22 giugno 2010

Il soprano

la mia mano(Post scritto originarimente per 06 Live, che ringrazio per l'accredito stampa)

Gli Xiu Xiu sono una band originaria di San Jose, California.
Nati nel 2000 sono ora al sesto album, Dear God I Hate Myself.
L’unico membro fisso del gruppo è Jamie Oliver, cantante e chitarrista, mentre a completare la band c’è Angela Seo, che si occupa di tastiere, Nintendo GameBoy e percussioni molto assortite.

Sono un gruppo sperimentale, non solo per modo di dire, e non hanno di fatto genere o influenze immediatamente riconoscibili, ma negli ultimi album si nota la presenza di basi new wave, un po’ anni ‘80.

Anche gli Xiu Xiu si devono piegare però alla legge del mondiale sudafricano, e il concerto inizia solo dopo la fine di Francia-Messico, il cui risultato finale risulta piuttosto gradito agli spettatori.

Aprono gli (r), il nuovo progetto di Fabrizio Palumbo, già nei torinesi Larsen.
Proprio i Larsen avevano lavorato con gli Xiu Xiu in un gruppo che era la fusione dei due, gli XXL (Xiu Xiu Larsen), pubblicando due album, ¡Ciaütistico! e ¿Spicchiology?.

Sul palco un Mac e un leggio con un boa di piume rosa, Palumbo con la sola chitarra assistito da Daniele Pagliero.
Rispetti ai Larsen, gli (r) sono più vicini al post rock, termine che resta sempre un po’ vago ma di meglio non c’è. Dopo il primo pezzo cantato con voce molto profonda e sola chitarra si aggiunge l’elettronica di Pagliero.
In tutto sei pezzi, di cui due strumentali, e decisamente convincenti.

Entrano gli Xiu Xiu, che devono farsi il soundcheck praticamente da soli, e dopo aver montato l’incredibile castello di percussioni di Angela.
L’inizio è con Black Drum Machine, inedito a base di incesti usato come apertura in molte date di questo tour. La scaletta è dominata dall’ultimo album, ma tutti i precedenti hanno almeno un pezzo a rappresentarli.

In Dear God I Hate Myself sentiamo per l’unica volta Angela cantare, Gayle Lynn si conclude con un fischio assordante.
In tutto questo alla voce quasi sofferente di Oliver si aggiunge un tripudio di gong, campanacci, triangoli che Angela picchia con precisione.
Malgrado il soundcheck autoprodotto non c’è nessuna sbavatura, nessun richiamo al fonico, e sembra di vedere una big band con vent’anni di carriera.

Ancora un fischietto da arbitro per I Luv the Valley Oh!, suonata anche con il misterioso Nintendo GameBoy.
Poe Poe, dal primo album Knife Play, è il pezzo più riuscito, mentre This Too Shall Pass Away (for Freddy) è quello che forse viene meno bene.
Chiusura con Boy Soprano, la loro canzone forse più nota, e con più chitarra rispetto alle tastiere della versione originale.

Si implora il bis, ma la scaletta suonata è identica ai concerti di New York e Graz, è la fine, e il rientro di Angela Seo per prendere la sua borsa solo un’illusione per il pubblico.
Concerto praticamente perfetto, con grande interpretazione e impegno da parte di Oliver, non premiato però da molte presenze, forse un centinaio di persone.

Init finalmente al livello dei locali rivali, con birre e cucina anche all’esterno e perfino la partita.

08 giugno 2010

E pure l'Estonia

Sembra certo che dal 2011 anche l'Estonia imboccherà nell'allegra Eurolandia.
Visto come vanno le cose hanno deciso di risparmiare sul disegno.

07 giugno 2010

Post scriteriatamente autogufante

C'è il post di quando l'ho comprato.

Ci sono in mezzo sessantamila chilometri, Pistoia, Cattolica, Carsoli, due volte il passo della Futa e mille altri giri.

C'è, a parte quello che si deve cambiare per forza, la roba che ho comprato, precisa, originale.

Retoricamente, non riesco a immaginarmi senza.

