(titolo riferito al post dell'anno, nove righe di liveblogging di una cosa che non succederebbe neanche in Tanzania)
Ammettiamolo, noi italiani siamo spesso preda dello sconforto.
Pensiamo di vivere in un paese ridicolo, tra clientele politiche, illegalità diffusa, inefficienza burocratica, tonnellate di leggi mai applicate, Confcommercio.
Ci si può sempre riconsolare pensando che c'è chi sta peggio, ma per la maggior parte della nostra vita crederemo di essere un'espressione geografica, un volgo disperso che nome non ha.
È quindi ora, come veniva fatto notare qualche mese fa, di tornare al nostro status naturale, quello di colonia.
I tempi sono maturi, e l'attuale classe politica ha finalmente cominciato a rivalutare l'aureo periodo dell'occupazione nazista, ma anche la gloria della Roma papalina, giusto riconoscimento dopo gli oscuri secoli della retorica indipendentista.
Ora, ammettiamo per un attimo che vi venga permesso di scegliere il paese.
Voi cosa fareste? Quali sono le caratteristiche del colonizzatore ideale?
Un scelta razionale o d'istinto?
Comincio dalla Spagna, paese antico ma allo stesso tempo modernissimo, nostro ex dominatore, in forte crescita economica, e poi si possono sposare i froc all'avanguardia nei diritti civili.
Sì, però gli spagnoli ogni volta che hanno invaso qualcuno si sono comportati da ladri e sfruttatori, lasciando la solita cattedrale barocca sempre uguale sia che siate in Messico o a Cuba o in Ecuador.
E qui da ladrare c'è rimasto poco, e di chiese barocche ce ne sono pure troppe.
Gli inglesi no, la regina, la camera dei Lord, gli avvocati con la parrucca, ma come si fa?
Certo, avremmo gli Young Democrats, ma non mi pare abbastanza, e poi mi sbaglierei alle rotatorie.
Tedeschi? Certo molto organizzati, precisi, e soprattutto hanno un vero partito di sinistra, che non si chiama Die Linke Der Regenbogen.
Però poi chi li butta fuori dai mondiali? Respinti.
Non restano che i francesi.
Non è che non ci siano obiezioni da fare, per carità, però guardiamo i lati positivi.
I francesi hanno una religione di stato, che è lo stato, e tutto questo grazie al mio adorato Maximilien e alla sua invenzione del culto dell'Être Suprême.
Ci fosse ancora, l'Incorruttibile saprebbe come adornare le piazze di capocce di nemici della nostra povera penisola, cose come la mafia, la camorra, Confcommercio.
Tutto sommato la lingua non è difficile, i gallicismi all'inizio fanno un po' ridere ma poi ci si abitua.
Se ci mettiamo d'accordo con svizzeri e belgi riusciamo pure a convincerli a dire septante e huitante, invece che ridicolaggini come sessanta-dieci e quattro-venti.
La questione Alitalia? Uno schioccare di dita.
Il motivo profondo che mi fa preferire i francesi però è un'altro.
I cugini d'oltralpe chiamano le loro province con il nome del fiume che le attraversa, non con quello della città.
Quando erano a Roma, l'avevano ribattezzata Dipartimento del Tevere
Ora per voi è facile dire sono sardo, sono veneta, sono piemontese.
Io invece da quando sono nato non posso dire "sono laziale".
Ma vi pare giusto?
25 settembre 2008
Un espresso, grazie
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23 settembre 2008
Villa Literno, Aversa, Castel Volturno
Qualcuno si è accorto che abbiamo perso la provincia di Caserta?
Da vent'anni, voglio dire.
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22 settembre 2008
Be twitty: vai con il doppio senso
Scopro stamattina che labour, in inglese, vuol dire (anche) travaglio (di mamma).
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19 settembre 2008
13 settembre 2008
Post maschil-geek
In questo momento sto smontando, per l'ultima volta, il mio vecchio Quantum Fireball Lct 20, per passaggio a nuovo giocattolo.
Prevendendo la domanda, si tratta di un dual core a 5 GHz e Vista, così da rendere più traumatico il passaggio.
All'accensione, per il consumo di energia, i russi si sono dovuti ritirare da alcune postazioni in Georgia.
Il Fireball è stato disco di sistema o secondo disco di tutti i PC che ho avuto negli ultimi anni, e l'ho anche usato come travasatore di file da una macchina all'altra quando le penne USB non c'erano.
