30 novembre 2005

I realized my dreams

Come da anni, ho preso il biglietto sul sito di Trenitalia.
Mi reco alle macchinette, e quando metto il codice di prenotazione si impallano.
Una, due, è il treno per Milano, sto andando a Milano a vedere gli U2, hai capito macchinetta del cazzo?

(Sì, ero in grado di ammazzare chiunque con la divisa delle FS)

La terza macchinetta va.
Quattro ore e mezza senza fumare, poi dite che certe cose si fanno solo per amore.

Ho il sacco a pelo, l'ho comprato all'Auchan da un anno, non l'ho mai usato, non ne ho mai avuto uno.
Roba di qualità, ben 16 Euro.

Scendo dal treno, fumo è ovvio.
Cerco il treno straccione degli altri, non lo trovo, una nota voce toscana mi chiama.
È con altri due.

Arriviamo in metro al mitico piazzale.
C'è un cellulare a caso che cessa di funzionare, gli presto il mio.
Mi ritroverò la rubrica piena di Svetlana, Veronica e roba simile.

Quattro chiacchiere con l'anfitrione, ho una fame assurda.
"Qui intorno non c'è niente."
Eh?

Passeggia passeggia, un posto detto "il Trespolo" risolve il mio problema primario.
Non ho il biglietto per il 20, non mi interessa, ho già il 21 e il 23.

Però...

Magari pure il 20...

"Domani ci vediamo alle 7."
Ma sei scemo?

"Andate, andate, ho già il biglietto del 21, e anche del 23."

Però anche il 20...
Magari mi fanno la scaletta diversa...
Ho due cellulari, ho viaggiato in prima classe, quanto mi potranno chiedere?
Ma no.

"Buonanotte"
Io sono per terra con il sacco a pelo.
Vero rock people, mica in albergo.
Tanto ho due cellulari.

C'è una signora, non mi posso denudare in malo modo.
Mi denudo nel sacco.
Sono già fradicio.

Non posso sudare, sono nel Nord, qui fa freddo.
Fa caldo. L'umidità.

Mi metto sulla schiena.
Mi fa male.

Mi metto su un fianco.
Peggio.

Ci vorrebbe una stuoia, tutti quelli che hanno il sacco a pelo hanno una stuoia, perché non ho una cazzo di stuoia da 5 Euro? Perché si chiama sacco a pelo? Dov'è il pelo, 'sto coso è de plastica, me s'appiccica pure.

Calma, hai dormito in situazioni peggiori.
E poi domani qualche biglietto sarà avanzato.
Ma tanto ho il 21 e il 23.

Sulla panza, è l'unica posizione che sopporto.
Sono fradicio.
La tenda è immobile, nun se move 'na foja.

C'è una zanzara.
Ho le mani nel sacco non le posso tirare fuori.
Brutta zoccola.
Vabbè, pungi succhia e vaffanculo.

Bzzzzzzz.
Si è portata i parenti.
È umido. Zanzare. Fa caldo. Sono appiccicoso.
Mi sto schiacciando i genitali sul pavimento.
Ho due cellulari.

Apro gli occhi. Finalmente ho dormito.
È notte.

Riapro gli occhi.
È notte.

Riapro gli occhi.

Non sto dormendo, è ovvio.
Ma chi me l'ha fatto fare, dai vieni il 20 anche tu, ci divertiamo, pure se non hai il biglietto, ma hai quello del 21 e del 23, dai vieni, dai stronzo con un sacco a pelo da due soldi che fai il coatto e prendi la prima classe, dai che a Milano l'umidità è al 200% e le zanzare vanno in giro in battaglioni e puoi sempre prendere uno a caso dai letti delle persone civili e lanciarlo dalla finestra e dormire come dormono quelli normali su un letto e non dentro a un coso appiccicoso che il pelo manco a vederlo e hai le palle schiacciate per terra e non ti puoi girare e non sai più manco dove cazzo hai poggiato gli occhiali, dai, vieni!

Però magari anche il 20...

I mattinieri se ne vanno.
Il padrone di casa se ne va.
Me la dormo in pace su un letto.
Per circa tre minuti.
Poi, l'officina nel cortile inizia a lavorare.

Ok, mica mi sveglio a quell'ora da pazzi, no vengo con calma, ho già il 21 e il 23, magari se i bagarini non esagerano, però magari anche il 20, ma me la prendo comoda, mangio qualcosa, ci vediamo lì.

Mi faccio la strada a piedi.
Mezzogiorno.