31 maggio 2010

Benzina aumentata

No no, era solo uno scherzo per il titolo, non è aumentato niente.
Oggi c'è roba tecnica, parlo di realtà aumentata.

La realtà aumentata, o augmented reality, o AR, che cavolo è?
Chi ha un supertelefonino all'ultima moda non ha bisogno della risposta, e siccome chi legge i blog ha sempre un telefonino all'ultima moda la spiegazione sarebbe superflua.
Peccato che io non abbia ancora rinuciato a quel progettino di educazione delle masse, e per farla breve la realtà aumentata è vedere il mondo come lo vede Arnold Schwarznegger in Terminator.

Guardate attraverso la fotocamera del vostro telefonino, e quello che vedete viene arricchito di informazioni luccicanti che zompano fuori qua e là.
Il nome realtà aumentata è piuttosto suggestivo, e ha indubbiamente il fascino delle cose viste vent'anni fa nei film di fantascienza che si realizzano.

Come funziona la realtà aumentata?
A stringere funziona perché i ricevitori GPS oggi sono talmente miniaturizzati da poter stare in dispositivi portatili.
Il GPS è il famoso sistema di navigazione satellitare americano, che oggi usa tutto il mondo ma che in realtà è in giro da una ventina d'anni.
È lo stesso che usano i navigatori per automobile come il TomTom e il Garmin.

Tecnicamente un telefonino non avrebbe necessità del GPS per posizionarsi, gli basterebbe la rete cellulare, ma il GPS è molto più preciso, ed essendo satellitare ha il vantaggio di funzionare dovunque.
Molti altri paesi stanno costruendo alternative dato che è del tutto in mano americana.

Ora che il telefonino sa dove si trova aggiungete una bussola magnetica, così sa come è orientato, e un accelerometro, così sa verso dove viene spostato, e il gioco è fatto, il simpatico aggeggio è perfettamente conscio dell'ambiente in cui si trova.

Avendo voglia anch'io di provare il giochino ho pensato di aggiungere alla realtà la mia mappa dei benzinai 24 ore che prendono il bancomat.
Per usare la realtà aumentata serve un'applicazione, e la prima che mi è capitata è stata Layar.
Una volta che avete Layar, che esiste per Android e iPhone, potete caricare i livelli (layer) che volete.
Accendete, inquadrate e vedete spuntare "Pizzeria" o "Metropolitana", a seconda di quelli che vi siete scelti.

Per realizzare un livello, nel caso di Layar, vi serve soltanto una mappa di Google, anche se non è vostra.
C'è un servizio molto utile di nome Hoppala, che prende una mappa Google qualunque e la fa diventare un fornitore di contenuti per Layar.

Ovviamente non è obbligatoria una mappa di Google, se avete un qualunque elenco di punti che volete rendere disponibili per Layar potete scrivervi una piccola applicazione per conto vostro, si tratta di web services, ed è tutto documentato.

Per pubblicare un livello dovete anche essere registrati come sviluppatori di Layar, dove una volta ottenuto l'accesso scriverete il nome del livello, i tag per trovarlo, se è un livello locale (i. e. solo per l'Italia) e l'URL del fornitore di contenuti, che nel mio caso era Hoppala.
Volendo i singoli livelli possono anche essere a pagamento.

Se vi piace l'idea, o semplicemente vi va di provare, il livello si chiama "24 ore bancomat", e contiene le stesse informazioni della mappa.
Una volta entrrati in Layar cercate il livello, per esempio con la parola "bancomat", tanto per ora c'è solo il mio.
Sia Layar che il livello sono gratuiti (e vorrei pure vedere uno che pagherebbe per una cosa simile).

Vorrei ringraziare Ezekiel che mi ha fatto pubblicità, e anche chiedere ai lettori di passaggio se esistono altre applicazioni AR, per esempio per Symbian che mi resta scoperto.
Buon rifornimento.

03 maggio 2010

Don Abbondio

Non se ne potrebbe più di discutere del 25 aprile, della Resistenza, della Liberazione, dell'antifascismo, di farsi domande, di darsi risposte.
E invece no.