Ha visto passare diversi sistemi operativi di casa Microsoft e diverse tonnellate di mp3 senza mai perdere mezzo bit.
Uno di quei gingilli che giri la chiave o spingi il bottone e parte, funziona, e non ti frega mai.
Quelli a cui, chissà perché, ci si affeziona.
Vituperata sia qualunque cosa mi costringerà, eventualmente, a dire "oggi così non ne fanno più".
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Etichette: Comicommiati
12 settembre 2008
E da Portonaccio niente?
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Etichette: Una settimana in analisi
09 settembre 2008
Non ce la rompete che l'ha fatta Michelangelo e c'è costata una cifra
Sabato 20 settembre cerimonia di commemorazione dell'ingresso dei bersaglieri a Porta Pia.
Previsto l'intervento del vice-ministro Giovanardi sulla necessità di restaurazione del potere temporale del papa, e del ministro La Russa sul rispetto dovuto alle guardie svizzere che, soggettivamente, dal loro punto di vista, si opposero allo sbarc alla breccia piemontese.
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08 settembre 2008
Be twitty: WC
Quando vado al bagno in ufficio trovo sempre peli sparsi, di indubbia provenienza.
Mi chiedo: esiste l'alopecia all'uccello?
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04 settembre 2008
Possono studiare i filippini della servitù
Qualcuno potrebbe aver visto, al TG1 di ieri sera, un servizio sulla preside del liceo Giulio Cesare, che ha istituito un regolamento studentesco per la sua scuola.
Regolamento che prevede che, nel caso si scrivano cose infamanti su un compagno extracomunitario, si debba studiare cosa significa il razzismo.
Peccato solo che, in quel liceo, gli extracomunitari semplicemente non esistono.
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01 settembre 2008
Alfred Hitchcock, 1963
Di recente, come avevo già scritto, ho finito di leggere "il gene Egoista" di Richard Dawkins.
Per quelli che lo ignorassero, come me prima di leggerlo, Dawkins è un biologo evoluzionista, che vuol dire che è un seguace della teoria di Charles Darwin sull'origine delle specie.
La sua visione è però centrata sul gene, cioè un pezzo di DNA, che secondo Dawkins è il vero oggetto della selezione: i geni cercano in ogni modo di tramandarsi, e lo fanno costruendo veicoli, per esempio noi.
I geni buoni (i. e. , che hanno costruito veicoli buoni) ce la fanno, gli altri no.
È un libro affascinante, non tanto per le spiegazioni che dà, perché comunque resta un testo divulgativo, ma per le impensabili ipotesi che lascia aperte.
In più, e in questo c'è tutta la britannicità dell'autore, Dawkins spesso divaga, introduce un concetto e parte raccontando serie di casi, per poi riconnetersi al concetto di partenza.
In queste divagazioni ci sono formiche regicide e api suicide, pulcini di cuculo che nascono per primi e buttano fuori dal nido le altre uova, parassiti che diventano tutt'uno con i parassitati fino all'indistinguibilità.
Qualche giorno fa ero a Piombino, e adesso sarei molto orgoglioso se voi lettori vi steste già chiedendo cosa c'entra Dawkins con Piombino.
Se non ve lo siete chiesto però va bene uguale.
Ero a Piombino che è una città che con la nomea di esser brutta.
Immeritata, perché non è brutta, ma è una città di mare, se non vi conquista difficilmente potrà conquistarvi, che so, Genova.
Perché dietro ai porti non ci sono mai stati i bei palazzi dei nobili, ma le osterie e i bordelli e i nobili, che schifavano la puzza del vino e delle puttane (quelle da pochi soldi, s'intende), se ne stavano in collina.
Come, appunto, a Genova.
Allora, ero a Piombino e vedo un gabbiano, e parliamone, perché il gabbiano è un uccello piuttosto stronzo.
Ora gli amici degli animali, nonché Dawkins, obietteranno che il gabbiano non è cattivo, è così perché è la sua natura, sono i suoi geni che l'hanno progettato in questo modo.
Sì d'accordo, ma per caso il cucciolotto che beccate su Pixdaus è uguale alla iena?
Il pesciolino dell'acquario è come la tracina?
La farfallina come la zanzara?
Il gabbiano è vorace e aggressivo, mangia qualunque cosa gli capiti a tiro, nel senso che non disdegna neanche i suoi simili, e forma squadracce punitive.