"Il prato?"
"Cento Euro."
"Guarda ciccio, io ho 21 e 23, sono qui per sport (mamma mia la gnocca che c'è in giro), se mi fai un prezzo decente e dico non più di settanta se ne può parlare (però non ho mai visto un concerto con quelli del NG), quindi cento non te li do nenche morto (guarda quella che spettacolo che è)".

"Il prato?"
"Cento Euro."
Aridaje.

"Scusa eri tu che cercavi il prato?"
Ho appena vinto, sorrido come uno che ha i testicoli che stanno riprendendo la forma originale, ma soprattutto come uno che ha già il 21 e il 23.

"Novanta."
"Non ci siamo capiti."

"Ottanta."
"Visto? Per te cambia poco."

"Settantacinque."
"Ancora?"

Biglietto in mano, sono in fila, tranquillo, niente cappellini (roba per fighetti), bottiglie d'acqua (roba per fighetti), ventagli (roba per fighetti).

E il resto, è storia.

28 novembre 2005

Perché non sono cristiano

Per andare a Velletri, in genere faccio la via dei Laghi, un po' più lunga, ma più panoramica e meno incasinata.
Un volta superato l'incrocio del Vivaro, la strada sale e poi riscende tra numerosi curvoni clamorosi.
(Lì si trova il ristorante il Curvone, immortalato in un film di Fantozzi)

Tra queste curve, in una frazione che si chiama o Colle Impepato o Colle Sfascione (hanno nomi così), ce n'è una dove Radio Rock scompare e diventa Radio Maria.

Non è che si sente sfchsffssss e poi arriva un'altra stazione, no.
Di punto in bianco si passa da Marylin Manson a "Tu sei la mia vitaaaaaa...".
Chiamiamo questa curva la Variante Radio Rock.

Ecco perché.

Un po' come le gomme e le candele

palle

E la pagano

Ritorno da Velletri diretto al concerto dei dEUS, fila sulla via Appia (ma no?), Radio Rock.
Sfuma il finale di Lovesong dei Cure.

"Erano i Depeche Mode, da Galore, con Lovesong"

...

(Affinché niente resti impunito, la dj si chiama Ida)

24 novembre 2005

Real seventies (2)

Un po' simile all'11 settembre, mi ricordo cosa stavo facendo.
Dev'essere così, per le tragedie.

Festeggiavamo il compleanno di mio fratello, e a casa c'era un'orda casinara di bambini, che non ci fece sentire nulla.
Nel resto di Roma, molti scesero in strada.

Tutto arrivò la mattina dopo a scuola.

Non c'era Internet, satellite, Al Jazeera, c'era qualche notizia frammentaria da quei quattro gatti che erano arrivati per primi.

Il titolo del Messaggero era impossibile da pensare.

"5000 morti".

Erano stati poco più della metà, realmente, ma un numero di morti in una sola notte mai registrato.

A scuola si cercava di capire cosa volesse dire la scala Mercalli, la Richter ancora non era nota nella penisola.
Ricordo la cartina, per spiegare dov'era l'Irpinia, in tanti non ne avevano idea, che è anche un diritto, a nove anni.

Io già mangiavo libri, e ce n'era uno, rubato a casa di mio nonno, che parlava della fisica dell'Italia.
E l'Irpinia non era una zona sismica, ma una zona talvolta non sismica, da tempo immemorabile, ma queste cose, va a capire, non si imparano mai.

Niente fortunato a restare vivo sotto le macerie per giorni.
Niente telecamere di notte a illuminare l'eroico pompiere che salva.
Niente giornalisti a far domande stronze a chi non aveva più un cazzo.
Niente apparizioni di Padre Pio o madonne di turno.

Tutti morti. In silenzio.
Pensando a ieri, mi sembra che il mondo fosse più silenzioso.

Ciò che non si è mai visto, non si sa affrontare, sì che c'era stato il Friuli, ma era diverso.
A Roma non si sapeva cosa inventare, viene l'idea di requisire i caravan.
E le raccolte di abiti, che a mia madre ricordavano il Polesine.
Perché i container erano di là da venire, e la Protezione Civile non esisteva, venne creata apposta per l'occasione.

Noi avevamo un caravan, ma chissà perché non se lo presero.
Ed è la seconda cosa che ricordo.

Ecco, non ho più dubbi

Quella che sarebbe stata l'unica legge buona di questo governo parte dal 2008.
Nel 2008 sarà posticipata al 2013, e poi posticipata al 2024, e poi addio.
Incredibile come mi facilitano la scelta alle elezioni.