Innanzi tutto, perché il 25 aprile?
Il 25 aprile è il giorno della liberazione di Milano, che era la sede del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, la parte del Comitato di Liberazione Nazionale che agiva nel territorio italiano ancora in mano nazifascista.
Il dettaglio importante è che Milano venne liberata dai partigiani, pochi giorni prima dell'arrivo degli Alleati.
Il 25 aprile non è la fine della guerra, che formalmente in Italia termina il 3 maggio.

Quindi CLN uguale Resistenza?
In buona parte, ma non del tutto.
Il CLN era formato dai partiti banditi dal fascismo che dopo l'8 settembre si erano riformati; tutti questi partiti avevano le loro milizie partigiane, ma c'erano anche altre formazioni che non facevano parte del CLN, e che comunque combattevano gli occupanti.
Il loro ruolo era importante dal punto di vista militare, ma non politico, dato che era il CLN ad avere i contatti con il governo di Roma e soprattutto con gli Alleati.

Da dove veniva la il diritto del CLN a rappresentare gli italiani?
Dallo stesso posto da cui venivano i diritti di Michael Collins o di Gandhi o di George Washington: supporto popolare e credibilità di fronte all'eventuale alleato.

Ma i partigiani erano di meno dei militari della Repubblica Sociale?
E ci mancherebbe pure. La Repubblica Sociale aveva la coscrizione obbligatoria, e paragonarne il numero di soldati con quello di formazioni clandestine è quantomeno una paraculata.
La clandestinità dei partigiani per giunta non permette di misurare azioni come quelle di tanti cittadini che magari diedero solo qualcosa da mangiare o per dormire una notte.
Gesti piccoli nell'economia della Resistenza, ma che se scoperti avrebbero portato alla fucilazione certa.

E i partigiani potevano sconfiggere da soli l'esercito nazista?
No. Per sconfiggere la Germania nazista servì l'impegno di quello che all'epoca era l'impero più grande del mondo, il Regno Unito, dello stato già militarmente ed economicamente più forte, gli USA, e di uno che per vincere dovette cambiare addirittura la propria geografia, l'Unione Sovietica.
In più i movimenti di resistenza di altri paesi, in particolare nell'est Europa, non avevano creato problemi seri a Wermacht e SS.
È difficile credere che i soli partigiani potessero realmente sconfiggere i nazisti, ma tutta la storia della Resistenza si svolge mentre la Germania sta già perdendo su due fronti, uno dei quali è quello italiano, e le due forze in campo, quella partigiana e quella alleata, sono a conoscenza l'una dell'altra e collaborano.
È però giusto aggiungere che i successi ottenuti dai partigiani italiani prima ancora che cominciassero ad arrivare gli aiuti angloamericani, le cosiddette repubbliche partigiane, non hanno eguali in tutto il resto del mondo.
Spesso queste repubbliche durano pochi giorni prima di essere spazzate dai nazisti, ma la loro importanza per guadagnarsi il sostegno popolare è enorme, in particolare quando le reazioni vanno ben oltre ogni umana sopportabilità.

Ma tra i partigiani c'era che voleva la dittatura comunista?
Sarei tentato di rispondere aridaje, dato che questa è la più ridicola delle osservazioni che si possano fare sulla Resistenza.
Primo, il PCI, che è quello di cui si parla, faceva parte del CLN, e il CLN non aveva assolutamente intenzione di discutere la forma di stato prima che fosse finita la guerra di liberazione, come scritto con largo anticipo.
Secondo, l'Italia spettava al blocco atlantico, blocco che era perfettamente a conoscenza dei partigiani comunisti, e partigiani che a loro volta sapevano benissimo che non sarebbe arrivata l'Armata Rossa. A meno di voler credere a un Togliatti che dopo la capitolazione nazista si rimette in clandestinità contro la NATO.
Tornando al primo punto è notevole ricordare che la decisione da parte del PCI di tralasciare la questione istituzionale durante la guerra si chiama "Svolta di Salerno".
La storia non è passata così spesso per Salerno, quindi per quelle poche volte che è successo il presidente della locale provincia potrebbe fare uno sforzo di memoria.