Ma stranamente è un uccello che ispira romanticismo e poesia, credo anche grazie a "Il gabbiano Jonathan Livingston", romanzo breve di Richard Bach, una delle letture obbligatorie degli anni '70, insieme a "Avere o essere?" di Fromm, "Sulla Strada" di Kerouac e altre rotture di palle che potete tranquillamente lasciare alla Feltrinelli e prendervi invece un libro di Hornby.
Anzi, già che ci siete potete mandare a quel paese quasi tutto degli anni '70, che sono trent'anni che ci rompono le scatole.
Vabbè, basta con la divagazione, ero a Piombino, dalle parti del castello, e c'era un pesciarolo, davanti al quale si erano piazzati due gabbiani, uno più scuro, credo un giovane.
Ora, a me non è mai capitato che un gabbiano si facesse avvicinare, mentre questi stavano davanti all'ingresso, spavaldi, incuranti di me e degli altri passanti.
L'adulto dei due, utile per rendermi conto che visti da vicino sono grossi come tacchini, stava protestando, o meglio, pretendeva qualcosa.
Pretendeva con un versaccio, un orrore stridulo che la natura può aver concepito solo allo scopo di fare terra bruciata di qualunque apparato uditivo nei paraggi.
Dopo una breve esitazione, il pesciarolo è entrato e riuscito lanciando qualcosa al volatile che, soddisfatto, ha ridato sollievo alle nostre orecchie.
Immaginando che la scena servisse pure da training per il giovane, che invece stava zitto, ho pensato che la zoologia avesse bisogno di una nuova specie: il gabbiano mafioso di Piombino.
Se non gli paghi il pizzo ti sfascia i timpani.
Modestamente penso di chiamarlo Larus Portmeirionis portmeirionensis, ammesso di aver azzeccato l'accusativo.
Che per quanto ne so è il verbo usato dall'accusa, mentre la difesa usa il difensivo.
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25 agosto 2008
The luck I've had can make a good man turn bad
C'è, come era da aspettarsi, un certo ribollire di commenti sulla triste vicenda dei cicloturisti olandesi aggrediti dalle parti di Ponte Galeria, o più correttamente sulle successive dichiarazioni del sindaco di Roma.
È sempre difficile dire una cosa sensata su fatti di cronaca, e io cercherò di dirne addirittura due, credo del tutto scorrelate tra loro.
La prima è che non riesco a capire come un ladro si possa trasformare in uno stupratore, e mi era successo già all'epoca dell'omicidio di Giovanna Reggiani.
Premesso, ma non necessariamente, che io viva di espedienti, cos'è che mi trasforma in qualcosa che non è neanche definibile come bestia, dato che, a parte qualche scimmia, mi pare che lo stupro sia sconosciuto anche tra gli animali più primitivi?
Dubito che una donna che, per qualche disavventura, si trovasse sola in qualche luogo senza riparo tema per i 10 o 100 Euro che ha nel portafoglio o per il cellulare, ma semmai per questo male oscuro che potrebbe portare l'uomo che dovesse trovarsi davanti, paura che ovviamente il sesso maschile ignora.
E proprio perché sono un uomo, uno che come la quasi totalità degli uomini sente annodarsi l'intestino al pensiero di penetrare un essere che urla e piange, ho il terrore che in qualche mia circonvoluzione si nasconda l'interruttore nero che una sequenza di circostanze può far scattare.
La seconda considerazione parte dal post di Leibniz che parla dello stesso fatto di cronaca.
Il post mi sembra un po' squilibrato a discolpa dell'attuale sindaco, e anche troppo signora mia, ma il motivo per cui mi interessa parlarne è un altro.
Il motivo è che una delle più grosse fregnacce che vi hanno raccontato, e continuano a raccontarvi, è che il sindaco di chissadove possa fare qualcosa per la sicurezza dei suoi abitanti.
Ecco, scordatevelo, perché non è vero.
Dimenticate i film americani, perché il sindaco italiano non ha nessun potere di ordine pubblico, e soprattuto non ha la forza pubblica, cioè il potere di prevenzione e repressione del crimine.
Quello ce l'hanno, da sempre, solo le questure e le prefetture, e per esteso il ministero dell'Interno.
Quindi è vero che Alemanno non ha giurisdizione, come non l'aveva né Veltroni, né Rutelli, né Moratti, né Chiamparino.