23 novembre 2005

Google Latium (6)

Istituto Guido Carli
La Banca d'Italia di via Tuscolana, detta anche FCV (Fabbricazione Carte Valori).
Gli € che usate vengono stampati lì, e trasportati su quei camioncini arancioni che vedete in basso a destra. Dietro, la storica via del Mandrione, di cui ho già parlato.

(questa è la volta buona che mi arrestano)

Google Latium (5)

Aeroporto di Centocelle
La pista dell'aeroporto di Centocelle, oggi non più utilizzato.
È stata la prima pista di volo d'Italia, costruita da un gruppo di appassionati dopo la visita di Wilbur Wright nel 1908.
Sulla destra, lungo la Togliatti, si vedono 'i sfasci, cioè gli sfasciacarrozze.
Si trovano quasi tutti lì, e il sabato mattina c'è un traffico pazzesco di auto e moto che cercano pezzi vari.
Non ho mai capito come fanno a dirti se ce l'hanno o meno.

ArrayList

La lista dei blog sulla destra presuppone che si sia vista la faccia del blogger.
Nel caso questo non sia avvenuto "live", è sufficiente una foto che attesti che è "bella così com'è".

Real seventies (1)

Un must assoluto, le previsioni del tempo.
Niente a che fare con l'ipertecnologia satellitare di oggi, sembravano più che altro la lettura del segnale orario o del bollettino dei naviganti.

L'esotismo era tutto nella penisola, Bologna Borgo Panigale, Palermo Punta Raisi, Cagliari Elmas, i miei preferiti. Un po' meno Torino Caselle, Bari Palese, sembravano troppo semplici.

Già capivo allora di vivere in una città speciale, perché noi avevamo due temperature, Roma Urbe e Roma Fiumicino, e credo di aver chiesto a mio padre qualche migliaio di volte qual era quella buona: "Devi senti' Urbe, Fiumicino 'n c'entra gnente.".

Mia nonna le imparava a memoria, tutti i giorni, a qualunque ora sapeva dire "stanotte ha fatto 2" (esprimendosi nel suo intrascrivibile romano-veronese).

Ma niente di tutto questo può paragonarsi a lei, l'immortale, l'immutabile, indicata sulla tabellina dal segno "=".

"Beirut: non pervenuta"

Troppo difficile allora capire che lì, quello di sapere la temperatura, era l'ultimo dei problemi.

Talvolta penso che questo:


dovrebbe essere applicato su ogni automobile.

22 novembre 2005

194

Avevo scritto già qualcosa tempo fa, e ho riletto qualcosa di recente.
Ma se un ministro dell'attuale maggioranza si imbarca in una battaglia del genere, è per disperazione? Perché sa che sono le ultime cartucce che può sparare? Crede che la maggioranza degli italiani voglia tornare indietro?
Incomprensibile.

21 novembre 2005

Liverpool

Adoro i Ladytron.
Potrei anche sposare una delle due cantanti a caso, o entrambe.

Troppi aggettivi

Esiste la donna perfetta?
Quella bella, simpatica, intelligente, ecc. ecc. (aggiungere a piacimento).

Sì. E io la conosco.
E oggi è il suo compleanno.

Auguri!

(sì, le ho già telefonato)

Una settimana in analisi (2)

Inizio report

Il 77,95% dei visitatori di questo blog, dopo aver visto l'home page, se ne va schifato.

Fine report

20 novembre 2005

Mettiti la maglia di lana

Leggere sulle precauzioni di impiego dell'antibiotico che sto prendendo "Poiché sono stati descritti con l'uso del prodotto casi talora anche mortali di sindrome di Stevens-Johnson", mi qualifica di diritto nei praticanti di sport estremi.
Venitemi a dire mammone, adesso, tze!

Essere l'unico a ordinare il secondo mentre gli altri chiacchierano, non ha prezzo

Grandine all'Olimpico.
Uno tutto rosso.
"L'aria di Torino".
Due begli occhi.

Due greci. Di Tufo (come de coccio, de marmo, questi so' de tufo).

Il primo pieno è venuto 11,86 €, pensavo peggio.

(Quando ho acceso ho sperato di essere in tempo per la chiusura delle tangenziale (ore 23). Era l'una e un quarto. Ero della tipica allegria tempo-dilatante.)