È stato giusto appendere Mussolini a piazzale Loreto?
No, ma si tratta di un problema di vilipendio di cadavere.
Mussolini cessa di essere rilevante il 25 luglio 1943, data dopo la quale diventa solo un pupazzetto nelle mani dei nazisti.
Avrebbe potuto essere anche crocifisso, bruciato vivo, morto di infarto o mandato in giro vestito da Hello Kitty, senza per questo contare più di zero nella storia della Liberazione.

Ma allora perché se la prendono con il 25 aprile?
Perché chi lo fa vuole colpire attacca una parte politica attaccandone un (presunto) mito, non diversamente da quello che fanno i leghisti quando ostentano disinteresse per l'unità d'Italia.
Lo scopo non è quello di dare maggiore o minor valore alla Resistenza in sé, ma semplicemente di provocare una reazione che può tornare utile per mascherare un tema che non si vuole affrontare, o far passare l'avversario per conservatore e vacuo.
Riuscendo spesso nell'intento, e per tante ragioni.

Perché la storia va sempre avanti, e con il tempo che passa è sempre più difficile credere a olio di ricino e campi di concentramento, come per un americano sarebbe difficile pensare all'esercito inglese al di là del Delaware.

Perché un bel pezzo di quello che fu lo schieramento che componeva il CLN, in particolare la DC e le formazioni eredi, non ne ha mai pubblicizzato granché la memoria, pur essendo i suoi capi dell'epoca indiscutibilmente antifascisti.

Ma soprattutto perché una fetta, piccola ma rumorosa, del mondo di sinistra fa una fatica enorme ad accettare che il 25 aprile possa coinvolgere quelli che sono considerati non abbastanza puri.
La fetta che trova opportuno insultare sindaci o presidenti dimenticandosi che il regalo che la Resistenza ci ha lasciato è appunto un paese che includesse più cittadini possibile, non il contrario.

Perché questa fetta dovrebbe smettere di usare la parola "fascista", che i partigiani avevano dovuto imparare bene cosa significasse, come sinonimo di "non sta con me".
Possibilmente prima che dare del fascista all'avversario di turno sia come definire "scandaloso" un video di Christina Aguilera.

25 aprile 2010

Uno spettro s'aggira per Vigna Clara

Se tentassi di mettere qui in bella copia tutti i commenti letti o sentiti negli ultimi giorni sulla lotta all'interno del PDL ne verrebbe fuori qualcosa di illeggibile, e sicuramente noioso.

Non riesco però a non dire nulla sull'allucinante fascino che Fini sembra esercitare su alcuni di sinistra, che se fossero solo blogger non ce ne potrebbe fregare di meno, e invece a quanto pare pure ex segretari e militanti.

Non credo sia possibile elencare tutti i cambi di posizione politica della sua carriera.
Sui diritti civili, sull'immigrazione, sul presidenzialismo, sulla legge elettorale, sul federalismo, sull'Europa, sul ministro dell'Economia, perfino sul suo stesso partito Fini in questi anni ha detto tutto e il suo contrario, e senza mai mettere in discussione non solo l'alleanza con Berlusconi, ma neanche il voto suo e dei suoi a ogni legge importante che veniva dal governo, finanziarie in primis.

Appunto, non devo elencarli, ne metto solo uno.
Fini è bolognese e tifoso del Bologna, ma durante il matrimonio con Daniela di Sotto, laziale, era diventato un habitué dell'Olimpico, dicendo, parole sue, che si era "avvicinato" alla Lazio.
Uno che si mette a tifare la squadra della moglie.
A me basta questo.

14 febbraio 2010

Strade di fuoco (35) - Amici toponomastici tour

Via Berlino
Quartiere Ardeatino (Municipio XI).
Come via Londra, e tante altre capitali, sta nella zona dell'Annunziatella.
Questa zona è costruita intorno a un enorme struttura sanitaria, ora piena di striscioni e bandiere causa licenziamenti.
Una cosa che ho notato è che vicino c'è una nuova zona, che non avevo notato, intorno a via della Fotografia, Arte umana (scritto così, t'oo ricordi?).
In questo modo sono riusciti a intitolare una strada a Tina Modotti, più altri nomi che non conosco.

