4 aprile 2011

Oh, è tutto così silenzioso

Da bambino, ma non ricordo bene a quale età, mi capitava di fermarmi a guardare la lavatrice.
Seduto là davanti cercavo di dare un senso alla sequenza di giri che facevano plush plush, e alle pause che li seguivano, ma soprattutto ero affascinato dalla ruota dei programmi, qualla cosa che faceva crac crac e decideva, in qualche modo oscuro, cosa doveva fare la lavatrice.
C'erano già pesanti indizi che sarei diventato un tecnocrate.

Alla fine dei plush plush c'era immancabilmente il ragnarok del lavaggio: la centrifuga.
I panni sparivano sui bordi e in mezzo c'era il nulla, un buco nero come ce lo immaginavamo nei film di fantascienza dell'epoca, l'apparato tremava e rumoreggiava fortissimo.
Io però avrei fatto la centrifuga all'inizio, perché così mi sembrava che lavatrice stesse dando la mazzata finale ai panni, e invece si sarebbe dovuto partire forte e finire dolcemente, ché magari i panni erano stanchi.
C'erano già pesanti indizi che sarei diventato di sinistra.

La rotella dei miracoli diceva cose un po' per iniziati: crac prelavaggio, crac crac molto sporchi, crac crac crac crac seta e delicati.
Cos'è il prelavaggio? Come faccio a capire cosa è sporco e cosa lo è molto?
Non serve più, perché ora c'è ciclo camicie, ciclo piumini, ciclo calzini, ciclo calzini del calcetto.
È probabile che oggi ci siano molti più uomini che devono far funzionare la lavatrice da soli.

O forse no, forse anche le lavatrici, come i telefonini o i sistemi operativi, hanno semplicemente un'interfaccia più umana.
Qualcuno deve aver pensato che fosse giusto anche per i diversamente lavandai avere una certa facilità d'uso di un mezzo così importante.
In una riunione di un'ipotetica azienda tra commerciale e i tecnici più o meno deve essere andata così:

"allora, la concorrenza sta progettando una lavatrice che invece di dire come si deve lavare dice cosa si deve lavare"
"embe'?"
"e allora noi dobbiamo uscire prima, serve un progetto"
"saranno almeno sei mesi di lavoro" (ma almeno, ma infatti)
"non se ne parla, dobbiamo fare molto prima"
"con questi requisiti ci sono delle criticità evidenti" (bravo, bene, diglielo)
"facciamo un paio di bottiglie di Borgogna nel pacco di Natale?"
"cantine indipendenti francesi?"
"mi pare ovvio"
"però qui nei requisiti alcune cose ancora..."
"apriamo le porte di eMule nel proxy aziendale"
"in una quindicina di giorni dovremmo farcela"


Sì, è così, abbiamo il ciclo camicie e non i panni sporchi perché siamo esseri umani, e gli esseri umani vanno avanti.
E vanno avanti anche per errori, anche mettendo cose come il Diario su Outlook o il Push to Talk sui telefonini, che nessuno a memoria d'uomo ha mai usato ma che probabilmente uscivano da una riunione come quella sopra.

Fatti non fummo a viver come bruti, ma per andarcene in giro come l'Enterprise, arrivare dove nessuno è mai giunto prima, e non tornare indietro.
Ditelo quando sentirete dire che è tornato il vinile o vi parlano di decrescita, ditelo che sono cose insensate, che stiamo qui per cercare di curare malattie orribili come per lavare i panni più velocemente di prima, per non lavarli proprio, per arrivare al centro senza dover cercare parcheggio con la camicia pulita.

Una volta che si è conquistato qualcosa che ci piace non lo si molla più, anche se costa la fine dei vecchi stili di vita, costo che paghiamo volentieri, come paghiamo la luce o il gas.
Generazioni di umani hanno vissuto senza luce e gas? Verissimo. E chi se ne frega?
Tutti cercano la ragazza bella e vicino casa. Si è mai sentito qualcuno dire "la voglio bassa, culona, con i denti storti e residente a Casal Bernocchi"?

E dite pure che la lavatrice, alla fine, non è neanche troppo complicata.
È la lavastoviglie il problema: non immaginavo ci fossero così tanti tipi di piatti.

7 commenti:

  1. Anch'io da piccolo guardavo l'oblò della lavatrice... Chi l'avrebbe mai detto che anche al giorno d'oggi risulta molte volte più iteressante di tanti programmi televisivi...

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  2. l'incastratore di stoviglie è uno dei mestieri più difficili del mondo.

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  3. forse il vinile non tornerà, ma da quando abbiamo gli mp3 è sparito il concetto di album (in realtà il declino era cominciato prima con la mancanza di "concept" di idee) e non credo che nessun pischello di oggi senta un album di quelli contemporanei per intero, come facevo io con i vinili...anzi credo che a volte non arrivino a sentire neanche tutta la canzone...
    in generale mi sembra che la tecnologia ci accorci i tempi, ma non per darci tempo libero...
    cmq siamo entrati nell'era lavastoviglie anche noi, con grande godimento ;-)
    acar

    ps: x me la lavatrice continua a essere un oggetto misterioso e mi tengo lontano...

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  4. Ammazza che esagerati, addirittura nemmeno una canzone! Come al solito dipende dall'album (ne esistono ancora di "concept"?), dal pischello etc.
    Personalmente credo che il concetto di album non sparirà mai, malgrado gli mp3, così come piano piano spariranno i ristoranti "non a tema". Qualsiasi artista ormai è caratterizzato da qualcosa, da un personggio, e in ogni album, perfino Miley Cyrus cerca di avere un filo conduttore che possa fare da traino al lavoro del suo sicuramente ottimo produttore.

    Pur essendo tutto meno che un tecnocrate, in generale sono d'accordo col discorso "anti-decrescita", o almeno alle conclusioni a cui arriva: non in questo mondo. E a preoccuparmi non siamo tanto noi, quanto tutto l'est del mondo che deve ancora crescere. Magari la decrescita sarà obbligata.

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  5. P.S. Detto questo, il fatto che gli album adesso più che mai siano album, non vuol dire assolutamente che siano lavori migliori del passato. E "Operation: Mindcrime" sarà sempre meglio di "Circus".

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  6. Secondo me tu, numero6, dovresti scrivere un libro.

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  7. La lavatrice in effetti potrebbe essere un tema non troppo sfruttato letterariamente.
    Musicalmente no, c'è già un album dei Sonic Youth.

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