Il sindaco può solo mandare qualche ruspa a buttare giù baracche fatte di lamiere e palanche, cioè che valgono zero.
Che poi è il motivo per cui non serve a niente, perché i proprietari perdono zero e ripartono, spendendo zero, dieci metri più in là.
Escludendo quindi lo sterminio, l'unica strada che resterebbe è sbatterli in galera, ma non mi risulta che essere morti di fame senza dimora sia già un reato.
Anche senza essere appassionati sportivi, non è difficile capire che contro chi non ha nulla da perdere in genere la competizione è falsata, mentre è svantaggiosa per chi invece qualcosa da perdere ce l'ha.
A meno di non cambiare qualche regola.
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22 agosto 2008
Senza aspettare la fine
Escludendo quelle boicottate, le olimpiadi di Pechino sono sicuramente tra le peggiori mai disputate.
L'unica consolazione è che in quegli sport che hanno la giuria, e che beninteso non sono sport, gli inglesi sono delle gran pippe, e quindi ci risparmieremo l'Union Jack sul costumino di poppanti sconosciute sul podio.
A proposito di podio, il mio:
1) Paola Espinosa (tuffi, Messico)
2) Hope Solo (calcio, Stati Uniti) e Emma Johansson (ciclismo, Svezia)
3) Mariya Abakumova (giavellotto, Russia)
Nessuna di queste è nei boxini di Repubblica o Corriere.
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21 agosto 2008
Ferisce più la spada
Alla bloggheria più attenta non sarà sfuggito il fatto che, appena si è discusso di soldi, il medagliere italiano che avanzava garrulo nei primi giorni si sia improvvisamente impuntato.
Se voi foste un po' più amici di quello sportaccio praticato da bamboccioni viziati che viaggiano in prima classe, certe cose le sapreste già da dieci anni.
(lo so che la citazione è ardua, ma confido che alcuni che all'epoca avevano l'età della ragione ricordino il fatterello)
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14 agosto 2008
Inutile sottolineare che è merito suo
Frattini ha, in particolare, evidenziato l’impegno, oltre che suo personale, del Presidente del Consiglio che, su richiesta dei partner internazionali, ha svolto un significativo ruolo di facilitatore, anche in virtù dei suoi rapporti personali con il Primo Ministro russo Putin. Un impegno tradottosi in ripetuti contatti fino al momento dei colloqui di Mosca e Tbilisi.
Il Ministro Frattini ha poi voluto ricordare i costanti contatti mantenuti in questi giorni anche con il Ministro degli esteri-ombra dell'opposizione, On. Piero Fassino.
Immagino che il Ministro degli esteri-ombra sia quello che si occupa dei rapporti con Mordor.
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11 agosto 2008
I due scienziati
La contraccezione a volte viene attaccata perché considerata innaturale. È vero, è fortemente innaturale. Il problema è che anche lo stato assitenziale è innaturale. Penso che la maggior parte di noi creda che la stato assistenziale sia una cosa positiva, ma esso non può esistere se non esiste anche un controllo delle nascite (innaturale), altrimenti il risultato finale sarà una miseria ancor maggiore di quella che si ha in natura. Lo stato assitenziale è forse il più grande sistema altruistico che il regno animale abbia mai conosciuto. Ma qualunque sistema altruistico ha un'inerente instabilità, perché è vulnerabile all'abuso da parte di individui egoisti pronti a sfruttarlo. Individui umani che hanno più bambini di quanti ne possano allevare sono probabilmente nella maggior parte dei casi troppo ignoranti per essere accusati di sfruttamento malintenzionato cosciente. Più sospettabili mi sembrano le istituzioni potenti e i capi che deliberatamente li incoraggiano a comportarsi così.
(Richard Dawkins, da Il gene egoista, capitolo 7)
Un uomo a passeggio a un certo punto incontra un ragazzino che tira un carretto.
Il carretto è enorme e stipato di cose, e appare evidente che lo sforzo di tirarlo è ben oltre le misere forze del giovane.
L'uomo si avvicina. "Ma dove pensi di andare? Non vedi che non ce la fai?"
"Mio padre mi ha detto che devo portarlo."
"Ma tuo padre ti chiede di ammazzarti in questo modo? Con che coraggio?"
"Lui mi ha detto va', tanto 'no stronzo che te da 'na mano 'o trovi."
(mio padre, da uno dei suoi aneddoti, versione più o meno italiana a cura del sottoscritto)
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