01 febbraio 2010

Asocialmente utile

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi eppure nessuno si decide a fare qualcosa per combattere questa piaga.
No, non sto parlando dei lettori del Fatto Quotidiano.
È sufficente farsi un giro per capire che c'è un modello culturale pericolosissimo che rischia di prendere il sopravvento, un problema che bisogna affrontare prima che sia troppo tardi.
E cioè il problema dei vecchistronzi™.

Questa è una semplice guida per riconoscere il vecchiostronzo™, che è infido, si mimetizza ed è bravissimo a non farsi riconoscere fino a che purtroppo non c'è più nessun rimedio.

I vecchistronzi™ hanno fatto la guerra, non si sa bene quale, però ne hanno fatta una.
Qualunque comodità occidentale è quindi inutile perché il vecchiostronzo™, che ha fatto la guerra, non ne ha bisogno.
Svelano quindi la loro identità alle riunioni di condominio, dove si oppongono a qualunque ipotesi di miglioramento come lampadine del garage o riscaldamento centralizzato che duri più di quindici minuti al giorno.
Dato che hanno fatto la guerra, gli basta un'ora d'acqua corrente, fredda, il resto è roba da checche.

I vecchistronzi™ sono pensionati, e vanno a prendere la pensione tutti i giorni.
Non una volta al mese, tutti i giorni, in contanti, perché non sanno usare il bancomat, che c'è da trent'anni.
Siete all'ufficio postale e avete 45 persone davanti? Almeno 42 sono vecchistronzi™, e non solo sono lì dalle 8 quando potrebbero arrivare con calma alle 11 tanto sono pensionati, ma se foste passati all'ufficio postale alle 6 li avreste trovati già là davanti, a chiacchierare con altri vecchistronzi™ come loro, in genere della guerra, o della pensione.

I vecchistronzi™, dato che hanno fatto la guerra, vanno al supermercato e prendono una bottiglia d'acqua e due uova.
Per prendere una bottiglia sfasciano le ballette, le confezioni da sei, le sfasciano tutte, sfasciano pure quelle con le bottiglie da mezzo litro, e poi sfasciano le confezioni da sei uova e ne prendono due.
Siccome hanno fatto la guerra, fanno una frittata con quelle due uova che gli dura tutto il mese, e ci bevono un sorso d'acqua dalla bottiglia, che gli deve durare tutto il mese.
Poi, quando sei alla cassa con la tua balletta con cinque bottiglie e la tua confezione con quattro uova, e la cassiera ti guarda come uno zingaro, ti chiedono "mi fa passare che ho solo due uova e una bottiglia d'acqua? Sa, sono pensionato".

I vecchistronzi™, dato che sono pensionati, hanno in genere un'automobile tipo la Fiat 131 Mirafiori o l'Austin Allegro, o comunque una cosa di cui sono andati bruciati i progetti e per cui è stato accecato l'ingegnere, e quando vanno dal meccanico rompono le palle perché consuma troppo, e il meccanico dice che ci pensa lui e poi la sera va su Yahoo Answers a chiedere se qualcuno sa dove trovare i pezzi.
Guidano a 4 chilometri l'ora, sempre e comunque, escono dagli stop senza fermarsi a 4 chilometri l'ora e dopo che hai inchiodato e onorato tutte le donne della loro famiglia procedono a 4 chilometri l'ora.
E tu sei dietro di loro, vedi il semaforo che diventa giallo e speri che abbiano uno scatto d'orgoglio, ma loro attraversano l'incrocio a 4 chilometri l'ora, con il giallo, e tu ti devi fermare perché è diventato rosso, e il semaforo è uno di quelli sulla Togliatti che diventerà verde al prossimo scudetto della Roma, e sicuramente sei già in ritardo perché all'ufficio postale avevi 45 persone davanti.

E no, non tutti i vecchistronzi™ leggono il Fatto Quotidiano.
Alcuni non sono vecchi.