19 novembre 2005

I'm Bad

Scaricato mp3 della cosiddetta "Numero 7".
Non mi piace il modo lamentoso con cui di recente Bono affronta gli acuti della canzone.
All'inizio della seconda strofa comincio a cantargli dietro e non la sento più.
Non riesco a liberarmene.
Non voglio liberarmene.

18 novembre 2005

Una settimana in analisi (1)

Dopo una settimana di uso di Google Analytics, utilmente segnalato da Mae*, posso pubblicare i primi risultati.

Inizio report

Un terzo delle visite del mio blog viene da Lele.

Fine report

Oggi cinema, va'!

Quasi irriconoscibile Joaquin Phoenix nella parte di Johnny Cash giovane.
Quasi irriconoscibile Reese Witherspoon che sembra addirittura carina.

Ve la rubo

Rottentomatoes, uno dei pochissimi siti di critica cinematografica di cui mi fido, ammolla a Harry Potter and the Goblet of Fire un potente 88%, ai livelli della trilogia di Lord of the Rings.
(Si precisa che qui non si è letto alcun libro e visto alcun film del parioletto).

Io non ce la faccio più

La mia assicurazione è definitivamente un'agenzia di modelle.
Non si fa così.

17 novembre 2005

Altro che Trinidad

Probabilmente sconfitto.
Meritatamente.
Vaffanculo.

Gallerie, non push-up

Chi non è della zona non lo sa, ma la Valle Susa è un posto bruttissimo.
Pensate che già possiede una ferrovia totalmente fuori terra (cioè visibile), brutta e di fatto lentissima e inutile. E per di più è stata sventrata qualche anno fa da una terribile autostrada (carissima come pedaggio), che stanno raddoppiando perché messa com’è ora è inservibile. Autostrada quasi interamente costruita a cielo aperto, con poche gallerie.

Insomma, la Valle Susa - so che qualche valsusino si incazzerà, ma la verità va detta - rispetto ad un’idea bucolica di valle montana è brutta, inquinata, deturpata dall’edilizia industriale (in basso è tutta un capannone, possiede grandi fabbriche dell’industria pesante, brutte città di carattere industriale, per le quali è stata oggetto di immigrazione di massa dal Sud in passato - tanto che in certi paesi tipo Sant’Ambrogio si parla più calabrese che valsusino - ecc.) e percorsa da 4 corsie di autostrada.

Su questa autostrada e su una terribile statale (vanno entrambe fino in Francia) transita gran parte del traffico commerciale pesante (e leggero) diretto verso Ovest. Insomma, se vuoi andare in Francia in macchina o col tuo TIR passi per Susa, non ci sono alternative a meno che non vuoi passare per Ventimiglia, ma ti allontani tantissimo dalla direttrice Lione-Parigi-Mondo.


Nei commenti anche utili e obiettive smentite, e se la prima volta che sento parlare sensatamente della faccenda TAV in Val di Susa è su un blog, vuol dire che qualcosa non quadra.

Sul carro del vincitore

"Microsoft is concerned that this new report of a vulnerability in Windows 2000 Service Pack 4 and Windows XP Service Pack 1 was not disclosed responsibly, potentially putting computer users at risk. We continue to encourage responsible disclosure of vulnerabilities. We believe the commonly accepted practice of reporting vulnerabilities directly to a vendor serves everyone's best interests."

Qui si condivide.
Un informatico dotato di cervello, trovando un problema di sicurezza, si occupa di far sì che non faccia danni.
Se nel caso del rootkit Sony è stato giusto sbattere il mostro in prima pagina, perché Sony stessa era il mostro, lo è allo stesso modo aiutare chi non è un esperto ad avere un PC usabile.
Si segnala il problema al produttore, che in genere lo segna univocamente e pubblicamente.
Se poi il produttore se ne infischia, ne risponderà in sede di risarcimento (USA, in Italia ovviamente no).
Mettere in giro il codice per indebolire la sicurezza di un sistema, è da bambini deficienti.

13 novembre 2005

Triste discesa nella realtà

È un peccato che il servizio di RaiNews24 sull'uso del fosforo a Falluja sia stato preso come oro colato, malgrado in giro per il web ci siano svariate e ben articolate correzioni.
E il fatto che sia stato sparato in home da Repubblica non depone a suo favore.

La sospensione del senso critico per ragioni ideologiche rende solo uguali al più imbecille degli integralisti.
Combriccola dalla quale, finché campo, voglio tenermi il più lontano possibile.

Porca puttana

Ora ci tocca fare il partitone a Manama.

