5 aprile 2012

Purtroppo per voi

(Considerazioni sparse su legge elettorale e altre cose connesse che vorrei venissero smentite dai vari esperti che si leggono qua e là per blog. In alternativa possono spiegarmi perché l'Italia dovrebbe essere un caso particolare)

In Italia il territorio più piccolo che ha diritto di rappresentanza è la Val d'Aosta, la quale ha circa 1/480 della popolazione italiana. Se rappresentatività significa qualcosa il numero dei deputati dovrebbe stare quindi tra 450 e 500.

Diverso è il discorso del Senato dove i territori piccoli dovrebbero essere sovrarappresentati, come lo sono in tutti i paesi regionalisti o federalisti. E l'Italia, Costituzione in mano, è un paese regionalista.

Il premio di maggioranza non esiste in nessun paese del mondo.

L'indicazione della coalizione non esiste in nessun paese del mondo.

La soglia di sbarramento, per i sistemi proporzionali, c'è quasi sempre. Per esempio la Turchia ce l'ha al 10% (troppo).

Il primo ministro (o sinonimi) è praticamente sempre il segretario del partito più grande della coalizione vincente. Va detto che la DC, primo partito in Italia finché è esistita, non amava questa sovrapposizione.

Il primo ministro non è inamovibile, neanche nei sistemi più maggioritari. Margaret Thatcher e Tony Blair sono stati sostituiti dai loro partiti, non dagli elettori. Helmut Schmidt è stato sostituito dal parlamento, o meglio da un partito alleato che è passato dall'altra parte. È però vero, per prassi e non per regola, che quando il governo cade in genere si vota.

Le garanzie per la presenza di donne (dette "quote rosa") le hanno in molti, pur essendoci notevoli assenze.

Il finanziamento pubblico ai partiti lo hanno praticamente tutti, tranne quelli che trovate qui.

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