13 gennaio 2010

Rosarno (RC)

"Tot ecce insignes iuvenes, quot intueor, non magis sunt paenitendi senatores, quam paenitet Persicum, nobilissimum virum, amicum meum, inter imagines maiorum suorum Allobrogici nomen legere. Quod si haec ita esse consentitis, quid ultra desideratis, quam ut vobis digito demonstrem, solum ipsum ultra fines provinciae Narbonensis iam vobis senatores mittere, quando ex Luguduno habere nos nostri ordinis viros non paenitet. Timide quidem, patres conscripti, egressus adsuetos familiaresque vobis provinciarum terminos sum, sed destricte iam Comatae Galliae causa agenda est, in qua si quis hoc intuetur, quod bello per decem annos exercuerunt divom Iulium, idem opponat centum annorum immobilem fidem obsequiumque multis trepidis rebus nostris plus quam expertum. Illi patri meo Druso Germaniam subigenti tutam quiete sua securamque a tergo pacem praestiterunt, et quidem cum ab census novo tum opere et inadsueto Gallis ad bellum avocatus esset; quod opus quam arduum sit nobis, nunc cum maxime, quamvis nihil ultra, quam ut publice notae sint facultates nostrae, exquiratur, nimis magno experimento cognoscimus."

(Oratio ad senatum de iure honorum Gallis dando, 48)

Ho trovato solo traduzioni in inglese, non so il latino quindi non mi cimento. Preso da qui, inutile dire chi è me ne aveva parlato.

31 dicembre 2009

Avessimo fatto le primarie per l'allenatore a quest'ora non ci sarebbe Ranieri, eppure siamo quarti con Burdisso in difesa

Non so se ho mai scritto un post di fine anno, ma siccome questo è stato un anno emozionante, sotto tutti gli aspetti che possono emozionare un essere umano, è il caso di farlo.

Due cosette, la prima, un giorno mi arriva un SMS così:

"saresti libero per fine luglio destinazione dublino per vedere i 4 bastardi?"

Era febbraio, le date non erano ancora state pubblicate, eppure lui sapeva già.
A Dublino ci sono andato, e oltre a dimostrare che alla faccia dei nutrizionisti si può vivere per quattro giorni di solo Burger King, direi che dalle nostre facce potrete intuire se ne è valsa la pena.

Secondo, saprete che il mio terzo lavoro, dopo quello con cui mi pago i vizi e quello di cercare i benzinai che accettano il bancomat, è fare il presidente di sezione.
Questo mi ha permesso di essere (credo) il primo presidente in diretta streaming della storia repubblicana, cosa della cui legalità ancora dubito, ma a questo punto chi se ne frega.

Che ho fatto? Leggevo i voti collegato via cellulare ai miei amici buontemponi che si divertivano alla Daje Night (Pronti a Perdere Insieme), o per meglio dire li urlavo e la segretaria li ripeteva.
In questo modo, oltre a intuire per primi rispetto al resto del paese l'ascesa di Topo Gigio, ho anche trovato degli amici.
Amici sì, perché mi hanno aspettato fino alle due e mezza di notte, a spoglio finito, accolto come un eroe, e una mi ha perfino detto "fatti abbracciare".

Anzi, per chiudere il cerchio vorrei dire che il direttore delle news di Red Tv, che incidentalmente ho avuto fortuna di conoscere proprio alla prima Daje Night, ha scritto un bellissimo libro.
Leggendolo ho scoperto perché i miei amici dajisti hanno chiamato il loro foglio "Pattuja".
Per un vecchio informatico come me, vedere certe confluenze è il modo migliore per finire l'anno.

Oltre a ringraziare Gabriele per i biglietti.
Buon 2010.

29 dicembre 2009

Strade di fuoco (34) - Amici toponomastici tour

Via Illorai
Zona Ponte Galeria (Municipio XV)
Salitona da ridotte in quel della Portuense, che è una delle mie strade preferite, e insieme alla Collatina una delle due strade di sangue blu a non avere l'uscita sul raccordo.
Finito l'abitato, la collina di Corviale e il suo più sinistro simbolo aprono un tratto di campagna e boschi, e dopo un po' di curve e salitelle si va dritti come un fuso a Porto, oggi frazione di Fiumicino, che dà il nome alla strada e dove c'è il porto di Traiano, quello esagonale.
Tutti piccoli comuni sardi da queste parti, con questi nomi che non sembrano neanche italiani, ma lo strato italianizzato di qualche lingua remota e inintelligibile.
Come poi è la Sardegna, con lo strato per i passanti fatto di mirto e spiagge, e quello conosciuto quasi solo ai nativi che convive con la maledizione scagliatale dall'impero più famoso del mondo.
Che usava l'isola, senza troppi complimenti, per spedirci i rompicoglioni.