11 novembre 2005

Febbre a 87'

31 dicembre 1988, si gioca alle 14:30, così le partita finisce di giorno. Altri tempi.

È l'ultimo anno dell'Olimpico come lo ricordo, con le panche di cemento verde e le reti delle porte nere, l'anno prossimo si giocherà al Flaminio, per i lavori di Italia 90. Lavori che lasceranno l'Olimpico ciò che è sempre stato, il peggior stadio dove vedere una partita di calcio.

Quell'anno il campionato è spettacolare.

C'è il Napoli di Maradona, il cui astro è talmente sfolgorante da oscurare del tutto dei veri campioni, come il giovanissimo Ferrara, e che vincerà l'anno successivo.

C'è il Milan di Sacchi e degli olandesi, campione in carica, spettacolare in Europa, che vincerà la Coppa dei Campioni in una finale-passeggiata con la Steaua per 4-0, e che in semifinale infliggerà una storica umiliazione al Real Madrid, asfaltato al Meazza per 5-0.

C'è l'Inter, che ha comprato due tedeschi con il dente avvelenato che negli ultimi tre anni hanno perso due finali, tra cui l'incredibile Coppa dei Campioni '87 contro il Porto.

C'è la Sampdoria di Vialli e Mancini, che vincerà il campionato due anni dopo, e quell'anno si aggiudicherà la Coppa Italia, in una finale passata alla storia per essersi trasformata in una delle peggiori risse della storia del calcio italiano.

Malgrado le premesse, alla fine la spunterà una spaventosa Inter con 58 punti, record, miglior attacco, miglior difesa e capocannoniere (Serena), cui solo il Napoli cercherà di tenere testa, ma i nerazzurri saranno campioni con quattro turni d'anticipo.

La Roma vale poco, malgrado il nazionale Giannini e una buona punta tedesca, Rudi Völler, che dopo pochi mesi comincerà a parlare in italiano con un poderoso accento capitolino, diventando l'idolo della Curva Sud.
Quell'anno i romanisti dovranno anche sopportare l'eliminazione dalla UEFA in uno spareggio con la Fiorentina, che viene deciso da un gol di Pruzzo, eroe giallorosso per tre volte capocannoniere, e ceduto ai viola l'anno precedente.

La giornata è bella, stranamente ci sono pochi tifosi del Napoli, in genere numerosi.
Non ci sono molte emozioni, nel primo tempo supremazia territoriale della Roma, e un tiraccio di Careca poco sopra la traversa.
Nel secondo tempo la musica non cambia, il Napoli comincia a pensare che un pareggio ci può stare (non c'erano i tre punti), e la Roma, per dirla alla Gialappa, pastura calcio, ma di tirare non se ne parla.
Il traffico all'uscita dallo stadio è tremendo, e molti, vedendo l'andazzo, decidono di andarsene prima.
Sembra che la voglia di fare la doccia prevalga, quando a tre minuti dalla fine un improbabile Tempestilli (detto "Er Cicoria"), scende sulla destra, e ignorato dai difensori del Napoli lancia in area.
È difficile da spiegare se non vi piace il calcio, ma da come stacca i piedi da terra Völler (detto "Er Tedesco") so già che la palla è dentro.
La rete (nera) si gonfia. Qualcuno nei tunnel sente il boato e torna indietro.
La Tribuna Tevere Centrale non è pariolina come la Monte Mario, ma non è neanche la Curva Sud; l'esultanza è un pochino borghese, tranne che per due invasati sbraitanti con la lingua e gli occhi di fuori, io e mio padre.

Il traffico come al solito è tremendo, e si arriverà a casa che è già notte, ma senza farci caso; il triplice fischio di una vittoria è una specie di anestesia totale.
Dovreste provare.

8 novembre 2005

Blog quiz (dedicated to the man who digs)

Scena, sono in auto con il pilota.
Sottofondo, Staring at the Sun (U2) che attacca.

#6: "Non che Staring at the Sun mi faccia impazzire..."
Pilota: "Bene, puoi anche scendere"

Chi era il pilota?

Blog request

Dovrei rimediare il Libro dei Mutamenti, o i Ching se preferite.
Ne ho viste un po' di edizioni, qualcuno sa qual è una veramente buona?

Indizi

È blu.

7 novembre 2005

Segarole* moderne

È che vederle a Via del Corso mi fa tornare indietro di vent'anni.

Cosa non è cambiato:
L'indugiare senza sapere cosa fare (perché anche oggi il portafogli di una sedicenne non è adeguato al centro).
I sorrisi a sessataquattro denti di un adolescente che ha fatto una cosa da non fare (e poche cose sono belle come una ragazza che sorride).

