carriera solista e mi ricordavo un suo video, I can't wait.

Decisi che la biondina era Lindsey Buckingham, un nome che mi sembrava perfetto per una ragazza carina inglese o americana.
Era perfetto per una protagonista di Candy Candy forse, ma la mia formazione era quella.
All'epoca non c'era Allmusic.

Tempo dopo, chissà quanto tempo dopo, beccai in TV un'intervista a Lindsey Buckingham.
Che era un uomo.
Lì per lì non ricordai la faccenda anagrafica dei Fleetwood Mac, mi limitai a notare il nome che a me appariva femminile.

Tempo dopo, chissà quanto tempo dopo, ho potuto accertare che che la biondina si chiamava Christine McVie, che è senza dubbio un nome da donna, e che Lindsey Buckingham era il chitarrista del gruppo, ovviamente è un uomo, perché lo so e perché le donne nel gruppo erano due, quindi le avevo finite.
Inoltre, Stevie Nicks è ingrassata un po', ma non tantissimo.
All'epoca non c'era Google.