Strade di fuoco (33) - Amici toponomastici tour

Via Ceglie Messapico
Zona Torre Angela (Municipio VIII).
Ormai si può definire come è fatto un quartiere "alla Torre Angela": strada principale che fa da spina dorsale, nel caso specifico via Monopoli, e traverse strette senza marciapiedi, che agli abusivi non interessano.
Questa è quella che i romani chiamano proprio Torre Angela, con tanto di cartello all'inizio.
Oggi si ritrova stretta tra il raccordo e via di Tor Bella Monaca, che per chi non lo sapesse è una lunghissima superstrada.
La "chiusura" non le ha fatto bene, peggiorando una situazione che già rosea non era, e rendendola uno dei posti meno vivibili della capitale.

22 dicembre 2009

Corridoi

Qualche tempo fa c'è stato un evento politico con qualche strascico polemico, strascico che in Italia non sarebbe una gran notizia dato che non ce ne mancano, ma in questo caso la vicenda non era del tutto italiana.
Parlo della nomina dell'alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la sicurezza comune, detto anche Mister PESC, che è un po' meno noioso del nome ufficiale.
Pareva dovesse essere Massimo D'Alema, o al limite David Milliband, e invece sarà la semisconosciuta Caroline Ashton.

Non perderò tempo con i dietro le quinte che avrebbero portato alla mancata nomina, e tantomeno con le dichiarazioni a casaccio dei vari politici, in particolare di Di Pietro del quale ormai si è persa memoria dell'ultima volta che abbia detto qualcosa di sensato.
Avevo scritto dell'Unione in un altro post, di cui questo è una specie di seguito, quindi si parla più che altro di Europa.

Il primo problema da affrontare quello che a me sembra un errore storico di percezione, e cioè il fatto che l'Europa sia una specie di potere terzo, autonomo rispetto a quelli nazionali.
Ecco, non è così.

L'Europa è, per usare le parole di Emma Bonino, i paesi che la compongono.
Non è qualcosa che sta in cima alla scaletta comune - provincia - regione - stato.
Immagino che molti italiani, vista la miseria che talvolta capita di osservare in patria e dimenticandosi che l'esterofilia è sempre provincialismo, la preferirebbero così, ma purtroppo per loro si sbagliano.
Eleggiamo sì un parlamento, ma non ha quasi nulla del potere e dei compiti di quelli nazionali.

Il vero potere nell'Unione è quello dei singoli governi, esercitato attraverso il Consiglio Europeo.
Un piccolo esempio per essere più chiari: sapete tutti che per entrare nell'area Euro bisogna rispettare certi indicatori economici nazionali come debito pubblico, inflazione e altri.
Una volta ammessi gli indicatori devono essere ovviamente mantenuti, pena l'applicazione di multe.
Chi decide se un paese va multato? L'ECOFIN. L'ECOFIN è l'assemblea dei ministri delle finanze dei paesi dell'Unione.

La decisione viene quindi presa da un organismo che tecnicamente non viene eletto da nessuno, formato da gente che viene continuamente sostituita, in caso di elezioni o rimpasti, e che soprattutto prende una decisone politica, altrimenti potrebbero metterci tranquillamente un foglio excel a fare le stesse cose, e il foglio excel ci direbbe oggi che la Grecia dovrebbe essere multata, e invece non lo sarà.
L'Unione Europea concreta, quella che prende le decisoni che contano, non è quindi un'istituzione, ma piuttosto la somma delle singole istituzioni statali.