Cosa è cambiato:
Multirazzialità (c'era una filippina).
Cellulare (esclusivamente modelli che costano come il mio scooter).
Mutande al vento (tranne una sovversiva, probabile lettrice del blog di Luttazzi, che aveva una minigonna).

*ragazze che marinano la scuola

Vorrei discuterne con l'elfo

La recente The Ultimate Collection degli Eurythmics differisce dalla precedente Greatest Hits del 1991 (che ho) per l'assenza di Don't Ask Me Why.
Sarebbe come fare una raccolta degli U2 senza Streets.
Ne convieni?

Anni', qui

Tè e Teiere - Via del Pellegrino
Il Giardino del Tè - Via del Boschetto

(Qui siamo anche ammanicati con Whittard of Chelsea, servisse qualcosa oltremanica).

Femminile

La copertina del nuovo album degli Arab Strap è stupenda.

(Fio, te che hai un sacco di tempo, li conosci? Se no per la prima volta rischio di comprare un disco solo per la copertina.)

2 novembre 2005

Della superiorità morale dello scooterista

euro2004
Presa in pausa pranzo.
Se volete ve la spiego.

Domani l'Iran attacca Israele

Cosa si fa?

Leksvik takes shape

Così, con casa completamente vuota, posso inziare il montaggio del mio secondo CD-repository.
Avendo serie difficoltà a mettere insieme più di tre pezzi di qualunque cosa, decido che ho bisogno di un adeguata colonna sonora.
L'ardua scelta alla fine cade su London Calling, volume a palla, e via con gli attrezzi.
Arrivato a Brand New Cadillac, avvito a tempo di musica.
A Spanish Bombs, mi alzo e comincio a zompettare per la stanza.
A Clampdown, mi rialzo a rizompettare.
A Train in Vain, non ho ancora messo i chiodini.
Comunque i chiodini fanno schifo, si piegano e hanno la capoccia piccola.

Quindi, o donne (compagne/mogli/fidanzate)
1) Fuori dalle scatole quando si lavora
2) Mettete un CD decente
(se proprio non sapete scegliere, #6 lo farà per voi, fino al terzo CD la consulenza è gratuita).

1 novembre 2005

For the first time, I feel Billy

Ultimo dei recidivi, faccio il mio ingresso all'Ikea Bufalotta per la prima volta (si chiamerebbe Ikea Porta di Roma, ma gli svedesi non conoscono i romani).

Sarebbe festivo, ma non si trova un posto, e il fatto che per metà sia ancora un cantiere non aiuta.

Cerco di entrare come quello che non sa cosa aspettarsi, che è capitato lì per caso.
Tutto sommato è divertente, e i contrasti vistosi tra il modo di fare italiano e quello scandinavo fanno sorridere.
Dovrebbero scrivere con la matitina (che nessuno restituisce) quello che vogliono, e tutti scrivono il nome impronunciabile del mobile, non quello dello scaffale, e poi tutti al PC del magazzino per capire dove cavolo sta.

C'è un quantitativo di roba impressionante, io sono lì per delle lampadine e un porta-CD (il secondo), di nome Leksvik, progettato da Carina Bengs, che però tanto carina non è.

Mi aggiro con carrello e madre tra oggetti inutili (la libreria Alve, a cosa serve il cassetto in una libreria?), geniali (il lettino multidimensionale), inquietanti (la statuetta Gestalta), perfetti (il portascopino Viren, meno di un Euro per un arnese per raschiare il cesso, che è il suo prezzo).

Mi accorgo che il mio stile di acquisto, cioè sapere già cosa vado a comprare, qui non sarebbe adatto.
Sono convinto tre o quattro volte di essere già passato da quelle parti, ma mi sbaglio, è sempre una sala nuova, l'oceano di mercanzia è sterminato, la sensazione che senza il macinaspezie Fossa non si possa vivere fa capolino. Anche il pelagrumi Strila è probabilmente necessario.

Io mi sono segnato lo scaffale, e punto dritto per il mio porta-CD, una sleppa di due metri che non so dove infilare.
Ovviamente, nella Panda ci va, ma quella neanche all'Ikea ce l'hanno più.

Non siamo mica gli americani

Il phishing continua, e Poste Italiane non ha ancora un indirizzo email dedicato alle segnalazioni.

Doom

Forse con il plasma gun avrebbe fatto meno confusione.