Veniamo alla PESC, e soprattutto a capire cosa significa questo curioso acronimo.
La PESC è la politica estera e di sicurezza comune, e non è un'invenzione di oggi, ma era già nel trattato di Maastricht, quello che in pratica definisce l'Unione come la conosciamo e viviamo oggi.
Senza inventare nulla, prendo il pezzetto del trattato di Lisbona:
"The Union shall have competence, in accordance with the provisions of the Treaty on European Union, to define and implement a common foreign and security policy, including the progressive framing of a common defence policy."

Il trattato di Lisbona è un bel casino.
Vi starete immaginando un pregevole volume rilegato in pelle con scritte dorate, ma sareste fuori strada, perché è invece scritto come serie di emendamenti ai trattati preesistenti, che non sono neanche pochi, rendendolo di lettura non proprio agevole.
Se non siete studenti di Scienze Politiche con un bel po' di tempo da perdere vi dovete fidare, e se vi fidate vi spiego perché io alla PESC non ci credo.
(per gli interessati comunque il trattato è qui, così vi risparmiate di passare per il sito della non esattamente graziosa commissaria Ashton)

La frase in inglese riportata sopra mette in chiaro un concetto chiave, la politica estera e di sicurezza implica per definizione la difesa, quindi forze armate, controspionaggio, ricerca militare, caserme.
Basterebbe già questo per tagliare le gambe ai sogni, dato che tutto questo a livello europeo non esiste neanche in embrione.
Ma non è solo questo.

Nell'attuale Unione ci sono paesi che fanno parte della NATO e paesi che non ne fanno parte, paesi che hanno basi straniere sul loro territorio, generalmente americane, e paesi che non ne hanno.
I paesi ex colonialisti hanno ancora rapporti privilegiati con le ex colonie, quelli che confinano con qualche stato importante ma non dell'Unione devono comunque fare i conti con l'ingombrante vicino.
È perfino superfluo ricordare che nelle crisi recenti più rilevanti l'Europa è andata allegramente in ordine sparso, come nel caso dell'invasione americana in Iraq o peggio ancora nella serie di guerre nella ex Iugoslavia.

Ora, la California e l'Arizona possono avere leggi diversissime, ma la loro politica estera è una soltanto, e lo stesso vale per il Molise e la Lombardia, malgrado Formigoni.
Cercando di essere ancora più astratti, una politica estera è una delle condizioni necessarie, anche se non sufficienti, affinché una comunità possa chiamarsi stato, o per dirla logicamente meglio non può esistere una cosa chiamata stato che non abbia una sola politica estera e una sola difesa (e una sola moneta, ma quella più o meno già c'è).

Se la Latveria, ipotetico membro dell'Unione, avesse degli importanti contratti di fornitura di gas con la Symkaria, e quest'ultima fosse sconvolta da un'improvvisa guerra civile che li mettese a rischio, come dovrebbe regolarsi Mister PESC?
Sarebbe sufficente l'esperienza di un ministro degli esteri e magari pure presidente del consiglio per far trovare una sintesi decente agli 26 governi?

Anzi, volendo fare un po' di fantapolitca e dietrologia, potremmo addirittura pensare che un politico comunque di rango come D'Alema non avrebbe voluto sedersi su una poltrona di grande prestigio ma vuota, con un potere perfino inferiore a quello di Viviane Reding, la (sempre sia lodata) commissaria che ha imposto il tetto al costo degli SMS in tutta l'Unione.
Sappiamo che non è andata così, sappiamo che le nomine sono il risultato di veti, ancora una volta, dei singoli governi, su questo o quell'altro nome.
Io comunque al posto suo ci avrei pensato due volte.

02 novembre 2009

Strade di fuoco (32) - Amici toponomastici tour

Via Santa Maria Capua Vetere
Zona Torre Angela (Municipio VIII).
Siamo poco lontani dalla precedente via, in un piccolo quartiere detto Colle dei Monfortani. Pensavo a una famiglia nobile proprietaria dei terreni in passato, ma a quanto pare i monfortani sono dei missionari e hanno una sede lì vicino.
Le strade hanno tutte nomi di comuni campani abbastanza noti tranne quella principale che si chiama via Pecoreccia di Torre Angela, su cui preferirei astenermi da considerazioni.